Programmi partiti a confronto in vista delle elezioni: fisco, sicurezza, scuola, ambiente ed Europa

Stessi problemi – alcuni forse cronici, o almeno identici a ogni tornata elettorale, come le «tasse troppo alte» –, ricette diverse. Opposte, in qualche caso. Come sul Reddito di cittadinanza: chi vorrebbe cancellarlo del tutto (o quasi), chi fargli il tagliando, chi potenziarlo ulteriormente. Oppure le pensioni: investirci qualche miliardo per alzare le minime, come chiede il centrodestra (anche se dal programma comune dei tre partiti è scomparso ogni riferimento a Quota 41)? Oppure «rimodulare» la spesa, come prevede di fare il Terzo polo, che invece punta a dirottare gran parte delle risorse disponibili sul taglio della pressione fiscale (obiettivo in realtà condiviso da tutti e quattro i contendenti)?

I programmi, si sa, rischiano spesso di somigliare a elenchi di buone intenzioni, in qualche caso destinate a restare sulla carta. Libri dei sogni, talvolta. Ma è da lì che gli elettori possono misurare quanto le proposte siano «credibili», termine più che mai ricorrente in questa campagna elettorale. Ed è da quei punti che, il prossimo ottobre il nuovo parlamento (e ancor di più, il nuovo governo) comincerà a ragionare sulle priorità di cui occuparsi. 

Dunque eccole, divise per aree tematiche: dal fisco alla sicurezza, dalle idee per frenare la fuga dei giovani ai posizionamenti in politica estera. E poi pensioni, welfare, misure per rilanciare la crescita e per ridurre la dipendenza dal gas russo. Con una premessa: se il centrodestra ha già presentato da giorni il suo «accordo quadro» intitolato «Per l’Italia», Cinquestelle e Pd lo faranno oggi. Entrambi i documenti sono da ieri alle ultime limature: quello dei dem è già stato in gran parte svelato da Enrico Letta, al programma grillino invece lavora un team di fedelissimi di Giuseppe Conte, da Alessandra Todde a Stefano Patuanelli e Vittoria Baldino. Mentre per conoscere nel dettaglio le proposte del Terzo polo (alcune delle quali anticipate ieri dal Messaggero) bisognerà attendere giovedì, quando Matteo Renzi e Carlo Calenda presenteranno ufficialmente il loro piano. 

LE MISURE

Tra le righe di ogni roadmap vale la regola aurea di questa campagna estiva: «Dopo vediamo». Cifre e previsioni al dettaglio appaiono sporadiche, quasi mai a dire il vero. Un esempio su tutti, quella flat tax bandiera del centrodestra su cui però manca l’accordo sull’aliquota, tra chi la vuole al 15%, come Salvini, chi al 23% come Berlusconi e chi, come Meloni, preferisce un prudente silenzio. Il fisco è il capitolo più caldo. Alla tassa piatta di Lega, Fi e Fdi il Pd risponde con una riforma fiscale «equa, green e progressiva» mentre i terzopolisti promettono di riscrivere l’Irpef. Ma un riflettore è puntato anche su quelle misure di welfare – dal sostegno al reddito alle pensioni – che hanno segnato l’agenda politica di questa legislatura. E qui a un occhio attento non sarà difficile scorgere qualche convergenza parallela anche tra forze politiche che, sulla carta, giocano in squadre opposte. Così, ad esempio, si spiegano le aperture del centrosinistra a tre misure chiave del programma targato Movimento 5 Stelle – Reddito, superbonus e salario minimo – che sono sì riviste ma non depennate dall’agenda. A riprova che chi in queste ore scrive piani e programmi ha lo sguardo puntato ben oltre il 25 settembre.

Fisco. Pressione fiscale, tagli a Irpef e Irap: le diverse opzioni

Centrodestra

Giù la pressione fiscale su famiglie , imprese e autonomi e un sonoro stop a qualsiasi patrimoniale. Sulla flat tax ecco il compromesso: sarà estesa per le partite Iva fino a 100mila euro di fatturato e applicata sull’incremento annuale del reddito ma non viene indicata un’aliquota. Introduzione del «conto unico fiscale» per la piena compensazione di crediti e debiti verso la PA.

