Rincari di gas e luce. È già allarme: sarà un inverno nero

L’allarme per il caro bollette è già scattato. Saranno un autunno e un inverno di passione anche per i ciociari per gli attesi rincari di gas e luce. Colpa della guerra in Ucraina e della siccità, ma i prezzi sono alle stelle.
Ne sanno qualcosa alla Caritas diocesana di Frosinone che, ogni ano, sostiene le famiglie con 80.000 euro. Fra qualche mese, alla Caritas si aspettano un’impennata di richieste di aiuto per le bollette. Marco Toti, direttore della Caritas diocesana afferma: «Si tratta di interventi tipici dei centri di ascolto. Parliamo delle bollette di gas, luce e, qualche volta, dell’acqua».

Notate una crescita nelle richieste di sostegno?
«Questa necessità si è sempre manifestata nel tempo. È uno dei bisogni primari, d’inverno. Il nostro intervento si sviluppa dentro un progetto. C’è una valutazione e poi si decise se intervenire totalmente o parzialmente, nel senso che c’è una compartecipazione dell’utente che mette quello che può. Anche in questo momento le richieste sono continuate. Rispetto al passato, però, non stiamo notando particolari differenze. I numeri sono stabili.

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Eppure gli interventi, ad agosto, continuano. Il problema si manifesta soprattutto d’inverno, da dicembre ad aprile le bollette sono critiche. Da maggio in poi sono maggiormente sostenibili. Noi ci aspettiamo che l’ondata arrivi da ottobre in poi perché i consumi di ottobre verranno pagati da dicembre. In questo momento, al di là dei condizionatori, i consumi sono contenuti e per questo ancora non abbiamo notato un’ondata. Ma ce l’aspettiamo, anche se più ritardata».

Gli aiuti nel pagare le bollette rientrano dunque in un progetto?
«I sostegni alimentari sono a carico delle realtà parrocchiali – prosegue Toti – Gli interventi sui consumi sono dei centri di ascolto. Facciamo dei colloqui, non è che al primo che arriva paghiamo la bolletta, cerchiamo di capire chi è che ha più bisogno. Facciamo delle proposte per uscire dalla condizione di bisogno. È un accompagnamento a uscire da questa condizione. Dentro un rapporto si crea un sostegno stabile. Il livello di intervento che garantiamo vale 60-80.000 euro all’anno. Parliamo di piccoli interventi da 30-35 euro fino a sostegni più consistenti».

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Chi chiede auto?
«Alla base della richiesta di aiuto c’è l’assenza di un reddito stabile. Sono anziani, persone senza un lavoro stabile, lavoratori precari, percettori del reddito di cittadinanza. A volte sono famiglie che non hanno una capacità gestionale adeguata. Dietro ci sono altri problemi di disagio, come la dipendenza dal gioco. Alla base ci sono quindi disagi su vari fronti, ma il primo, e detonatore di tutto, è la mancanza di un lavoro stabile. Il disagio è diffuso nei piccoli e nei grandi centri, tra gli italiani e gli stranieri. È molto trasversale».

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