Sal​vini vola da Orban, patto per una nuova destra


AGI – Patto tra Matteo Salvini, Viktor Orban e Mateusz Morawiecki per costituire il “nucleo” che dia vita nel lungo termine a una nuova destra per un “rinascimento europeo”.

Il segretario leghista incontra i due premier, ungherese e polacco, a Budapest, “prima tappa”, spiega Orban, di un percorso che porterà alla costruzione di una “alternativa” alla sinistra, con cui si sono “alleati” i Popolari europei, lamenta. Il prossimo incontro sarà a Varsavia, anticipano fonti leghiste, e quello seguente a Roma, se le condizioni della pandemia lo permetteranno.

Ma è ancora presto per dire se il “percorso” avviato oggi darà vita a un nuovo gruppo nel Parlamento europeo, come vorrebbe Salvini. Il capo della Lega punta alla fusione di Identità e democrazia, dove a Strasburgo gli ex lumbard siedono insieme al Rassemblement national di Marine Le Pen, e i Conservatori e riformisti (Ecr), co-presieduti dal partito di Morawiecki, Diritto e giustizia, e da Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni.      

“Matteo eroe dei flussi migratori”

Il colloquio di oggi segue l’uscita, polemica, di Fidesz, il partito di Orban, dal Ppe (di cui è vice presidente l’altro alleato di Salvini in Italia, Antonio Tajani di FI). In cerca di una nuova collocazione a Strasburgo, il capo del governo ungherese salda l’asse con l’amico Salvini, elogiato, in conferenza stampa, come un “eroe” per la sua gestione del fenomeno migratorio durante i mesi al Viminale.

“Bisogna gettare le basi per una nuova Europa. Mi piace molto l’idea di Matteo Salvini a proposito di rinascimento europeo. Parliamo di valori per costruire il futuro”, fa da sponda il primo ministro polacco. Nelle dichiarazioni di Morawiecki però non vi sono riferimenti alla formazione di un nuovo maxi gruppo delle destre.    

“Non sembra vi sia una modifica dell’assetto dei gruppi all’ordine del giorno”, si commenta da FdI. “Dall’incontro di oggi è arrivata la conferma che Ecr non si scioglie, non si fonde, e che rimane l’orizzonte dei polacchi, così come il nostro”, si aggiunge. I tre leader si incontrano per circa un’ora e mezza nel monastero delle carmelitane, sede del governo ungherese. Salvini in serata poi partecipa a una cena offerta da Orban.      

“L’incontro di oggi è la prima tappa di un lungo viaggio”, annuncia Orban, in una dichiarazione alla stampa. “Abbiamo parlato dei nostri valori e del nostro impegno atlantista. Rappresentiamo i valori della famiglia tradizionale e ci schieriamo contro il comunismo, contro l’antisemitismo, contro l’immigrazione illegale. Ci rivedremo nel mese di maggio – riferisce -. Dipenderà dalla pandemia, probabilmente ci vedremo a Varsavia e poi anche a Roma. La destra non ha estremisti e lo dimostreremo. Raccoglieremo le forze a favore della libertà”. 

“Vogliamo un Rinascimento europeo”

Vogliamo il Rinascimento europeo. Non c’è alcun tema su cui siamo in disaccordo. La nostra posizione sull’Europa è questa: ci sono milioni di cittadini senza rappresentanza politica, avendo il Ppe scelto di schierarsi facendo cooperazione con la sinistra – stigmatizza -. I democratici cristiani non hanno rappresentanza e lavoriamo per dargli una voce”.     

E’ un percorso che comincia oggi e andrà avanti in diverse capitali europee allargando il gruppo. Nel Parlamento europeo c’è il predominio della sinistra, che mette in discussione la famiglia”, gli fa eco Salvini. “Ci proponiamo come nucleo storico di una alternativa a questa sinistra che mette in dubbio le radici dell’Europa con l’obiettivo di essere i primi in Europa a livello di rappresentanza. E’ un percorso di costruzione, sui temi di salute, lavoro, famiglia, benessere e delle libertà”. 

“Ci siamo confrontati su temi che dovranno tornare a essere centrali: l’Unione europea, quando nella sua carta costitutiva negò le sue radici giudaico cristiane, sbagliò in partenza”, aggiunge il segretario leghista, sottolineando come l’incontro si sia svolto “il giovedì santo”. 

“Stiamo lavorando perché i popoli di Europa escano dal loro periodo più buio, più oscuro, dal Dopoguerra ad oggi, rimettendo al centro la speranza, la famiglia, il lavoro, i diritti, le libertà“, prosegue. Occorre, insiste, “combattere per uscire da un’epidemia che ha dimostrato l’inefficienza delle attuali elite europee. Dopo il dramma può esserci il rinascimento, una resurrezione”. 

“Da primo partito italiano e, da pochi giorni, membro del governo che sogniamo un’Europa che fa poche cose e le fa bene senza usare l’arma del ricatto”, conclude. “Noi chiediamo più Europa, in termini di difesa dei confini, della vita, dobbiamo creare una forza comune europea che difenda i confini dell’Europa. Ci sono grandi sfide, c’è un islamismo alle porte che deve trovare un argine nei valori europei. Contiamo di rappresentare la maggioranza dell’Europa bella, solidale, generosa, accogliente e felice”.

“Ruberei alla Costituzione americana il diritto alla felicità: parlarne oggi è un dovere per avere speranza. Stiamo qui non per distruggere ma per costruire qualcosa di più bello e più giusto. Questa una giornata storica, parte un percorso”. 

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