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Pd

La riforma parte da qui: riduzione del carico IRPEF dai
redditi medi e bassi e razionalizzazione delle agevolazioni fiscali. Quelle di valenza sociale (come le spese sanitarie) diventano erogazioni dirette ai contribuenti. Lotta all’evasione estendendo la tracciabilità dei pagamenti e premiando i contribuenti.

Terzo polo

La premessa: nessun taglio di tasse può essere finanziato con nuovo debito pubblico. Mentre ogni euro recuperato dall’evasione fiscale andrà destinato ad abbassare le imposte. La priorità è la riduzione degli scaglioni Irpef: a tre soglie, si ipotizza. E la creazione di un livello minimo esentasse, attorno ai 10mila euro annui. Infine si punta a equiparare le detrazioni per autonomi e dipendenti. 

Movimento 5Stelle

Via l’Irap, l’imposta regionale sulle attività produttive. Taglio del cuneo fiscale «per imprese e lavoratori», anche se per il momento non si specifica di quanto. E poi il cashback fiscale: un meccanismo che permetta l’accredito immediato su conto corrente delle spese detraibili (come quelle mediche) sostenute con la carta di credito entro il 31 del mese successivo. 

Sicurezza e immigrazione. Hotspot all’estero e nuove quote per i migranti

Centrodestra

Tornano i decreti sicurezza targati Lega e c’è il blocco navale degli sbarchi targato Fdi con la creazione di hotspot in Paesi extra-europei insieme all’Ue. Più risorse a Forze dell’Ordine e Vigili del fuoco e rilancio dell’operazione Strade sicure. Lotta a mafie, terrorismo e «ogni forma di antisemitismo e integralismo islamico».

Pd

Lotta alle mafie con una strategia europea contro riciclaggio e trafficanti e protezione rafforzata per i collaboratori di giustizia. Ma c’è anche la riforma del sistema penitenziario con lo studio di «nuove modalità di esecuzione della pena». Istituzione di un’Agenzia di coordinamento delle politiche migratorie per gestire e monitorare i flussi.

Terzo polo

Oltre allo ius scholae, il programma di Calenda e Renzi dovrebbe prevedere (le proposte saranno illustrate nel dettaglio giovedì) la creazione di un sistema di quote per l’ingresso di migranti regolari, in particolare per motivi di lavoro. Si punta anche alla creazione di una Agenzia nazionale per l’integrazione e alla riforma del sistema europeo di accoglienza per i rifugiati.

Movimento 5Stelle

La proposta dei pentastellati non si discosta da quelle del centrosinistra e del centro. Anche i cinquestelle infatti puntano sulla riforma del diritto di cittadinanza, con la legge sullo ius scholae. L’obiettivo: rendere italiani a tutti gli effetti i figli di stranieri nati in Italia, a patto che abbiano frequentato «per almeno cinque anni» uno o più cicli scolastici nel nostro Paese.

Scuola e giovani. Stop ai tirocini non retribuiti e interventi a favore dei prof

Centrodestra

Per i docenti: eliminazione del precariato e investimento nella formazione, ammodernamento delle scuole. Per gli studenti: sostegno agli incapienti e incentivi per i percorsi universitari dedicati alle professioni STEM. Torna una vecchia battaglia: la libertà educativa, garantita alle famiglie attraverso il «buono scuola». E per i giovani?Borse di studio per lo sport e incentivi per start-up tecnologiche.

Pd

Un fondo nazionale per finanziare viaggi-studio, gite e acquisto di attrezzature sportive e nelle scuole «pieno accesso ai servizi psico-pedagogici», agli studenti incentivi per comprare un pc. Per gli insegnanti invece un piano da 10 miliardi per aumentare gli stipendi e mettere al sicuro le infrastrutture. E il lavoro? Uno «Sportello virtuale» della PA per facilitare l’occupazione giovanile.

