Reddito di cittadinanza può essere pignorato e ripreso dallo Stato. Ecco quando e i motivi nel 2022

Reddito di cittadinanza tra i beni pignorabili: cosa prevedono norme in vigore e quando il beneficio pu essere pignorato

Il Reddito di cittadinanza pu essere pignorato e ripreso dallo Stato?

Stando a quanto stabilito da una recente sentenza del Tribunale di Trani, il reddito di cittadinanza può essere pignorato e tolto al titolare e ripreso dallo Stato quando il beneficiario del sussidio non paga un debito con il Fisco, o non rispetta il regolare versamento dell’assegno dovuto all’ex coniuge in caso di divorzio.
 

Il reddito di cittadinanza può essere sospeso, ridotto ma anche pignorato e ripreso dallo Stato: stando a quanto previsto dalle leggi in vigore, il reddito di cittadinanza come strumento di sostegno per singoli individui e famiglie che vertono in condizioni di forte difficoltà economica non rientra tra i sussidi non pignorabili. Vediamo quali sono i motivi nel 2022 per cui il reddito di cittadinanza può essere pignorato e ripreso dallo Stato.

  • Reddito di cittadinanza quando può essere pignorato e ripreso dallo Stato o no
  • Condizioni per mantenere reddito di cittadinanza 
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Reddito di cittadinanza quando può essere pignorato e ripreso dallo Stato o no

Stando a quanto stabilito da una recente sentenza del Tribunale di Trani, il reddito di cittadinanza può essere pignorato e tolto al titolare e ripreso dallo Stato quando il beneficiario del sussidio non paga un debito con il Fisco, o non rispetta il regolare versamento dell’assegno dovuto all’ex coniuge in caso di divorzio secondo il principio per cui non perché l’ex coniuge non fa più parte del nucleo familiare e percepisce un sussidio (reddito di cittadinanza) non deve partecipare alle spese di sostentamento della famiglia.

Condizioni per mantenere reddito di cittadinanza 

Chi già percepisce il reddito di cittadinanza per continuare a mantenerlo deve comunque continuare a soddisfare i requisiti richiesti al momento della domanda e vale a dire:

  • essere cittadino maggiorenne italiano o dell’Unione Europea;
  • avere un valore del patrimonio immobiliare non superiore a 30.000 euro, oltra ad una eventuale casa di proprietà;
  • avere un valore del patrimonio mobiliare non superiore a 6.000 euro per il single, aumentato di 2mila euro in base al numero dei componenti della famiglia fino a 10.000 euro, e di 7.500mila euro per i nuclei familiari con componenti con disabilità;    
  • non avere autoveicoli immatricolati la prima volta nei 6 mesi antecedenti la richiesta, o autoveicoli di cilindrata superiore a 1.600 cc o motoveicoli di cilindrata superiore a 250 cc;
  • non essere proprietari di navi e imbarcazioni da diporto;
  • obbligo di accettare un’offerta di lavoro se la retribuzione è superiore a 858 euro, cioè il 10% rispetto alla misura massima dei 780 del reddito di cittadinanza.
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Ma non solo: per mantenere il beneficio bisogna soddisfare ulteriori condizioni, come quelle di effettuare solo ed esclusivamente le spese previste che si possono pagare con la carta del reddito di cittadinanza e non usare i soldi che si percepiscono in maniera impropria.
 

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