Russia-Italia, a Baku il forum del dialogo tra aziende e politici (e c’è anche Prodi)- Corriere.it

Russia-Italia, a Baku il forum del dialogo tra aziende e politici (e c

Un forum che sa di mediazione. Un appuntamento ponte tra Est ed Ovest che si sta tenendo in questi giorni a Baku. Un appuntamento che mette al tavolo tre Paesi, compresi autorevoli esponenti della federazione russa, riabilitandoli in un consesso internazionale, restituendo loro un’agibilit che sembrava essersi smarrita. Basta guardare l’agenda di interventi prevista il 28 ottobre in Azerbaijan.
Basta vedere che al tavolo ci sono anche i nostri capi-azienda, esponenti di camere di commercio e associazioni, come Antonio Fallico, numero uno di Intesa Sanpaolo in Russia. Come Marco Ravazzolo, Responsabile Ambiente ed Energia Confindustria. Con l’embargo Ue al petrolio dietro l’angolo e un sistema di sanzioni verso Mosca che non ha precedenti. Eppure il filo del dialogo resta, un ecumenismo degli affari che sorprende e concilia, smarrisce e forse apre una nuova stagione. Con sponsor di eccezione: Gazprom, Rosneft e Vtb.

Politici e capi azienda, da Prodi a Sechin (Rosneft)

Prendono parte ai tavoli anche Andrey Belousov, vice Premier

della Federazione Russa; Vladimir Ilyichev, vice Ministro dello Sviluppo Economico della Federazione Russa ; Sergey Razov, Ambasciatore della Federazione russa presso la Repubblica Italiana; Mikhail Mamuta, Responsabile Microfinanza della Banca Centrale russa ; Aleksander Shokhin, Presidente dell’Unione russa degli Industriali e degli Imprenditori (Rspp). Il giorno prima parterre altrettanto di livello, con un video collegamento da Bologna anche dell’ex premier Romano Prodi e Igor Sechin, numero uno di Rosneft. Un forum che ha coinvolto imprenditori, politici e banchieri dal Paese ospitante, lo stesso che ha potenziato le nostre forniture di gas attraverso il gasdotto Tap che sbuca a Melendugno in Puglia.

Il forum eurasiatico

Perch Baku? Perch storicamente e culturalmente si trova al centro dello spazio

tra l’Atlantico e il Pacifico; perch geopoliticamente si trova a cavallo tra Asia ed Europa, tra l’antica e la nuova via della seta; e perch l’Azerbaigian il crocevia per gli scambi tra Europa e Cina ed Asia meridionale e Russia. Da decenni l’Azerbaigian, persegue una politica multiculturale, multilaterale, di tolleranza e di accoglienza, collaborando in modo proattivo e costruttivo con Paesi appartenenti a sistemi geopolitici e statuali diversi. Il Paese ha un accordo di partenariato e cooperazione con l’Unione europea dal 1999. Nel 2017 sono stati avviati negoziati per un accordo rafforzato, che include la cooperazione per la diversificazione economica, il commercio e lo sviluppo della societ civile. Sono in fase di avviamento progetti per il potenziamento del porto di Baku, per sostenere la competitivit di 25.000 startup e Pmi, per l’accesso al credito di aziende del settore alimentare e per la sostenibilit ambientale delle aree urbane.

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Un dialogo ad alto livello Ue-Azerbaigian stato istituito nel 2019 sui trasporti, che costituiscono una delle aree chiave della cooperazione. Di fondamentale importanza per l’intera Ue il Memorandum d’Intesa sul partenariato strategico nel campo dell’energia firmato il 18 luglio 2022 a Baku dalla Presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen e dal presidente azerbaigiano Ilham Aliyev. L’Italia e l’Azerbaigian sono partner storici e i loro rapporti, che risalgono all’epoca dell’imperatore Domiziano, si sono intensificati durante gli ultimi 30 anni di relazioni diplomatiche ufficiali. L’Italia il principale partner commerciale dell’Azerbaigian. Il 51,9% delle esportazioni dell’Azerbaigian, sin dal 2013, sono dirette in Italia, che dalla fine del 2020, con l’avvio del Tap, oltre ad approvvigionare il suo mercato interno, diventato il ponte verso occidente del gas dell’Azerbaigian. Anche per quanto riguarda la sfera politica, indubbio che l’Italia sia uno dei principali interlocutori europei dell’Azerbaigian. A questo proposito ricordiamo le relazioni amichevoli sviluppate tra l’Azerbaigian e l’Italia anche durante gli anni della guerra fredda. Ne un esempio evidente il gemellaggio tra Baku e Napoli sottoscritto solennemente il 25 settembre del 1972

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Una delle tendenze di cui si discusso la “regionalizzazione della globalizzazione”, che nell’immediato risponde alla necessit sia di accorciare le catene produttive, sia di ricostruire catene di approvvigionamento che siano pi neutrali. Espressione vorrebbe coniugare due movimenti simultanei: l’abbandono della globalizzazione nella versione precedente che percepisce il mondo come un solo mercato unico, per andare verso una segmentazione del mondo in macroregioni geografiche. All’interno di questi vasti territori l’economia e gli scambi tendono ad essere liberalizzati al massimo, ma verso l’esterno si erigono sistemi protettivi di varia natura.

C’ il consolidamento del polo Atlantico, che include principalmente l’Europa Occidentale e l’America del Nord, con varie aggiunte, ad esempio, l’Australia e il Giappone. Vediamo il polo cinese, evidenziato dal progetto One Belt, One Road o la Nuova Via della Seta. Emerge un polo intorno al Golfo Perisco con i propri interessi, come il Gulf Cooperation Council; l’India con quasi un miliardo e mezzo di abitanti un centro di gravitazione dell’economia che entro breve tempo diventer la seconda potenza economica mondiale dopo la Cina. Assistiamo all’aumento del ruolo dell’Unione Economica Eurasiatica che, in un modo o nell’altro, attrae la maggioranza dei Paesi dell’ex-URSS; vediamo l’ampliamento degli spazi della cooperazione regionale in America Latina e in Africa.

In questo contesto negli ultimi mesi si va consolidando il ruolo di vari organismi internazionali, tra cui emerge il BRICS, la Shanghai Cooperation Organization (SCO). In particolare, il BRICS ha acquisito un nuovo potenziale di sviluppo. Tra la preparazione e il risultato del suo ultimo vertice, tenutosi a fine giugno 2022, si nota una differenza notevole, tra una semplice organizzazione consultiva di prima e una piattaforma di concertazione di tipo nuovo, con un potenziale di sviluppo e ambizioni anche nel settore commerciale e degli investimenti. Se prima non si parlava di allargamento del BRICS, ora l’Argentina e l’Iran hanno avanzato una domanda formale di adesione. In questa direzione si sono gi avviati Arabia Saudita, Egitto e Turchia.

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Mancano all’appello Indonesia, Nigeria, Pakistan e, con certe riserve, il Messico, affinch la struttura riunisca le massime potenze, economiche, politiche e demografiche, di portata globale e regionale fuori dal contesto Occidentale. Ci non era immaginabile un anno fa e questo trend di sviluppo avr un impatto anche sull’economia e le finanze, soprattutto se avranno seguito le varie iniziative emerse dal recente vertice che ha incluso meccanismi di pagamento e investimento.

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