preoccupa il debito, «ma valuteremo il testo quando arriverà»- Corriere.it

La prima reazione della Commissione europea di fronte alla manovra varata dal governo italiano è di cautela. Ed è affidata alle parole del commissario all’Economia, Paolo Gentiloni: «Il bilancio è stato approvato stanotte. Lo esamineremo quando arriverà: immagino tra mercoledì e giovedì sarà inviato a Bruxelles». E ancora: «Per noi è molto difficile seguire una prima impressione, dobbiamo vedere il bilancio, i testi e valutarli. Penso sia anche un dovere di trattamento uguale nei confronti di tutti i Paesi».

Rapporto sul meccanismo di allerta

Resta però un punto, impossibile da evitare. Un punto affidato dalla Commissione al Rapporto sul meccanismo di allerta, un documento che fa parte del pacchetto del Semestre europeo (il coordinamento delle politiche economiche per il 2023), adottato dal Collegio dei commissari riunito a Strasburgo in occasione della plenaria del Parlamento Ue, e che si basa sulle previsioni economiche del 9 novembre scorso. Il meccanismo fa uno screening per individuare i rischi di potenziali squilibri macroeconomici degli Stati membri al fine di valutare se richiedano un’azione politica. In questo documento si legge che «nel Ciclo precedente, la Commissione ha condotto una revisione approfondita» della situazione economica dell’Italia, e «ha concluso che l’Italia si trova ad affrontare squilibri macroeconomici eccessivi. Quest’anno, la Commissione ritiene opportuno esaminare la persistenza di questi squilibri o la loro riduzione, in quello che sarà un esame approfondito per l’Italia».

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Esami approfonditi per 17 Stati membri

Il Rapporto sul meccanismo di allerta di quest’anno conclude che gli esami approfonditi sono giustificati per 17 Stati membri: Cipro, Francia, Germania, Grecia, Italia, Olanda, Portogallo, Romania, Spagna e Svezia (che sono stati oggetto di un esame approfondito nel precedente ciclo annuale di sorveglianza della Procedura per gli squilibri macroeconomici), oltre a Repubblica ceca, Estonia, Ungheria, Lettonia, Lituania, Lussemburgo e Slovacchia (che non sono stati oggetto di un esame approfondito nel 2021/2022 ma potenzialmente potrebbero essere soggetti a particolari rischi di squilibri macroeconomici). Per quanto riguarda l’Italia, le preoccupazioni sono «legate all’alto rapporto tra debito pubblico e Pil» — ma sono preoccupazioni «invariate». Potrebbero invece crescere «le debolezze del mercato del lavoro», e i «rischi» su un settore bancario che «è però in miglioramento».

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