Scoperta maxi frode nel settore dei carburanti – FormulaPassion.it

La Guardia di Finanza di Salerno, coordinata dalla locale Procura della Repubblica, ha dato esecuzione ad un’ordinanza applicativa di misure cautelari emessa dalla Sezione G.I.P. su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, per plurime ipotesi di reato come evasione dell’IVA, emissione di fatture per operazioni inesistenti e autoriciclaggio. Il tutto con l’aggravante – ritenuta sussistente a carico di due degli indagati, destinatari della misura della custodia cautelare in carcere – della finalità di agevolazione del clan Moccia di Afragola (NA). Si tratta in questo caso di attività nel settore dei carburanti.

Secondo la prospettazione accusatoria, ritenuta allo stato delle indagini fondata dal Giudice per le indagini preliminari, sulla base degli approfondimenti svolti dai Finanzieri della Compagnia di Eboli, il complesso sistema di frode era finalizzato ad evadere l’imposta sul valore aggiunto, sfruttando società cartiere di cui beneficiavano anche organizzazioni criminali di stampo camorristico. In particolare, la condotta delittuosa oggetto di contestazione, posta in essere anche grazie alla complicità di alcuni consulenti fiscali, sarebbe consistita nell’utilizzo di “lettere di intento” ideologicamente false, al fine di far acquisire alle società cartiere la qualifica di esportatore abituale, presupposto per l’acquisto di carburante in regime di esenzione IVA.

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Nel corso degli accertamenti sono stati anche tracciati i flussi finanziari dei conti correnti delle società cartiere, giungendo così ad individuare i soggetti ritenuti effettivi beneficiari ed organizzatori del meccanismo fraudolento. Le indagini hanno dunque consentito di risalire ai nominativi di aziende e persone fisiche già coinvolte in un analogo filone investigativo, condotto da altre Procure Distrettuali sull’intero territorio nazionale e, in particolare, da quelle di Roma e Napoli.

Nell’aprile 2021, infatti, in provvedimenti cautelari emessi su richiesta di tali Uffici, è stata ritenuta l’esistenza di un sistema ruotante attorno ad un’associazione a delinquere avente il proprio fulcro nell’attività della “Max Petroli Italia”, ora “Made Petrol Italia” (MPI) di Roma, esercente il commercio all’ingrosso di prodotti petroliferi, facente capo alla famiglia Di Cesare, sistema che vedeva direttamente coinvolti esponenti del clan Moccia. All’interno di tale sistema sembrano da collocarsi, allo stato delle investigazioni, le condotte oggetto d’indagine, realizzate attraverso due società operanti nel Salernitano e di fatto gestite da indiziati di appartenenza all’associazione a delinquere romana, alcuni dei quali ritenuti partecipi di un’organizzazione di stampo camorristico operante in territorio campano.

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La Guardia di Finanza ha disposto il sequestro di denaro e beni per circa 20 milioni di euro, ritenuti frutto delle frodi fiscali. Destinatari delle misure cautelari sono ulteriori 5 soggetti, di cui 1 posto agli arresti domiciliari ed altri 4 nei confronti dei quali è stato disposto il divieto temporaneo di ricoprire uffici direttivi di persone giuridiche ed imprese.

FP | Samuele Prosino

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