Rivoluzione gas, sarà gratis in una Regione: come funziona

E’ allarme per il gas: sul mercato di Amsterdam, il future sul gas TTF, prodotto di riferimento per l’Europa, ha toccato un nuovo record storico pari a 321,4 euro per Megawattora, in rialzo del 10% rispetto al giorno precedente. Uno scenario che non si era mai visto. Da Palazzo Chigi arriva la notizia che la prossima settimana, a cavallo tra la fine di agosto e l’inizio di settembre, il governo varerà un nuovo decreto Aiuti per sostenere famiglie e imprese contro il caro vita diventato insostenibile, soprattutto per via dei forti rincari sui prezzi dell’energia.

Intanto, un caso al momento unico in Italia sta facendo parecchio parlare di sé. In Basilicata, il gas sarà gratis, per tutti. Non si stratta affatto d una fake news, ma di una precisa misura adottata dal Consiglio regionale. Entra infatti in vigore la normativa sul contrasto al caro energia varato dalla Regione Basilicata, con ddl della giunta Bardi tramutato in legge dal Consiglio regionale lo scorso 13 agosto.

La legge, denominata “Misure regionali di compensazione ambientale per la transizione energetica e ripopolamento del territorio lucano”, punta a favorire un risparmio sui costi energetici e ad evitare la migrazione dei giovani e delle famiglie, promuovendo il ritorno in Basilicata di persone che sono emigrate in altre regioni o all’estero.

Infatti, come si può leggere nella relazione che accompagna la normativa, gli obiettivi della misura sono quelli di “attenuare, a livello regionale, gli effetti negativi della crisi energetica” e “supportare il processo di ripopolamento del territorio lucano”.

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“Con questa misura, intendiamo contrastare lo spopolamento della Regione: abbiamo destinato il beneficio direttamente ai PDR (punti di rilascio, ovvero i contatori del gas, ndr) che sono censiti in capo a cittadini residenti sul territorio della Basilicata. E non ad altri. Si tratta di un vero stimolo alle persone che potrebbero essere attratte dalla prospettiva di vivere, anche grazie a recenti e sempre più ampi modi di lavoro a distanza, nei borghi e nei comuni della Basilicata”, spiega Bardi.

Con questa normativa cambia il sistema sulle compensazioni ambientali concesse alla Regione dalle società che operano sui giacimenti di idrocarburi come contropartita dell’utilizzo del territorio per le attività estrattive: stavolta il beneficio ricadrà direttamente sulle utenze, mentre in precedenza i fondi erano destinati per obiettivi.

L’agevolazione da concedere non esclude poi i bonus sociali previsti dalle misure urgenti per il contenimento dei costi dell’energia elettrica e del gas previsti dalle norme statali vigenti. Viene previsto il rimborso, con oneri a carico della Regione, della componente gas naturale, che quindi diventa gratis.

La copertura finanziaria degli interventi è quantificata in un massimo di 60 milioni di euro per l’esercizio 2022 e in un massimo di 200 milioni di euro per ciascuno degli esercizi 2023 e 2024.

Com’è possibile fornire il gas gratis ai lucani? Grazie alla proroga della concessione per le estrazioni in Val d’Agri, che consente di avere 200 milioni di metri cubi all’anno di gas naturale garantiti dai concessionari delle estrazioni di idrocarburi in favore della Regione Basilicata.

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In Basilicata, dunque, la bolletta del gas sarà decisamente più leggera. Da quando? Da ottobre, in particolare per le utenze domestiche. La concessione della materia gas a titolo gratuito è prevista per i cittadini lucani che hanno in titolarità un pdr (punto di rilascio, ovvero un contatore) classificato per consumi familiari e non imprenditoriali.

A chi spetta

La voce di costo del gas, la cosiddetta “Spesa per il gas naturale”, impatta per più del 50% sulla bolletta. La norma prevede l’erogazione gratuita mediante rimborso della componente energia del prezzo del gas fornito per le utenze domestiche dei residenti nella regione Basilicata, delle pubbliche amministrazioni regionali, esclusi gli enti pubblici economici e le società partecipate, e degli enti locali regionali.

Sono esclusi invece gli utenti “business”, per rendere la misura sostenibile ed evitare la configurazione di aiuti di Stato alle imprese.

Le operazioni in fattura coinvolgeranno potenzialmente tutti i venditori operanti sul territorio, con riferimento a circa 181mila punti di fornitura, corrispondenti a circa 160 milioni di metri cubi all’anno.

La gratuità della componente gas naturale sarà accompagnata da un sistema di controllo per verificare i consumi di ciascun contatore gas installato presso le abitazioni dei cittadini della regione, non solo in tempo reale ma anche in un quadro storico-statistico, per evitare sprechi. Per gli utenti titolari di più di un pdr, l’agevolazione sarà concessa sull’abitazione principale.

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Intanto, a livello nazionale, il nuovo pacchetto aiuti metterà in campo nuove misure a favore delle imprese, che, con i prezzi delle bollette triplicati negli ultimi mesi, rischiano di chiudere.

L’aumento del prezzo del gas rischia di essere una bomba sociale, perché le famiglie, tagliano i consumo, non riuscendo più a pagare le bollette. E si rischia anche un raddoppio delle tariffe determinate dall’ARERA il prossimo 1° ottobre.

Confcommercio avverte che sono a rischio 120 mila imprese e 370 mila posti di lavoro, perché la spesa per l’energia nel comparto terziario dovrebbe raggiungere i 33 miliardi quest’anno, il triplo rispetto al 2021 ed il doppio rispetto al 2019.

Dovrebbero esserci anche due misure importanti, con l’introduzione di prezzi calmierati, per il gas e l’energia elettrica. Ma non è escluso che, nel solco della richiesta arrivata da Bruxelles di ridurre entro l’autunno del 7% i consumi di gas, l’Italia non possa accelerare sul piano di razionamento. Sul tavolo la possibilità di ritardare di 15 giorni l’accensione dei riscaldamenti, di ridurre l’uso del termosifone di un’ora al giorno e di abbassare la temperatura degli uffici pubblici di un grado.

Al momento non c’è l’intenzione di passare dall’attuale stato di pre-allarme a quello di allarme, il secondo step prima della dichiarazione dello stato di emergenza, che prevede un forte razionamento dei consumi. Per ora, spiegano fonti di Palazzo Chigi, “il gas c’è, non c’è motivo di temere il peggio”.

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