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Terzo polo

Azione e Italia viva intendono azzerare le tasse per gli under25, così da favorire il loro ingresso nel mercato del lavoro, e dimezzarle per chi ha dai 26 ai 30 anni. Previsto anche un aiuto sul mutuo per la prima casa fino ai 35 anni. Fronte scuola: la priorità è combattere l’abbandono degli studi, estendendo l’obbligo scolastico fino ai 18 anni. Oltre a introdurre il divieto di stage e tirocini non retribuiti.

Movimento 5Stelle

Il pacchetto si annuncia corposo: si va dal contrasto del precariato «rafforzando le misure del decreto dignità» allo stop ai tirocini gratuiti, curricolari e non, per i quali dev’essere previsto per legge un compenso minimo (con il periodo dello stage conteggiato come ai fini pensionistici). C’è poi l’idea di varare agevolazioni fiscali per l’accensione di un mutuo per prima casa.

Energia e ambiente. Rigassificatore e ritorno al nucleare, si oppongono solo i grillini

Centrodestra

Parola d’ordine: sostenibilità. Il centrodestra punta sulle energie rinnovabili e sulla diversificazione energetica con un piano per l’autosufficienza. Via libera a nuovi pozzi di gas naturale e alla creazione di impianti di ultima generazione, inclusi quelli per produrre «nucleare pulito». Sorpresa, c’è una battaglia targata Draghi: «Sostegno alle politiche di price-cap a livello europeo».

Pd

La premessa è un sonoro stop al dibattito sul nucleare. La priorità, si legge, è «concentrarsi sull’energia pulita» e l’abbattimento delle emissioni di CO2. Sì ai rigassificatori ma a patto che «costituiscano soluzioni-ponte». Per le infrastrutture legate a servizi «per l’intero Paese» è prevista la creazione di un “Fondo nazionale anti-Nimby” finalizzato alle politiche di compensazione

Terzo polo

Il nodo energia fa parte delle priorità del programma di Azione-Iv. I centristi invocano la realizzazione di due rigassificatori, infrastrutture «strategiche» per assicurare l’indipendenza dal gas russo. Spinta sulle rinnovabili ma anche sul nucleare, almeno nel medio termine. Sì convinto, infine, ai termovalorizzatori, per risolvere il problema dei rifiuti in discarica.

Movimento 5Stelle

No a «nuove trivellazioni», ripetono i cinquestelle. E no soprattutto ai termovalorizzatori, compreso quello di Roma, su cui si è originata la crisi del governo Draghi. Sì all’uso di energie rinnovabili (come eolico, solare e fotovoltaico) mentre bisogna evitare a tutti i costi, per i grillini, il ritorno al nucleare. Posizione ancora incerta invece per quanto riguarda il rigassificatore di Piombino.

Economia e crescita. La battaglia sul Superbonus e uso del contante

Centrodestra

Imprese al centro. E dunque incentivi per l’imprenditoria femminile e giovanile e misure per facilitare l’accesso al credito alle famiglie. Torna la battaglia del contante: il limite all’uso delle banconote sarà allineato «alla media europea». Taglio del cuneo fiscale per imprese e lavoratori e sostegno alle aziende «ad alta intensità occupazionale».

Pd

Sostegno a piccole e medie imprese favorendo in Europa le «disposizioni normative che incentivano la concessione del credito». Focus sull’economia sociale con l’attivazione del registro unico del Terzo settore. Capitolo investimenti: rilancio del Piano Sud 2030 per una politica territoriale «di prossimità ai luoghi, alle aree marginalizzate e più vulnerabili»

Terzo polo

Grande spazio al piano Industria 4.0, che per i centristi deve essere rifinanziato in modo da diventare strutturale. Via il superbonus voluto dai Cinquestelle, da sostituire con «politiche mirate di efficientamento energetico», in base al reddito del percettore. E poi: impulso alla concorrenza, con la rimessa a bando delle concessioni pubbliche, riprivatizzazione dell’Ilva.

