Rigassificatori, verso l’ok a Piombino e sì di Ravenna (ma scoppia il caso Portovesme)- Corriere.it

Mentre Ravenna approva la nave rigassificatrice e anche Piombino sembra destinata ad andare in porto, sul mercato del gas si crea il paradosso: a fronte dei depositi pieni e delle temperature alte che tengono spenti i riscaldamenti, il Gnl che i Paesi europei si sono affrettati a comprare in grandi volumi fermo nelle navi, perch per ora – e si sottolinea per ora – non serve. Il gas naturale liquefatto destinato a sostituire completamente le forniture di metano dalla Russia nel 2024 attende le infrastrutture necessarie per poterlo utilizzare. La prima tappa a assere stata varcata l’approvazione della nave rigassificatrice, la Bw Singapore comprata da Snam che sar ormeggiata al largo di Ravenna dalla primavera del 2024. La sera del 18 ottobre – come preannunciato su Twitter dal sindaco Michele de Pascale – il Consiglio comunale di Ravenna ha approvato il progetto per il rigassificatore galleggiante. Per legge non sono previste royalty per i territori, ma Ravenna si attende quello che il governo ha promesso a Piombino, dove invece la nave Golar Tundra, una Fsru (Floating storage and regasification unit, qui spiegato come funzionano) che non ben accetta e alla quale si oppongono non solo comitati di cittadini, ma anche i partiti politici locali a livello trasversale. A Ravenna ora si parla di un memorandum anche per la citt romagnola, con sconti in bolletta come ristori al progetto e altre misure compensative.

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Piombino, l’ultima conferenza dei servizi

Venerd 21 ottobre si terr l’ultima conferenza dei servizi e il 27 ottobre scade il termine affinch il commissario straordinario per l’opera (definita fondamentale sia dal ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani sia dal ceo di Eni Claudio Descalzi), il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, prenda la decisione. Per il rigassificatore di Piombino – ha dichiarato – si arriva con una spinta di determinazione in pi per quello che avvenuto il 13 ottobre alla riunione degli enti statali con prospettiva di parere positivo pur con prescrizioni. Sono convinto che accanto al memorandum Piombino, ovvero le opere che lo Stato e il governo dovranno realizzare per rendere pi accettato quello che pu essere l’inserimento nel porto di Piombino del rigassificatore per tre anni, noi potremmo trasformare quello che stato oggetto di polemiche in una opportunit per il capoluogo del territorio della Val di Cornia.

Il nimby anche in Sardegna

Lo sprint finale verso il probabile via libera sta facendo salire la tensione del fronte contrario all’impianto, mentre un altro caso di nimby (not in may backyard, non nel cortile di casa mia) si prefigura anche a Portovesme, in provincia i Cagliari, dove si trova un grande polo industriale. La Sardegna l’unica regione italiana dove non c’ una rete del gas e Snam, dopo un decreto del governo approvato lo scorso marzo, ha in progetto di installare la nave rigassificatrice Golar Arctic che ha una capacit di 140mila metri cubi.

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Gnl, le navi ferme

Intanto, secondo Reuters ci sarebbero pi di 35 navi metaniere ferme attorno alle coste della Spagna e nel Mediterraneo in attesa di scaricare i propri carichi di Gnl. I rigassificatori europei (in Italia ne esistono tre) non riescono ad accogliere altri carichi. In una nota di ieri, l’operatore spagnolo Enagas ha detto di essere stato costretto a rifiutare gli scarichi di Gnl dato che i propri terminal sono gi pieni. La coda di navi gasiere alla base del crollo del costo del gas in Spagna, ai livelli pi bassi da un anno a questa parte, e trascina verso il basso anche l’indice Ttf di Amsterdam (il futures con consegna novembre sceso sotto 113 euro a megawattora). La domanda italiana di gas, come ha riportato Staffetta Quotidiana – in discesa soprattutto dalla fine dell’estate, quando diverse fabbriche italiane hanno dichiarato di aver deciso di non riprendere l’attivit o di riprenderla a ritmi ridotti a causa del caro energia. Dalla fine di agosto/inizio di settembre – riporta il sito Staffetta Online – la flessione rispetto ai valori del 2021 si intensifica vistosamente, attestandosi per i volumi complessivi immessi su un -15% circa (a volte oltre -20%) e per la sola industria intorno a un -25-30%.

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