Reddito di cittadinanza, stanati 235 falsi poveri tra detenuti, spacciatori e Rom

Tra le posizioni esaminate spiccano quella di un nucleo familiare che, sfruttando alcune criticità nelle procedure anagrafiche dei comuni di nascita e residenza, è riuscito a raddoppiare il reddito di cittadinanza per gli stessi soggetti. C’è poi quella di un soggetto che, inducendo in errore il giudice attraverso una falsa dichiarazione continuava a percepire il beneficio anche mentre era sottoposto a misure cautelari.

È emerso anche un vero e proprio gruppo criminale di persone, tutte con reddito di cittadinanza, accomunate dal fatto di essere destinatarie della stessa ordinanza di custodia cautelare per traffico di stupefacenti. Ci sono poi due nuclei familiari, per un totale di 7 persone, che hanno percepito, in poco tempo quasi 30.000 euro a famiglia. È emersa anche una persona sottoposta a misure cautelari per i gravissimi reati connessi allo sfruttamento della prostituzione minorile nonché alla tratta e commercio di schiavi.

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A Napoli Rdc direttamente in carcere

Sono 43 le persone detenute a Poggioreale e intercettate dalla Guardia di Finanza per aver indebitamente percepito il reddito di cittadinanza. Una vera e propria truffa come indicata dal Procuratore di Torre Annunziata, che avrebbe coinvolto 43 soggetti indiziati di truffa per aver incassato erogazioni pubbliche perché semplicemente indicati, pur essendo detenuti, come presenti all’interno di nuclei familiari percettori del reddito di cittadinanza. Le Fiamme gialle hanno contestato ai 43 soggetti l’indebito incasso di quasi 521mila euro.

A Palermo bonus a falsi residenti

Nel capoluogo siciliano sono stati 46 i falsi poveri tutti stranieri intercettati dalle Fiamme Gialle. Il meccanismo utilizzato, solo all’apparenza molto semplice, era quello di falsificare le attestazioni sulla residenza in Italia da almeno 10 anni di cui gli ultimi 2 in modo continuativo, come prevedono le regole del reddito di cittadinanza.

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Dall’incrocio dei dati anagrafici e di quelli in possesso dei vari comuni sono emerse tutte le incongruenze tra quanto dichiarato all’Inps e i dati sul giorno di ingresso nel territorio italiano, per altro indicato dall’Ufficio immigrazione di Pubblica Sicurezza. Nei confronti dei 46 stranieri è stata ora avviata l’azione di recupero coattivo di oltre 200mila euro indebitamente incassati.

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