Sfera Ebbasta l’eroe di “Ciny”


Egregio sindaco Giacomo Ghilardi di Cinisello Balsamo, ho appreso della sua iniziativa di dedicare una piazza del suo comune al trapper Sfera Ebbasta, all’anagrafe Gionata Boschetti e ne ho letto la motivazione: “È un riconoscimento per un artista che, indipendentemente dai gusti musicali di ciascuno di noi, ha indiscutibilmente raggiunto una serie di traguardi importanti ed è diventato famoso in tutto il mondo partendo proprio dalla valorizzazione delle sue origini. Traguardi che, uniti ad un impegno civico e sociale verso i giovani e la nostra città, non potevamo non riconoscere e premiare.”

Lei sa benissimo qual è il contenuto dei testi delle canzoni di Sfera Ebbasta, ne conosce la portata violenta, misogina, antipedagogica, ma sorvola e dichiara; “quello che Sfera dice ai giovani è che con la costanza, la passione, l’impegno, il RISPETTO PER LE PERSONE e per il bene comune, si possono realizzare i propri sogni senza rinnegare chi sei”. Appare evidente che di fronte al successo, tutto il resto perde di valore e di significato, basta essere “conosciuti”.

In effetti il  nome di Sfera Ebbasta è famoso anche per quella strage nella discoteca di Corinaldo, dove era atteso la sera dell’8 dicembre del 2018 alle 22, in cui sei persone persero la vita e 59 rimasero ferite. Le dico una cosa: a parte le varie concause di quell’orribile evento, se Gionata conoscesse il RISPETTO per le persone, per quel pubblico di ragazzini e genitori che avevano acquistato un biglietto per 30 euro, quella sera sarebbe arrivato in orario o, come a volte accade nel caso di grandi “star”, con un po’ di ritardo. Ma alle 24 cantava a Rimini, a 100 km di distanza, sapendo di non poter essere presente a quell’appuntamento. Alla discoteca “Lanterna blu” di Corinaldo non arrivò mai, lo avvisarono della strage mentre era in auto, all’ora in cui quelli che lo aspettavano in discoteca erano ormai morti. Ha pensato, signor sindaco, di invitare alla bella cerimonia quei genitori che lì hanno perso i figli? 

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Passione, impegno, rispetto per le persone”… Le riporto qualche frase e parola contenuta nei testi di Sfera sul mondo femminile: puttane, luride, troie, porche, puttane da backstage, scorcia-troie. Testi che conosce e forse canticchia anche lei, in nome del rispetto per le donne. Le consiglio di andarsi a leggere tutti quei testi, e non sono pochi, in cui il trapper inneggia alle droghe e al denaro inteso come valore essenziale a cui ambire, essendone divenuto lui stesso l’ostentazione patetica con i suoi denti d’oro, i gadgets, le auto di lusso, gli orologi, i capi firmati, le orrende pellicce rosa e le” puttane da scopare” come contorno. Ecco cosa dice ai giovani. Ecco l’impegno civico.

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Se non ricordo male il leader del suo partito, Matteo Salvini, era stato uno dei primi ad aver preso una posizione chiara sulla pericolosità di certi messaggi diseducativi espressi anche da questo trapper, tanto più in quanto rivolti a una generazione di giovanissimi (Lei forse appartiene ad un’ala dissidente che reputa quei messaggi frutto dell’ispirazione poetica).

Sfera può continuare a fare quello che fa, e lei può sicuramente continuare ad ascoltarlo coltivando in privato la sua passione, ma ricordi che l’intitolazione di una piazza è un atto politico. Vada a farsi una passeggiata tra i ragazzi volontari, quelli che si sacrificano, che fanno dei lavori onesti e mal retribuiti, che suonano – a volte benissimo – nei pub per un cachet ridicolo, che non inneggiano alla droga e trattano le donne e le persone con rispetto. Ce ne sono anche lì, a “Ciny”. Non sono famosi come Sfera, ma sono la vostra eccellenza, sono quelli su cui investire, di cui essere orgogliosi e che meritano di avere un futuro anche senza piazza o strade con il loro nome. Tra l’altro, finché qualcuno è in vita non gli si può intitolare, neppur momentaneamente, alcuna piazza o via (come sindaco dovrebbe saperlo). La legge 1188 sulla toponomastica stradale dice che “Nessuna strada o piazza pubblica può essere denominata a persone che non siano decedute da almeno dieci anni (…) è in facoltà del Ministero dell’Interno di consentire la deroga alla disposizione in casi eccezionali, quando si tratti di persone che abbiano benemeritato dalla Nazione”. Oltre che di cattivo gusto, la sua iniziativa è anche di cattivo augurio.

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I miei  rispetti

Grazia Di Michele

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