Quando il reddito di cittadinanza viene tagliato o decurtato e come evitare che accada di nuovo in futuro

Da oltre tre anni in Italia tantissime famiglie a basso reddito riescono ad arrivare alla fine del mese solo grazie a una misura fortemente voluta dal Movimento 5 Stelle. Si tratta, nello specifico, del tanto discusso, chiacchierato e criticato reddito di cittadinanza.

Una misura che è vero che aiuta le famiglie in difficoltà, ma che a oggi non è stata, in base alle aspettative, uno strumento finalizzato alla creazione di tanti posti di lavoro. Al punto che ci sono imprenditori che lamentano difficoltà ad assumere, dando la colpa proprio al reddito di cittadinanza. Per esempio, ci sono ristoratori che affermano di non riuscire a trovare cuochi e camerieri anche offrendo un ottimo stipendio. In ogni caso, rispetto al passato, mantenere il reddito di cittadinanza è più impegnativo per i percettori.

In quanto, per quel che riguarda le politiche attive per il lavoro, ci sono nuovi obblighi. Ma detto questo, come, quando e perché l’importo del sussidio è decurtato? Quando la somma spettante per il reddito di cittadinanza è tagliata?

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Vediamo di chiarire questi aspetti e di fornire alcuni consigli utili per evitare una riduzione del beneficio economico accreditato dalla carta PostePay, che è collegata proprio al reddito di cittadinanza.

Quando il reddito di cittadinanza viene tagliato o decurtato e come evitare che accada di nuovo in futuro

Nel dettaglio, la decurtazione sul reddito di cittadinanza scatta quando, erroneamente, si tende ad accumulare le ricariche sulla carta PostePay. Per non subire mai decurtazioni, infatti, c’è una regola che è chiara e semplice. Bisogna, ossia, spendere tutto il reddito di cittadinanza accreditato nel mese entro la fine del mese successivo.

Quando, invece, il reddito di cittadinanza viene tagliato? Il caso più comune di taglio al reddito di cittadinanza si verifica nel passaggio dal vecchio al nuovo anno. Vediamo allora come e perché.

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Come varia l’importo del sussidio da un anno all’altro

Il reddito di cittadinanza è erogabile solo se la famiglia che lo percepisce ha l’ISEE aggiornato e in corso di validità. Ragion per cui, nel passaggio dal vecchio al nuovo anno, con il nuovo ISEE può scattare un taglio dell’importo. Se, rispetto all’anno precedente, la situazione reddituale e patrimoniale della famiglia, pur continuando a rispettare i requisiti di accesso al beneficio economico, è migliorata. In maniera speculare, invece, l’importo dell’RDC da un anno all’altro può aumentare, se la situazione reddituale, lavorativa e patrimoniale del nucleo familiare è peggiorata.

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