Reddito di cittadinanza, occhio alla scadenza: chi rischia di non riceverlo per due mesi

Di questo periodo ogni mese potrebbe essere l’ultimo per il pagamento del reddito di cittadinanza. In questi mesi, infatti, per molte famiglie scattano i 36 mesi di fruizione del beneficio, o anche i primi 18 mesi per coloro che hanno presentato la domanda dopo più di un anno dalla data in cui è entrata in vigore la misura.

Ebbene, è importante che le famiglie che percepiscono il reddito di cittadinanza siano informate costantemente su qual è la data di scadenza della misura, così da potersi muovere per tempo per il rinnovo. In caso contrario, infatti, c’è il rischio di stare senza reddito di cittadinanza per due mesi interi.

Secondo quanto stabilito dalla normativa, infatti, il reddito di cittadinanza scade decorsi 18 mesi di fruizione continuativa. Rinnovarlo è possibile, ma solo nel mese successivo a quello in cui c’è stato l’ultimo pagamento.

E dal momento che la prima mensilità di reddito di cittadinanza viene pagata nel mese successivo a quello in cui è stata avanzata la domanda, ne risulta che tra un rinnovo e l’altro c’è un mese di sospensione dei pagamenti, in cui non si riceve alcuna ricarica. L’unico caso in cui tale meccanismo non si applica è quello della pensione di cittadinanza, per la quale il rinnovo della misura avviene senza mese di sospensione.

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Basta questo per capire perché è importante avere sempre sotto controllo la scadenza del reddito di cittadinanza: una domanda di rinnovo presentata in ritardo, infatti, potrebbe sospendere il pagamento non per un solo mese ma per due.

Perché è importante controllare la scadenza del reddito di cittadinanza

Aspettate con ansia il pagamento del reddito di cittadinanza ma nei giorni della ricarica notate che nessuna somma è stata accreditata sulla carta di Poste italiane. Allorché, indagando sulla motivazione, scoprite che il reddito di cittadinanza è decaduto perché sono trascorsi i 18 mesi di percezione della misura (calcolati dalla prima domanda o dall’ultimo rinnovo a seconda dei casi).

A questo punto dovete sperare che siete ancora in tempo per presentare la domanda del reddito di cittadinanza così da goderne già nel mese successivo; altrimenti ne dovrete attendere persino due.

Facciamo un esempio. Come già abbiamo avuto modo di spiegare, il reddito di cittadinanza di questo mese verrà pagato il 27 giugno. Tuttavia, la famiglia Rossi non riceve nulla, ma decide comunque di aspettare qualche giorno. Il 1° luglio, preoccupata per un saldo ancora pari a zero, decide di rivolgersi al patronato di fiducia il quale gli risponde che quella di maggio è stata la diciottesima ricarica percepita e che dunque il reddito di cittadinanza è decaduto come previsto dalla normativa.

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Gli viene data la possibilità di presentare una domanda di rinnovo, che tuttavia essendo stata inoltrata a luglio avrà risposta solamente dopo la prima metà di agosto. Di conseguenza, la famiglia Rossi dovrà rinunciare non solo al reddito di cittadinanza di giugno, ma anche a quello di luglio.

Diversamente, qualora fosse venuta subito a conoscenza della decadenza della misura, avrebbe potuto procedere con il rinnovo direttamente a giugno, così da ricevere la successiva ricarica dopo la metà del mese successivo.

Come controllare la scadenza del reddito di cittadinanza

La cosa più facile ovviamente è quella di tenere il conto del numero delle ricariche ricevute. Ricordiamo che il conto si azzera dopo ogni rinnovo.

In alternativa, basta consultare il portale dei pagamenti del reddito di cittadinanza nell’apposita area personale MyInps. Qui è possibile scoprire lo stato aggiornato della domanda, così da capire se il beneficio è decaduto per scadenza dei termini o se ci sono ancora delle ricariche in programma.

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E ancora, basterà andare dal caf o dal patronato di fiducia per chiedere quante ricariche rimangono, oppure contattare il numero verde dell’Inps.

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