Riforma pensioni 2022/ Boeri e Perotti contro Berlusconi

L’ANALISI DI BOERI E PEROTTI

In un articolo pubblicato su Repubblica Tito Boeri e Roberto Perotti tornano su un tema piuttosto già discusso in queste ultime settimane: la promessa di Silvio Berlusconi di alzare le pensioni a 1.000 euro al mese.

I due economisti si concentrano in particolare sulle coperture necessarie per varare un simile provvedimento, che potrebbe anche costare circa 33 miliardi di euro. Cercare di ipotizzare un recupero di buona parte di queste risorse da un rimodulazione del Reddito di cittadinanza, secondo Boeri e Perotti, rischia di essere illusorio, perché “sulla carta lo strumento per togliere il RdC a chi rifiuta una ragionevole offerta di lavoro alla sua portata esiste già, ma ha portato sin qui a sanzioni (non alla cancellazione del sussidio!) in non più di un centinaio di casi: questo proprio perché decidere chi può lavorare e chi no non è affatto semplice, e si presta a un contenzioso senza fine”. Il giudizio sintetico dei due economisti è dunque piuttosto netto: “Le coperture della proposta sulle pensioni di Berlusconi sono pura fantasia”.

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RIFORMA PENSIONI, LE PAROLE DI DURIGON

Secondo Claudio Durigon è arrivato il tempo di una riforma delle pensioni definitiva. Infatti, “Quota 100 che ha dato buonissimi risultati, era ideata per poi fare una riforma strutturale del sistema”. L’ex sottosegretario, come riporta Ansa, intervenendo a “Gli Inascoltabili” su New Sound Level, ha ricordato che la Lega propone Quota 41 “perché dopo 41 anni di contributi credo sia giusto andare in pensione, agevolando le donne con una possibilità di andare prima in base anche ai figli, mantenendo anche delle formule di fuoriuscita sempre incentivate tipo opzione donna, e poi anche abbassare l’età della vecchiaia dai 67 a 62-63 anni. Credo sia una riforma accettabile che l’Italia deve mettere come priorità”.

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IL COSTO DELLA PROPOSTA

Il deputato del Carroccio evidenzia che tale riforma potrà essere attuata, anche perché “ha un costo di circa 4 miliardi l’anno, non mi sembra una cifra inarrivabile visto che con il decreto aiuti abbiamo messo 17 miliardi”. Per Durigon, “mandare prima in pensione non è un costo, si fanno entrare nel mondo del lavoro giovani, più preparati con le nuove tecnologie così le aziende possono efficientarsi”. Resta da vedere se gli alleati del centrodestra saranno d’accordo. Il coordinatore nazionale di Forza Italia Antonio Tajani, come riporta Il Giornale, ha infatti ricordato che per il suo partito è importante alzare le pensioni a mille euro e che “la copertura delle nostre proposte non arriverà soltanto dalla lotta all’evasione, ma anche dalla revisione del Catasto che consentirà di far emergere il sommerso”.

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