‘Reddito di cittadinanza’, effetto devastante: cosa deve fare Draghi

Mario Draghi (foto: @360ber – Depositphotos)

di Giorgio Oldoini

Reddito di cittadinanza, effetto devastante, cosa deve fare Draghi come un buon amministratore di Società in crisi.

La missione degli amministratori di società è quella di ottenere il massimo profitto e di preservare il capitale investito. Questo principio-cardine è stato troppe volte disatteso.

Gli azionisti di controllo (portatori di poche azioni, ma “aghi della bilancia”) hanno preteso commesse privilegiate, posti in consiglio di amministrazione, finanziamenti immeritati, dividendi straordinari e così via. Le pratiche clientelari, tuttora frequenti, sono state la causa di numerosi crack bancari. A quel punto, gli azionisti che hanno sottratto ricchezza alle società, si devono fare da parte e nominare amministratori “indipendenti”.

La stessa cosa può verificarsi in ambito politico. I partiti cercano di imporre al Governo interventi a favore di determinate categorie, in contrasto con il principio economico secondo cui ogni spesa deve produrre utilità di ritorno nel breve o nel medio periodo.

Il governo Draghi è sorto per la crisi degli attuali partiti, attenti solo all’interesse particolare del proprio elettorato. Draghi si pone quindi sullo stesso piano dell’amministratore di una società commerciale sull’orlo della bancarotta. Quali dovrebbero essere i “punti irrinunciabili” del Suo programma?

In Italia, i termovalorizzatori sono un tabù. In Germania, Austria, Finlandia, Svezia, Francia, Belgio, le forze ecologiste appoggiano la costruzione di termovalorizzatori al centro delle principali città. L’utilizzo delle discariche ha avvelenato interi territori. Il trasporto dei rifiuti verso paesi europei raddoppia il costo dello smaltimento. Il gruppo grillino, che rappresenta un minoranza in Europa, vuole impedire la costruzione di un nuovo termovalorizzatore a Roma. Questa pretesa costituisce una prevaricazione e dev’essere contrastata ad ogni costo.

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I bonus edilizi. Si consideri un giovane che intenda avviare un’attività economica. Egli deve decidere da solo e in tempi ragionevoli se la gente acquisterà il suo prodotto, in quale quantità e a che prezzo. Un imprenditore accorto non deve indirizzare i propri investimenti in settori che si reggono per i sussidi pubblici, come avviene per i bonus edilizi. Anche perché, su questa strada, tutte le categorie economiche avrebbero diritto a ricevere bunus analoghi. Draghi deve ripristinare le normali condizioni di un mercato libero.

Quota cento. Ci stiamo trasformando in un popolo di pensionati. Non è vero che per ogni pensionato si forma un nuovo posto di lavoro. Basta con le ideologie che non hanno riscontri pragmatici.

L’esempio dell’idraulico – Salario minimo e lavori abbandonati. In Gran Bretagna centinaia di ettari di lattuga non sono raccolti e vengono buttati via. I “lavori abbandonati” dagli italiani aumentano ogni anno. Se si applicassero i salari minimi, in certi comparti il prezzo dei prodotti aumenterebbe. Gli stessi italiani non sono disposti a pagare i pomodori tre volte tanto. Il governo deve decidere se rinunciare a tale produzione importando i pomodori dai paesi extracomunitari. Deve inoltre decidere se sia giusto pagare il reddito di cittadinanza a chi rifiuta un lavoro in agricoltura.

Il giusto compenso. Nelle scuole medie americane gli insegnanti fanno la seguente domanda agli alunni: “In casa si è rotto il rubinetto e la mamma ha chiamato un idraulico che si è fatto pagare 50 dollari ma il rubinetto ha continuato a gocciolare. La stessa cosa è accaduta con un secondo idraulico. Solo il terzo idraulico ha riparato il rubinetto. E’ giusto che i tre idraulici abbiano percepito il compenso di 50 dollari”?

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Risposta degli alunni: “Non è giusto, solo il terzo idraulico aveva diritto a percepire tale somma”. La questione del “giusto compenso” si pone per qualsiasi attività. Non esiste lavoro che debba essere remunerato a prescindere dal risultato. La politica di riconoscere un reddito di cittadinanza come strumento di “pace” sociale, alla lunga trasforma gli individui in clientes che non hanno interesse a cercare un posto di lavoro. Si tratta di un fenomeno sempre più vasto, specie nel comparto delle piccole e medie imprese.

Reddito di cittadinanza genera lavoro in neroL’economia sommersa. L’impresa tessile italiana, che deve sopportare la concorrenza di quella indiana, può traferire lo stabilimento all’estero o evadere almeno in parte una fiscalità per essa insostenibile. I nostri governi hanno deciso che questa impresa deve chiudere e che l’evasione deve essere perseguita penalmente. Con il risultato che il sommerso sta aumentando anche perché il percettore del reddito di cittadinanza svolge un lavoro in nero. Il governo deve approvare un serio programma che liberi dal lavoro nero circa 3,5 mil. di cittadini, equiparati a delinquenti comuni.

Le armi all’Ucraina. Per quanto le forniture di armi dell’Italia costituiscano una parte infinitesimale delle spese di difesa dell’Ucraina, l’attuale politica deriva da impegni europei che non possono essere disattesi. Chi si oppone a questa politica fa perdere credibilità all’attuale governo Draghi

I sondaggi di opinione. In Italia si fanno i programmi sulla base dei sondaggi di opinione. I partiti e i movimenti che approvano leggi in funzione dei sondaggi, rappresentano il vulnus della nostra democrazia. Il governo deve attuare programmi ritenuti efficaci nell’interesse della collettività. Senza considerazione per i ricatti dei partiti che inseguono il consenso mediatico. La crisi dei 5 Stelle non rappresenta un problema di governo.

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Draghi non deve leggere i giornali. Alcuni quotidiani si sono trasformati in un vero e proprio partito. Ad esempio, Il Fatto Quotidiano rappresenta e condiziona le idee grilline, come un tempo faceva La Repubblica per la sinistra radicale, il Giornale per la destra liberale. Gli attuali opinion men non sono professionisti credibili, in grado di garantire una corretta informazione.

In conclusione, il governo Draghi ha ragione di esistere fino a quando riuscirà a contrastare l’assalto alla diligenza da parte delle stesse formazioni politiche che lo sostengono. In caso contrario, dovrà essere Draghi a rinunciare al governo

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