Renzi – Calenda: “Impedire un governo di destra destra”. E il Pd all’attacco di Meloni: “Spenga la fiamma”

Da sinistra Renzi e Calenda, Giorgia Meloni ed Enrico Letta

Da sinistra Renzi e Calenda, Giorgia Meloni ed Enrico Letta

Da sinistra Renzi e Calenda, Giorgia Meloni ed Enrico Letta

Da sinistra Renzi e Calenda, Giorgia Meloni ed Enrico Letta


«L’obiettivo è impedire agli altri di fare un governo di destra destra, e dover così chiedere a Draghi di tornare. Se ci sarà problema nel prossimo governo cercheremo di dare una mano come abbiamo fatto con il governo Draghi». Lo ha detto il leader Iv Matteo Renzi intervenendo al Caffè de La Versiliana a Marina di Pietrasanta (Lucca) dopo l’ufficializzazione dell’accordo con Carlo Calenda.

Oggi il programma del terzo polo sarà depositato. «Sarà molto chiaro», dichiara il leader di Azione, «cioè l’agenda Draghi, i termovalorizzatori, i rigassificatori, ma anche attenzione a chi guadagna poco, reddito di cittadinanza rivisto non cancellato, salario minimo, lotta alle false cooperative, impresa 4.0 molte delle cose di cui ha parlato Draghi alla Camera sulle quali i partiti l’hanno fatto cadere», intervistato da Massimo Leoni di SkyTg24. «Renzi mi ha proposto di fare il leader della coalizione. Ringrazio Renzi per la sua generosità. E ora corriamo insieme con un’agenda che è la prosecuzione dell’agenda Draghi e speriamo sia, il terzo polo, la novità vera di queste elezioni».

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Oggi quindi si depositano in Viminale i simboli dei partiti. E parte il pressing del Pd contro Giorgia Meloni «tolga la fiamma dell’Msi» dal suo. «Il compitino di tre minuti della Meloni, con un video per rassicurare l’Europa, non avrà alcun effetto». Lo ha detto il segretario del PD, Enrico Letta, intervenuto al comitato dei volontari alla presentazione del simbolo elettorale. «Fuori dall’Italia sanno chi si è assunto la responsabilità di far cadere Draghi: la gente sa, conosce la storia e il presente», sottolinea.

Si tratta, al momento, soprattutto di schermaglie elettorali, destinate tuttavia a crescere di intensità man mano che si avvicinerà la data del voto. La fiamma dal simbolo Fdi non la toglierà. Sul punto nessuno, tra i meloniani, è entrato nel merito anche perché, semplicemente, il tema non è considerato sul tavolo. Il simbolo verrà depositato così come finora è conosciuto a tutti. «Non è il Pd a rilasciare patenti di democraticità, esiste una Costituzione e a questa ci atteniamo», è la chiusura di Fabio Rampelli. 

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