Se non hai fratelli in politica devi marcire in galera, come il bandito Vallanzasca ridotto ad un rottame

C’è chi nasce medico e chi artista, io sono nato ladro diceva Vallanzasca Renato, il bandito che amava e ammazzava con la stessa naturalezza. Veniva dal quartiere incubo della Comasina, ma la madre aveva una merceria in via Porpora, a Lambrate dove si serviva anche la mia: c’era sempre la polizia nei paraggi, Renato era legatissimo alla madre. A Lambrate in quegli anni c’era di tutto, neofascisti, brigatisti, sbirri, spie e naturalmente anche i delinquenti sciolti come Vallanzasca che a 8 anni aveva liberato le bestie da un circo e poi non si era più ravveduto. Una carriera criminale da boss tra i boss, all’epoca regnavano Turatello e il vice Ugo Bossi con la cui testa poi Vallanzasca si sarebbe divertito a giocare a pallone in galera. Capace, per una evasione, di procurarsi una intossicazione con uova marce che gli portavano la salmonellosi. Rapine, omicidi, un incubo anche perché Vallanzasca, scapigliato e bello come una rockstar, trova sempre il modo di scappare magari seducendo qualche secondina o poliziotta. Fino al 1981 quando lo ingabbiano definitivamente e non esce più. Quarant’anni dentro con brevi periodi di semilibertà regolarmente traditi e quindi puniti.
Ci siamo anche scritti, una volta, volevo intervistarlo in carcere, a Bollate e lui mi rispose subito, la lettera finiva così: “Con una stretta di mano, Renato”. Poi non se ne fece niente per qualche intralcio. Poco tempo dopo, Vallanzasca in permesso si faceva pescare con addosso della roba in un supermercato di viale Umbria, una cosa umiliante: lo fermano con addosso due paia di mutande e uno di cesoie, gli imputano una improbabile rapina e la resistenza a pubblico ufficiale perché all’agente che lo stuzzica, “per chi erano quelle mutande, Vallanzasca?” il vecchio farabutto risponde: “Per tua sorella”. Da allora non è uscito più. Oggi ha 71 anni, altrettanti acciacchi ma per il Tribunale di Sorveglianza è ancora pericoloso o meglio non merita i benefici del lavoro esterno e lo spiega con accenti paternalistici: i comportamenti non dimostrano ancora “il definitivo ripudio del passato stile di vita e l’irreversibile accettazione di modelli di condotta normativamente e socialmente conformi”.
Sul serio? Se Vallanzasca a 71 anni non si è ancora pentito come vorrebbe il giudice, come mai lo stesso organo scarcera puntualmente uno come Fabrizio Corona che appena libero torna a far casino e soldi nei modi più fantasiosi? Su questo cialtrone si son lette le comprensioni più indecenti: è drogato, deve ripulirsi, è depresso. Quindi basta farsi di coca per avere lo sconto, a dispetto delle continue prese in giro? C’è pure un fiorente movimento di opinione che lo vorrebbe da disgraziato a graziato “perché non ha fatto del male a nessuno se non a se stesso”. Con 73 capi di imputazione e 3 condanne definitive addosso. Ma forse qualcuno è preoccupato per l’archivio, “se lo vuoto” – dice il sedicente fotografo dei vip – in molti mi seguono.
Poi ci sono altri, ergastolani, che l’ergastolo non lo faranno mai: brigatisti rossi, terroristi neri. Uno come Sergio D’Elia è diventato perfino segretario d’aula alla Camera dei Deputati con Bertinotti; la Susanna Ronconi, il compagno deputato Ferrero voleva metterla alla Prevenzione con umorismo tutto comunista; Moretti, il capo brigatista, ha 7 ergastoli ma si è fatto 12 anni di carcere duro, dopodiché ha cominciato a uscire e ancora oggi, più o meno coetaneo di Vallanzasca, non ha mai smesso il regime di semilibertà. Adriana Faranda è diventata fotografa di moda per il Corriere della Sera e altre testate italiane e francesi. La coppia nera, Mambro-Fioravanti, condannata per un romanzo criminale infinito tra cui la strage di Bologna, è libera da anni e ha lavorato per la solita Emma Bonino di “Nessuno tocchi Caino”. Dei latitanti parigini abbiamo constatato una volta di più le escandescenze dei vecchi sodali per lasciarli tranquilli dove stanno.
Solo il bandito Vallanzasca, per la morale pubblica e per quella dei magistrati, deve marcire dentro anche se è un rottame. Perché? Ma è chiaro, perché non ha merce di scambio, non ha segreti con cui barattare il trattamento di favore, niente archivi, fotografici o documentali, da passare alle manine giuste. Anche i peggiori mafiosi, i più sanguinari a un certo punto escono barattando qualche retroscena imbarazzante, che lo Stato conosce benissimo e vuol tenere coperto. L’unico a scontare fino in fondo l’ergastolo come Cagliostro alla rocca di San Leo, è il bandito della Comasina. Vallanzasca è stato un killer spietato e se la dovrà vedere col suo Dio; altri non sono stati meno assassini di lui, ma le motivazioni ideologiche sono loro valse un incredibile salvacondotto morale fondato sulla reciproca omertà, quella loro e l’altra dello Stato. Nessuno tocchi Caino, basta che abbia fratelli in politica.

Fonte e diritti articolo

Per rimuovere questa notizia puoi contattarci sulla pagina Facebook GRAZIE!.

Notizie H24! Il portale gratuito di tutte le attuali notizie e curiosità in tempo reale. Nel sito puoi trovare le notizie verificate e aggiornate h24 provenienti da siti autorevoli.
Tramite un processo autonomo vengono pubblicati tutti gli articoli di oggi da fonti attendibili (Quindi non fake news) così da poter cercare in modo facile ogni notizia che più ti interessa.
Non ci assumiamo nessuna responsabilità sui diritti e dei contenuti pubblicati, il sito Notizie H24 è solo a scopo informativo. Seguire la fonte dell’articolo per avere maggiori informazioni sulla provenienza e per leggere il resto delle notizie.

Vuoi rimanere sempre aggiornato su tutte le notizie di oggi e domani che vengono pubblicate?
Seguici tramite i nostri Social Network:
Piattaforma di Google News
Facebook

Enable referrer and click cookie to search for pro webber