Reddito di cittadinanza, alcune situazioni in stand by sono a rischio: ecco quali e perché

Le dimissioni del Premier Mario Draghi sono arrivare in un momento davvero difficile per il nostro paese. L’attuale esecutivo, ad ogni modo, rimarrà in carica per i dossier e gli “affari correnti”. Purtroppo però rimangono in stand by alcune importanti modifiche, anche quelle relative al reddito di cittadinanza.

Sicuramente, entro la fine del mese, bisognerà approvare la conversione in legge del decreto Aiuti. Il quale dovrà prevedere anche un pacchetto di nuovi incentivi economici pensato per sostenere le famiglie in difficoltà economica a causa dell’elevata inflazione di questo periodo. Ma non solo.

All’interno dello stesso, è stato presentato anche un emendamento che riguarda l’Istituto del reddito di cittadinanza, si tratterebbe di una modifica davvero importante che è già stata ribattezzata come la norma “spazza divani”. Tuttavia, l’emendamento potrebbe rimanere in stand by. Non è chiaro, infatti, se il governo dimissionario possa intervenire su un argomento così importante, che probabilmente non rientra nella sfera degli “affari correnti”.

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Reddito di cittadinanza, un’importante modifica potrebbe venire bloccata

Il governo starebbe per introdurre un ulteriore modifica al reddito di cittadinanza. Modifica che, nemmeno a dirlo, andrà in senso restrittivo. L’obiettivo è sempre lo stesso, accorciare il più possibile il periodo di permanenza all’interno di questo regime di sussidio.

La nuova proposta, attualmente in fase di discussione in parlamento, era stata accolta con il favore di un’ampia maggioranza parlamentare, compresi gli esponenti del centro sinistra (ad esclusione del solo Movimento 5 Stelle).

Grazie a quest’emendamento, verrebbe consentito anche agli imprenditori di proporre una offerta di lavoro, per chiamata diretta, ai percettori di reddito di cittadinanza. In questo modo, verrebbero scavalcati i centri per l’impiego e i navigator, ai quali andrà poi comunicato l’eventuale accettazione o il rifiuto dell’offerta.

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Ricordiamo che il numero di offerte di lavoro rifiutabili prima della decadenza dal beneficio, con la Legge di Bilancio 2022, è sceso da 3 a 2. La prima offerta di lavoro potrà arrivare entro 80 chilometri dal luogo di residenza del cittadino, la seconda da qualsiasi parte d’Italia.

Come già detto in apertura, questo emendamento alla Legge di conversione del decreto Aiuti potrebbe presto essere bloccato. Tale modifica, infatti, non dovrebbe rientrante nella sfera di quelli che sono stati definiti come “affari correnti”.

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