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Movimento 5Stelle

È uno dei capitoli più consistenti: spazio al superbonus (da rendere strutturale, con lo sblocco dei crediti incagliati). E poi potenziamento del Fondo centrale di garanzia, con un Decreto liquidità bis, legge contro le delocalizzazioni e nuove risorse sul Fondo per l’imprenditoria femminile, varato durante il Conte II. Chiude il piano «Transizione 5.0» per il settore agricolo.

Europa e Nato. Tutti atlantisti e in linea con l’Ue ma distinguo su Pnrr e Ucraina

Centrodestra

Interesse nazionale e «difesa della Patria» le due stelle polari. Ma anche rispetto degli impegni Nato e «sostegno all’Ucraina», garantisce la coalizione. Con l’Ue niente scontri frontali ma va rivisto il Patto di stabilità. E con Bruxelles si scriverà un piano per «lo sviluppo del continente africano» per garantire la stabilità politica ed economica dell’area mediterranea.

Pd

È la premessa che apre il programma: «L’Italia è un Paese fondatore dell’Unione europea». Tradotto: massimo protagonismo a Bruxelles tra Next generation EU e riforme e sostegno all’agenda euroatlantica. Ma l’Ue deve cambiare: riforma del Patto di stabilità verso un «Patto di sostenibilità» dei conti pubblici. Un’«iniziativa politico-diplomatica» per difendere l’Ucraina.

Terzo polo

Nessun tentennamento, nessuna esitazione. Il Terzo polo è saldamente ancorato ai cardini dell’europeismo e dell’atlantismo, e il programma lo metterà nero su bianco Sostegno deciso all’Ucraina, dunque, compreso l’invio di armi,e piena adesione alla politica estera comune. Dal centro si chiede poi una maggiore integrazione europea, sueprando il principio dei voti all’unanimità al Consiglio Ue.

Movimento 5Stelle

Posizionamento euro-atlantico in politica estera «non in discussione», anche se in molti (a cominciare dal ministro degli Esteri Luigi Di Maio) accusano i pentastellati del contrario. Sostegno all’Ucraina ma «no all’invio di nuove armi italiane», è la linea. L’obiettivo è favorire la fine del conflitto attraverso un’azione diplomatica più incisiva dell’Italia.

Pensioni e welfare. Il nodo Reddito: cancellarlo, tenerlo oppure modificarlo

Centrodestra

Niente reddito di cittadinanza. Al suo posto «misure più efficaci di inclusione sociali» e politiche per l’inserimento nel mondo del lavoro. Il centrodestra promette di alzare le pensioni minime, sociali e di invalidità e dedica ampio spazio agli incentivi «per l’inserimento dei disabili». Chiude il cerchio la defiscalizzazione e incentivazione del welfare aziendale.

Pd

Lotta al precariato e aumento degli stipendi netti fino a una mensilità in più con l’introduzione di una franchigia di 1000 euro su contributi INPS di lavoratori dipendenti e assimilati. Restano con revisioni Reddito e salario minimo. Sulle pensioni: rafforzamento della previdenza complementare e della quattordicesima. Chi compie 60 anni può attivare un part-time volontario e retribuito.

Terzo polo

«Rimodulazione» della spesa pensionistica, che in Italia «è la più alta d’Europa», la linea dei terzopolisti. Dunque, avanti con la legge Fornero. E poi salario minimo, da attuare con la contrattazione collettiva. Prevista anche una revisione profonda del Reddito di cittadinanza, mentre si punta a inserire una “imposta negativa” che, per i redditi più bassi, funzioni in modo simile a un sussidio. 

Movimento 5Stelle

Al primo posto svetta la «difesa e miglioramento» del Reddito di cittadinanza (da perfezionare sul versante delle politiche per il lavoro). E poi: salario minimo a 9 euro l’ora, da introdurre per legge, e congedo di paternità identico a quello di maternità. Infine: «Pensione di garanzia» per i giovani con carriere intermittenti e riscatto gratuito degli anni di università.

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