Sesso, vino e aragoste in cambio di voti e lavoro in Puglia: arrestato l’ex senatore Ruggeri

Salvatore “Totò” Ruggeri, ex senatore dal 2006 al 2008 con l’Udc ed ex assessore al welfare della regione Puglia, è al centro di un’inchiesta della procura di Lecce, che coinvolge in tutto 21 persone. La stessa sorte è toccata ad altri 3 esponenti regionali. Le ipotesi di reato che riguardano a diverso titolo gli indagati sono corruzionetraffico di influenze e falso ideologico commesso da pubblico ufficiale in atti pubblici. Ruggeri ha anche fatto parte della Commissione parlamentare d’inchiesta sulla mafia.

La compravendita di voti

I fatti che risalirebbero al periodo tra il 2019 e il 2021. Da quanto emerge, Ruggeri avrebbe pagato 16 mila euro a due procacciatori di voti nelle città di Aradeo (Lecco) e Gallipoli (Lecce), in modo da favorire la vittoria di un posto a consigliere regionale dell’attuale sindaco di Scorrano (Lecce) Mario Pendinelli alle elezioni del 2020. Tra le promesse dello scambio anche posti di lavoro, riporta la Repubblica.

Vino e aragoste in cambio di favori

Ruggeri avrebbe anche ricevuto del pesce in cambio del suo impegno a rinnovare il contratto di Francesca Marzano a capo del consorzio di bonifica dell’Arneo, una zona della costa ionica meridionale della Puglia. Il padre di Francesca, Luigi, avrebbe donato a Ruggeri aragoste, mitili, e casse di Franciacorta Berlucchi, oltre a orate, triglie, aragoste, dentici e gamberoni. «Tua figlia sta in una botte di ferro» avrebbe detto Ruggeri a Marzano, che gli avrebbe risposto: «Una statua io ti devo fare». Ruggeri avrebbe anche facilitato l’assunzione in concorso di un geometra suo compagno dell’Udc, sebbene al colloquio il candidato non avesse proferito parola.

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Sesso in cambio del posto fisso

Ruggeri è anche accusato di aver chiesto e ottenuto prestazioni sessuali da una lavoratrice precaria di un distretto sanitario in cambio dell’esercizio nella sua influenza nell’agevolazione di un posto di lavoro fisso alla donna.

L’inchiesta

Nell’inchiesta sono state disposte misure cautelari per 11 persone, e altre 10 risultano indagate. Tre le misure anche gli arresti domiciliari per Antonio Renna, sub commissario straordinario del Consorzio di Bonifica dell’Arneo, per il consigliere regionale Mario Romano, il vicepresidente della provincia di Lecce Massimiliano Romano e del responsabile del settore tecnico del comune di Otranto Emanuele Maggiulli.

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