Scuola, la campanella suona anche in Toscana. Ecco come si torna in classe

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Roma, 14 settembre 2021 – La prima campanella suona ormai per tutti. Domani rientreranno in classe i ragazzi di Campania, Molise, Marche, Liguria e Toscana; il 16 toccherà a quelli di Sicilia e Friuli-Venezia Giulia; il 20 settembre, fanalino di coda in questa ripartenza scolastica, Puglia e Calabria. Il ministro Bianchi ha ribadito più volte che la scuola ripartirà “in presenza”. E “in sicurezza”. Ma già ci sono casi di istituti, come il liceo Rodolico di Firenze, dove si rischia una ripartenza in Dad per mancanza di spazi. Ma vediamo le regole da seguire per questo nuovo anno scolastico al tempo del Covid.

La mascherina

Anche quest’anno, tutti con la mascherina indossata, dai sei anni in su. Nei giorni scorsi il ministro Bianchi ha affermato che, qualora in una classe tutti gli allievi siano vaccinati, si può stare in aula a volto scoperto. Ma i presidi hanno subito tirato in ballo il rischio ‘discriminazione’. Difficile dunque che ci siano classi ‘mascherine free’. Le famiglie sono anche quest’anno invitate a misurare ogni mattina la temperatura dei propri figli. Se supera i 37,5, bisogna rimanere a casa.

Gli ingressi scaglionati

A scuola non si entra tutti insieme, ma per fasce d’orario. Gli istituti utilizzeranno tutti gli ingressi e le uscite già individuate per la ripartenza 2020. Le scuole superiori possono prevedere anche turni pomeridiani.

Green pass

Gli studenti dai 12 anni in su non devono esibire alcuna certificazione verde. È invece obbligatorio per il personale scolastico, i docenti, ma anche per il personale esterno (ditte di pulizie, addetti alle mense, dipendenti delle ditte che svolgono manutenzione). È obbligatorio per i genitori: bisogna averlo per l’inserimento dei più piccoli, per svolgere le pratiche, per i colloqui con i professori. Chi viola la norma rischia una multa fino a 1.000 euro. Nelle scuole è sempre obbligatorio indossare la mascherina.

Cosa rischia il personale privo di certificazione verde

Tutto il personale scolastico deve avere il green pass. Il mancato rispetto del requisito è considerato assenza ingiustificata e, dopo cinque giorni, è prevista la sospensione dallo stipendio. Previste, inoltre, sanzioni da 400 a 1000 euro per chi ne è sprovvisto.

Il distanziamento in classe e le ‘bolle’ all’infanzia

In aula resta il distanziamento di un metro. Per precisione, riportiamo quanto prevede letteralmente il protocollo di sicurezza: “Si prevede il rispetto di una distanza interpersonale di almeno un metro (sia in posizione statica che dinamica) qualora logisticamente possibile e si mantiene anche nelle zone bianche la distanza di due metri tra i banchi e la cattedra del docente”. E ancora: “Con riferimento ai servizi educativi dell’infanzia, non essendo sempre possibile garantire l’adozione di alcune misure di prevenzione (quali il distanziamento e l’uso di mascherine), è raccomandata una didattica a gruppi stabili”.

Fondamentale il ricambio dell’aria

Finché il tempo è bello e la temperatura mite, il consiglio resta quello di tenere le finestre sempre aperte. Sappiamo infatti quanto il ricambio dell’aria sia essenziale per evitare il contagio. Gli esperti si raccomandano, quando arriverà la brutta stagione, di tenerle comunque aperte per almeno 5-10 minuti ogni ora. Purtroppo, solo pochi istituti hanno adeguati sistemi di areazione. E pochissimi hanno potuto acquistare i moderni purificatori dell’aria. Anche la porta della classe deve restare aperta.

La ricreazione

Quando è possibile, meglio farla all’aperta. Se bisogna stare al chiuso, preferibile evitare la classe in modo da consentire un ricambio dell’aria e, se gli spazi non sono abbastanza grandi, prevedere due turni di 15 minuti ciascuno. Si può abbassare la mascherina soltanto per mangiare.

Palestra

Anche per le ore di educazione fisica bisogna prediligere le attività all’aperto, facendo attenzione che tra ciascun alunno ci sia un metro di distanza. In palestra il distanziamento è di due metri; viene raccomandato di privilegiare lo sport individuale. Negli spogliatoi si deve prevedere una turnazione per l’utilizzo degli spazi comuni.

Mensa

Per accedere al refettorio, docenti e non docenti devono esibire il green pass. I ragazzi possono invece entrare senza certificazione. Se non ci sono locali di grandezza adeguata si deve dare agli studenti il «lunch box» da consumare in classe.

Uscita

Come gli ingressi, anche le uscite devono essere scaglionate.

Mezzi pubblici

E’ questa una delle maggiori incognite. La capienza dei mezzi è all’80% e le aziende di trasporto locale, dallo scorso autunno, hanno aumentato il loro parco bus di quasi 6mila unità. Saranno sufficienti? Vero è che lo scorso anno scolastico gli studenti delle superiori sono stati in presenza al 100% pochissimo. Per evitare assembramenti, in sei città metropolitane i prefetti hanno imposto alle scuole ingressi e uscite differenziati su due turni. Ricordiamo che sui mezzi pubblici urbani il governo non ha (ancora) imposto il green pass per la difficoltà di effettuare i controlli.

Prof in cattedra

Dopo il grande caos di un anno fa, quest’anno la scuola inizia con praticamente tutti i docenti in cattedra. Merito anche della piattaforma del Miur, che ha incrociato le richieste dei precari con i posti disponibili. Sono state fatte “58.900 assunzioni in ruolo e 13 mila immissioni nel percorso che porta al concorso l’anno prossimo», ha rivendicato il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi.

Controllo green pass

Buona la prima anche per la piattaforma del Miur per aiutare i dirigenti scolastici nella gestione degli ingressi autorizzati, ovvero con certificazione verde. Attraverso una schermata, nel pieno rispetto della privacy, i presidi vedono chi è in regola, e che dunque ha il ‘semaforo verde’, e chi invece no. Solo in questo caso i dirigenti devono intervenire.

Ancora 100mila i non vaccinati

In base all’ultimo rapporto del commissario Figliolo, sono ancora103mila i dipendenti delle scuole che non hanno preso appuntamento per farsi vaccinare: il 6,74 per cento. Facendo due conti, non sarebbero vaccinati due persone per ogni scuola. Ma ovviamente la situazione cambia da regione a regione. Abruzzo, Campania, Friuli Venezia Giulia, Lazio e Toscana hanno comunicato di aver terminato la vaccinazione. In altre regioni come Lombardia e Puglia i numeri in possesso del generale Figliuolo sono inferiori a quelli che risultavano alle Asl addirittura il 25 agosto e sono in corso di verifica: se confermati potrebbero far salire ancora il numero degli immunizzati. La maglia nera spetta alla Calabria con ancora un terzo di personale da vaccinare. Chi non ha il green pass deve dunque fare il tampone a proprie spese ogni due giorni, pena la sospensione. Si capirà nei prossimi giorni quanti di questi non vaccinati dovranno essere sostituiti da supplenti.

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