Prestito sull’Assegno ordinario di invalidità: è possibile? La risposta non è scontata

I percettori di Assegno ordinario di invalidità possono richiedere un prestito? Quali sono le regole dettate dalla normativa?

L’Assegno ordinario di invalidità (AOI) è una prestazione economica versata mensilmente dall’INPS ai disabili con una riduzione della capacità lavorativa inferiore a un terzo.

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Molto spesso, purtroppo, viene confusa tale misura con la pensione di inabilità. Si tratta, però, di due prestazioni differenti, che danno accesso a diritti differenti. L’Assegno ordinario di invalidità, infatti, è destinato agli invalidi parziali, che hanno un’anzianità contributiva di almeno 5 anni, di cui 3 negli ultimi anni precedenti alla domanda. La pensione di inabilità, invece, è un contributo economico rivolto ai soggetti che possiedono un’invalidità certificata totale, cioè al 100%.

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Scopriamo, nel dettaglio, la disciplina normativa relativa all’AOI e vediamo se i beneficiari hanno la possibilità di richiedere un prestito.

Prestito con Assegno ordinario di invalidità: è davvero consentito?

Chiariamo subito, per i lettori percettori di Assegno ordinario di invalidità, che la legge consente di richiedere un prestito anche su tale prestazione. Il motivo per cui una simile operazione è lecita consiste nel fatto che questa misura, al pari delle altre dipendenti dalla capacità lavorativa, è di tipo previdenziale. Prevede, dunque, il versamento di un determinato numero di contributi presso un Ente previdenziale.

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Ad esempio, se un lavoratore ha sempre pagato i contributi all’INPS, ma ha subito un incidente ed è rimasto invalido, grazie ai contributi versati precedentemente all’accaduto, può ottenere l’Assegno ordinario di invalidità. S i tratta, in sostanza, di una prestazione molto simile alla pensione, perché da diritto ad un reddito mensile sulla base dell’attività lavorativa svolta e ai contributi versati.

E, proprio come i pensionati, un percettore dell’AOI ha la facoltà di richiedere un prestito o altre forme di credito. Questo diritto è confermato, poi, dalla circostanza che tutti i trattamenti di natura previdenziale sono pignorabili. Cosa significa? Che, se l’invalido titolare di Assegno ordinario di invalidità non adempie e non paga le rate, i relativi importi possono essere pignorati. Si tratta di un meccanismo che ha un ruolo di garanzia per i creditori, disposti, in tal modo, a concedere un prestito più facilmente.

Bisogna, però, chiarire che tale principio vale solo per i trattamenti previdenziali e, dunque, non si applica anche a quelli assistenziali. Pertanto, i contributi legati all’invalidità civile, non dipendenti dalla capacità lavorativa, non permettono l’erogazione di un prestito.

I pericoli nel richiedere un prestito sull’Assegno di invalidità

Anche se la legge consente di ottenere finanziamenti sull’Assegno di invalidità, non è detto che ciò sia sempre possibile. I soggetti disabili, infatti, sono considerati più “a rischio” da parte degli enti assicurativi. Il pericolo è che la loro situazione sanitaria peggiori e che possano decedere prematuramente. Per questo motivo, concedere un prestito a tali individui è maggiormente rischioso.

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Dunque, a parità di reddito e di importo, l’istituto di credito potrebbero chiedere maggiori garanzie, come l’inserimento di un ulteriore garante. In alternativa, potrebbero essere concesse somme minori, per mantenere l’importo della rata più basso e diminuire la durata del finanziamento.

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Quali finanziamenti sono ammessi?

Nello specifico, sono due i tipi di prestito che possono essere richiesti da coloro che percepiscono l’Assegno ordinario di invalidità:

  1. prestito personale. È la scelta preferibile per i beneficiari di AOI, perché è garantito solo dalla firma del richiedente e dura abbastanza poco. Inoltre, è perfetto per il versamento di cifre medio basse. Bisogna, però, precisare che l’Assegno di invalidità ha un importo superiore al tetto minimo di sopravvivenza che, per il 2022 è di 524,34 euro al mese. Se, invece, l’importo dovesse essere inferiore a tale limite minimo, molto probabilmente l’istituto di credito chiederà anche un garante;
  2. cessione del quinto. È un metodo più complicato. È, sicuramente, adatto per i finanziamenti di importi abbastanza elevati, perché dura fino a 10 anni e, quindi, bisognerà pagare un numero maggiore di rate. A differenza del prestito personale, il beneficiario dell’Assegno ordinario di invalidità non può cedere il quinto automaticamente, ma l’operazione deve essere autorizzata in seguito ad una visita specifica.
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È l’Ente che concede il prestito che, di solito, predispone l’accertamento con un proprio perito medico legale, con il fine di verificare le condizioni di salute del soggetto richiedente. Solo se l’esito della visita è favorevole, allora la cessione del quinto sarà riconosciuta.

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