Rigassificatori non rinviabili

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I rigassificatori come interventi indifferibili e di pubblica utilità. Semplificazione per i procedimenti di autorizzazione degli impianti di produzione di energia elettrica da energie rinnovabili. Via le aliquote relative agli oneri generali di sistema per le utenze domestiche e non domestiche a bassa tensione. Cresce, dal 10 al 25%, l’imposta sugli extra profitti. Stretta sul reddito di cittadinanza, sugli affitti brevi a Venezia, novità in tema di Superbonus e di bonus 200 euro. Sono solo alcuni delle misure contenute nel decreto cosiddetto «Aiuti», approvato ieri dalla Camera in prima lettura con 266 sì. Come annunciato, il M5s non ha partecipato alla votazione. Il testo è ora atteso in Senato. Il provvedimento prevede uno stanziamento di 17 i miliardi di euro.

Energia. Il decreto interviene per stemperare gli effetti del caro energia. Infatti, sono previste misure per attenuare la dipendenza energetica dai paesi esteri. Uno di questi, come accennato, riguarda i rigassificatori, che «per incrementare la sicurezza degli approvvigionamenti del paese» sono definiti «interventi di pubblica utilità, indifferibili e urgenti». A questo si aggiungono una serie di semplificazioni dei procedimenti di autorizzazione degli impianti di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili in aree idonee, intervenendo anche sui procedimenti in corso. Sempre nel capitolo energia, viene aumentata l’imposta sugli extra profitti, che passa dal 10 al 25%, con acconto del 40% entro li giugno scorso e saldo entro novembre. Introdotto poi un correttivo sugli aiuti alle imprese non energivore per l’acquisto di elettricità e gas. Il testo su cui è stata posta la fiducia amplierebbe inoltre il golden power anche agli impianti geotermici e semplificherebbe l’installazione di panelli solari a terra. Contro il caro-gasolio, invece, stanziati 23 milioni per il credito d’imposta per la pesca fino al prossimo 31 dicembre.

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Superbonus e reddito di cittadinanza. Per quanto riguarda il Superbonus e gli altri bonus edilizi, la novità più importante è relativa allo sblocco delle cessioni. Malgrado la mancata proroga del 110%, il governo è venuto incontro alle richieste della maggioranza, ammettendo un allargamento delle cessioni pur mantenendo il limite massimo a quattro. La quarta cessione potrà infatti essere effettuata dalle banche a qualsiasi partita Iva diversa dal consumatore finale, quindi a chiunque eserciti attività d’impresa, commerciale, artigianale o professionale. La norma è retroattiva. Altro nodo tematico il reddito di cittadinanza. Con un emendamento della Lega approvato si prevede che le offerte da parte di datori di lavoro non pubblici varranno come quelle avanzate attraverso i centri per l’impiego. Rispettando i meccanismi della «congruità», faranno numero nel conteggio dei rifiuti che portano alla perdita dell’assegno. Dopo due no a offerte «congrue», d’ora in poi sia pubbliche sia private, se si vorrà mantenere il reddito si sarà costretti necessariamente ad accettare. Con il terzo no non si avrà più diritto al beneficio.

Cultura. Il decreto interviene anche in maniera massiccia sul settore della cultura. Per prima cosa, viene elevato al 40% per due anni la misura del credito di imposta riconosciuto alle sale cinematografiche per i costi di funzionamento delle sale stesse se riferiti a grandi imprese, o del 60 % dei medesimi costi, se eseguiti da piccole o medie imprese. Si riconosce inoltre alle piccole e medie imprese un credito di imposta in misura non superiore al 60% (rispetto al 40% previsto a regime) delle spese complessivamente sostenute per la realizzazione di nuove sale o il ripristino di sale inattive, per la ristrutturazione e l’adeguamento strutturale e tecnologico delle sale stesse. Previste poi misure dedicate a favorire campagne promozionali e iniziative volte a incentivare la fruizione in sala delle opere audiovisive. A tale scopo, il decreto autorizza, per l’anno 2022, la spesa di euro 10 milioni di euro, demandando inoltre a un decreto del ministro della cultura la definizione delle modalità di realizzazione delle predette campagne promozionali.

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Le altre misure. Il provvedimento introduce ufficialmente il bonus 200 euro per contrastare gli aumenti dei costi dell’energia degli ultimi mesi. Il bonus arriverà direttamente nelle buste paghe di luglio di 13,7 milioni di dipendenti e 13,7 milioni di pensionati. Gli altri potenziali beneficiari dovranno fare domanda all’Inps. Il beneficio può essere richiesto se si hanno redditi lordi annui inferiori a 35 mila euro. Passata, poi, la norma Venezia con una stretta sulle locazioni brevi, per favorire gli affitti di lunga durata e la residenzialità nel centro storico. Inoltre, regioni comuni e province potranno usare i proventi di multe e parcheggi per pagare le bollette di scuole, impianti sportivi e illuminazione pubblica. Gli avanzi di gestione 2020 e 2021 potranno essere utilizzati per finanziare i tagli della Tari. Raddoppia inoltre a 120mila euro il limite per chiedere il pagamento delle cartelle in 10 anni (72 rate) senza che si debba documentare la temporanea situazione di obiettiva difficoltà. Infine, sale da cinque a otto il numero di rate non pagate dopo le quali decade il piano di rateizzazione (si veda la tabella in pagina 24 per le altre misure).

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Il testo del decreto su www.italiaoggi.it/documenti-italiaoggi

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