Rottamazione quater 2023: la verità sui vantaggi, breve guida per capire come sfruttarla

Le nuove regole della rottamazione quater agevolano il contribuente alle prese con pendenze debitorie nei confronti del Fisco. Ma questi dovrà fare istanza ad hoc entro aprile, e il Fisco nei mesi successivi comunicherà se è stata accolta. Prevista anche l’opzione rateizzazione dei pagamenti.

Ci siamo già soffermati più volte negli ultimi tempi sulle misure adottate per la pace fiscale, ovvero quell’insieme di regole che in qualche modo intendono agevolare il contribuente nei suoi rapporti con il Fisco.

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Informazione Oggi

La pace fiscale altro non è che una modalità di pagamento agevolata delle cartelle esattoriali, che può essere molto utile ai contribuenti che hanno la necessità di regolare la propria posizione nei confronti dell’Agenzia delle Entrate.

Ebbene, per coloro che hanno debiti con il fisco, una via d’uscita è rappresentata dalla rottamazione quater 2023 che permetterà a chi ha pendenze di definire in modo agevolato la situazione ed estinguere i debiti pregressi. Vediamo allora di seguito, e in sintesi, come funziona la rottamazione quater per quest’anno. Nel corso di questo articolo daremo diverse informazioni essenziali al contribuente, per capire in che modo sfruttare questo vantaggio previsto dalle istituzioni. I dettagli.

Rottamazione: come sapere se la cartella esattoriale rientra nella definizione agevolata

Rottamazione quater: cos’è e finalità

Abbiamo appena detto che coloro che hanno un debito con il fisco, grazie alla rottamazione quater 2023, possono fare richiesta per aderire alla definizione agevolata delle cartelle esattoriali. Il termine ultimo per questo procedimento è il 30 aprile 2023, e le regole si rivolgono a quei contribuenti che possiedono un conto debitorio con carichi affidati all’Agenzia delle Entrate – Riscossione.

Vero è però che non tutto ricadrà nel quadro dell’agevolazione denominata rottamazione quater, ma è chiaro che per non pochi cittadini questa potrebbe essere l’ultima possibilità per chiudere in modo definitivo le pendenze tributarie e fiscali dei carichi iscritti a ruolo della Riscossione. Come è noto l’Agenzia delle Entrate Riscossione ha il compito di riscuotere i debiti che i contribuenti hanno nei confronti dello Stato e del Fisco.

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Ecco perché le recenti misure agevolative hanno oggettivo rilievo: come si sa, se il cittadino non provvede al versamento dell’imposta per la quale si trova in debito, il fisco può agire con un procedimento ad hoc per riscuotere detta somma. Di fatto la rottamazione quater permette invece di bloccare e fermare le misure cautelari ed esecutive fatte valere dall’ente impositore, superati i termini di pagamento delle cartelle esattoriali.

In particolare, sono i commi da 231 a 251 dell’art. 1 della manovra 2023 (legge n. 197 del 2022) ad aver disposto, per tutti i contribuenti, persone fisiche e giuridiche, incluse quelle sottoposte a procedura concorsuale e quelli che non hanno versato per intero l’anteriore debito che intendevano definire, la citata “Rottamazione quater”. Essa è appunto una definizione agevolata delle cartelle esattoriali, come quelle correlate alla situazione economica prodotta dalla pandemia, iscritte a ruolo nel lasso di tempo che va dal primo gennaio 2000 al 30 giugno dello scorso anno.

Rottamazione quater: come aderire al procedimento

Per la definizione in oggetto, a pena di decadenza, occorre presentare una dichiarazione telematica ad hoc, relativamente alla quale l’Agente della Riscossione indicherà a breve il modello da usare sul proprio sito web, entro il 30 aprile 2023. In seconda battuta, dopo che il contribuente avrà presentato la dichiarazione, la Riscossione, entro il 30 giugno di quest’anno renderò noto al contribuente:

  • il diniego (atto impugnabile) dell’istanza,
  • oppure il suo accoglimento.
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Sarà compito della Riscossione far conoscere anche l’entità della somma che sarà obbligatorio versare entro il 31 luglio 2023, ai fini della chiusura del debito a ruolo e, dunque, ai fini della risoluzione della pendenza con il Fisco.

Se la cartella riguarda solo sanzioni amministrative fiscali o previdenziali, la definizione non comporterà alcun versamento. Sono comunque escluse dalla definizione le sanzioni accessorie.

Rottamazione quater e pagamenti: alcune precisazioni

Vediamo ora come fare a saldare il debito, perché è chiaro che la rottamazione quater di per sé non esclude del tutto il versamento. Ebbene, l’importo può essere pagato in una sola soluzione entro il citato 31 luglio, ma le norme vigenti contemplano anche l’ipotesi della rateizzazione fino a 18 pagamenti distinti.

Detta dilazione dei pagamenti fiscali, senza aggravio di sanzioni ed interessi, opera a favore di chi non ha potuto effettuarli in questo periodo a causa dell’emergenza pandemia, del caro bollette o delle difficoltà economiche.

Se si opta per la rateizzazione, la prima e la seconda rata andranno versate, rispettivamente entro il 31 luglio ed il 30 novembre di quest’anno e ognuna dovrà corrispondere al 10% delle somme dovute in totale. Il restante debito, in rate di identico ammontare, con l’interesse al 2%, dovrà essere saldato rispettivamente in data 28 febbraio, 31 maggio, 31 luglio e 30 novembre di ciascun anno. Anche questa è una chiara agevolazione a favore del contribuente e, anche in questo caso, vale la tolleranza di 5 giorni dalla scadenza, ma oltre detto termine saranno persi tutti i benefici e gli eventuali versamenti compiuti dal contribuente saranno acquisiti a titolo di acconto di quanto sarà da pagare in totale (ovvero l’ammontare a suo tempo iscritto a ruolo).

Stralcio delle somme iscritte a ruolo: entro quale limite?

Infine, non dimentichiamo che, grazie a quanto previsto nei commi da 222 a 230 della manovra 2023, varrà l’annullamento automatico (chiamato “stralcio”) delle somme iscritte a ruolo, per quanto riguarda il periodo che va dal 2000 a tutto il 2015, d’ammontare non al di sopra di 1.000 euro. Mentre da quest’anno per le cartelle sopra i mille euro il contribuente dovrà versare tutto l’importo senza sanzioni né interessi, e avvalendosi anche di una rateizzazione di 5 anni. Riguardo alle cartelle sotto i mille euro, il Ministero dell’Economia ha spiegato che c’era la necessità di eliminare uno stock superiore a ben 1.100 miliardi di carichi affidati all’agente di Riscossione, di cui secondo la Corte dei Conti soltanto il 6-7% sarebbe di fatto riscuotibile. Ecco spiegata la scelta di smaltire ciò che non è esigibile.

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