Sgravi per assunzioni: come funzionano?

Le percentuali di decontribuzione stabilite per aumentare l’organico con lavoratori appartenenti a categorie svantaggiate. Ecco l’elenco.

Prima le varie crisi economiche e poi la pandemia hanno inceppato il meccanismo che consentiva una volta di trovare ed assumere personale nelle imprese. Quando gli ingranaggi erano ben oliati, rimpolpare gli organici delle aziende non presentava delle grosse difficoltà. Oggi che tutto sembra inceppato, prima di prendere una persona con un contratto degno di questo nome (cioè, possibilmente non in situazione di precariato ma in condizioni che permettano al lavoratore di pagare affitto, bollette e conto al supermercato) si fanno mille riflessioni. Uno dei modi per far girare di nuovo quegli ingranaggi che muovono il mercato del lavoro sono gli incentivi statali. Aiuti destinati alle imprese affinché ne facciano buon uso per favorire l’occupazione ed aumentare la produzione senza spremere il personale a disposizione. Ma gli sgravi per assunzioni, come funzionano?

In realtà, di incentivi ne esistono diversi, a seconda del tipo di assunzione o della tipologia di lavoratore interessato. Vediamo quali sono e come funzionano i più importanti.

Sgravi per le assunzioni: cosa sono?

Lo Stato concede alle imprese dei benefici normativi o economici affinché possano assumere del personale in modo più agevole determinate categorie di lavoratori, appartenenti perlopiù alle fasce maggiormente svantaggiate. In sostanza, i datori hanno un supporto fatto di aiuti pubblici per reggere il costo dei nuovi assunti. Un sostegno che nella maggior parte dei casi viene offerto attraverso la decontribuzione, cioè l’azzeramento o la riduzione dei contributi da versare all’Inps. Il che rappresenta un’importante riduzione del costo del lavoro.

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Gli sgravi per le assunzioni possono riguardare il personale assunto con contratto a tempo indeterminato o determinato oppure di apprendistato.

Sgravi per le assunzioni: quali sono?

Molti, dicevamo, gli sgravi per le assunzioni. Vediamoli di seguito in forma schematica.

Sgravi per assunzioni di giovani

Si tratta di uno sgravio contributivo del 100% per i datori di lavoro che assumono fino alla fine del 2022 dei giovani under 36 con contratto a tempo indeterminato. Significa che l’azienda non paga i contributi previdenziali per un periodo di tempo, esattamente per 36 mesi.

La decontribuzione è totale anche per:

  • aziende con un tavolo di confronto attivo per la gestione delle crisi aziendali (a prescindere dall’età del lavoratore);
  • piccole e medie imprese (non più di nove addetti) che assumono con contratto di apprendistato di primo livello;
  • lavoratori che costituiscono una società cooperativa (limite massimo dello sgravio pari a 6.000 euro).

Sgravi per assunzioni di donne

Si tratta di uno sgravio contributivo del 100% per l’assunzione di donne o la trasformazione del loro contratto da tempo determinato a tempo indeterminato fino alla fine del 2022.

Il limite massimo dello sgravo è di 6.000 euro.

L’agevolazione è riservata a tutti i datori di lavoro, anche non imprenditori, compresi gli agricoli. Restano fuori le pubbliche amministrazioni e le imprese finanziarie.

Sgravi per assunzioni al Sud

Si tratta di uno sgravio contributivo al 100% per 48 mesi destinato a chi assume nel settore privato fino alla fine del 2022 lavoratori under 36 in una sede o unità produttiva ubicata in:

  • Abruzzo;
  • Molise;
  • Campania;
  • Basilicata;
  • Sicilia;
  • Puglia;
  • Calabria;
  • Sardegna.
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Le assunzioni devono essere a tempo indeterminato e lo sgravio interviene anche sulla trasformazione dei contratti da tempo determinato a indeterminato. Requisito essenziale, oltre all’età e alla residenza, il fatto che il lavoratore oggetto dello sgravio non sia stato occupato a tempo indeterminato con lo stesso o con altro datore di lavoro nel corso dell’intera vita lavorativa.

La decontribuzione non interessa:

  • i contratti di apprendistato;
  • i contratti di lavoro domestico, sui quali già si applicano delle aliquote previdenziali in misura ridotta.

Sgravi per assunzioni di percettori Reddito di cittadinanza

Si tratta di uno sgravio contributivo del 100% per i datori che assumono i percettori del Reddito di cittadinanza.

L’importo massimo dello sgravio è di 780 euro al mese e la durata varia a seconda del periodo di fruizione del sussidio già goduto dal lavoratore.

Sgravi per assunzioni di studenti under 30

Oltre allo sgravio per l’assunzione di giovani under 36, ce n’è un altro per l’assunzione a tempo indeterminato full time o part time di chi non ha ancora compiuto i 30 anni e che, entro 6 mesi dall’acquisizione del titolo di studio, hanno svolto presso lo stesso datore attività di alternanza scuola/lavoro o periodi di apprendistato.

Lo sgravio al 100% ha una durata di 36 mesi con un limite massimo di 3.000 euro.

Sgravi per assunzioni di over 50

Si tratta di uno sgravio contributivo del 50% per chi assume lavoratori che abbiano già compiuto i 50 anni.

In base alla legge Fornero, lo sgravio interessa le assunzioni di chi, avendo compiuto i 50 anni, è disoccupato da almeno 12 mesi. Ma la legge di Bilancio 2021 ha allargato il beneficio al 100% per l’assunzione di donne over 50 disoccupate da almeno 12 mesi.

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L’importo massimo dello sgravio è di 6.000 euro annui.

Sgravi per le assunzioni di lavoratori disabili

Si tratta di sgravi riservati alle aziende che assumono lavoratori con disabilità o che trasformano il loro rapporto di lavoro da tempo determinato a tempo indeterminato, full time o part time.

Gli incentivi sono pari al:

  • 70% della retribuzione mensile lorda imponibile ai fini previdenziali se il lavoratore ha una riduzione della capacità lavorativa superiore al 79% o è affetto da disabilità intellettiva e psichica che comporti una riduzione superiore al 45%;
  • 35% della retribuzione mensile lorda imponibile ai fini previdenziali se il lavoratore ha una riduzione della capacità lavorativa compresa tra il 67% e il 79%.


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