Siccità in Emilia Romagna, Bonaccini pronto a chiedere lo stato di emergenza: “Situazione gravissima”

Foto Biasioli
Foto Biasioli

Un caldo torrido che ha fatto capolino ben prima dell’estate, con le altissime temperature previste anche per la settimana prossima, e una siccit senza soluzione di continuit hanno fatto scattare il campanello d’allarme. Tanto che l’Emilia-Romagna, per quel che concerne la drammatica situazione del fiume Po che versa in una crisi idrica mai vissuta nel corso degli ultimi 70 anni, presenter al Governo la richiesta di stato d’emergenza. La siccit ci preoccupa, e la Regione pronta a chiedere al Governo lo Stato di emergenza nazionale, ha spiegato Irene Priolo, assessora regionale all’Ambiente e protezione Civile dell’Emilia-Romagna, che per la giornata di marted 21 ha convocato un tavolo in cui oltre alla Regione, si siederanno protezione Civile, Arpae, gestori del settore idropotabile, Atersir (Agenzia territoriale dell’Emilia-Romagna per i servizi Idrici e rifiuti), Anbi (Associazione nazionale bonifiche irrigazioni miglioramenti fondiari), Consorzio Canale emiliano-romagnolo e Autorit di distretto del Po.


La situazione

Isole di sabbia dove teoricamente dovrebbe scorrere l’acqua, fili d’erba che fanno pensare a un’oasi, piuttosto che a un fiume: le regioni padane dell’asta del Po sono quelle maggiormente colpite dal clima desertico che da tempo sta attanagliando l’Italia. Oltre al disagio che riguarda l’acqua potabile, l’agricoltura il settore pi colpito: secondo la Cia (Confederazione italiana agricoltori) nella Pianura Padana ci sar una riduzione della produzione ortofrutticola tra il 30 e il 40%. E’ un passo necessario per fronteggiare una situazione complessa dal punto di vista ambientale, che ha preoccupanti ricadute sul fronte delle produzioni agricole, ma non solo. In queste ore – spiega l’assessore- stiamo gi lavorando per istruire la pratica, completa e approfondita, affinch sia accolta da Palazzo Chigi, continua Priolo che ha parlato col Capo della Protezione civile, Fabrizio Curcio, e che spiega come lo stesso Curcio, abbia immediatamente condiviso con noi la gravit della situazione. Si impegnato a portare la questione all’attenzione del Governo ed in particolare dei ministri competenti, ed gi al lavoro in queste ore.

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Emergenza idrica

Una condizione che non si registrava da 70 anni: temperature ben sopra la media stagionale, anche di quattro gradi, piogge scarsissime e neve sulle Alpi piemontesi e lombarde praticamente esaurita. Drammatiche le conseguenze, basti pensare che nel ferrarese, una sezione di chiusa di Pontelagoscuro ha toccato minimi mai registrati, con un -80% rispetto alla media del periodo di portata calcolata in metri cubi al secondo. L’emergenza idrica- prosegue Priolo- per ora coinvolge principalmente l’attivit irrigua del settore agricolo, comparto fondamentale per l’economia regionale, ma ci preoccupa anche il fronte idropotabile alla luce delle previsioni meteo delle prossime settimane. Anche le centrali idroelettriche potrebbero subire danni per la mancanza d’acqua e la difficolt di raffreddamento causata dalle alte temperature. E come se non bastasse, i livelli di cuneo salino, ovvero il sale che dal mare va verso il delta del fiume, sono saliti vertiginosamente. La stima di risalita aumentata rispetto il precedente Osservatorio sia in condizioni di alta che di bassa marea, con valori massimi di intrusione stimati rispettivamente di 15 e di 20 chilometri, andando a rappresentare cos una minaccia significativa, tra le altre cose, per la contaminazione delle falde.

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Pensate impatto economico

Siccit che sta creando enormi problemi ai raccolti dell’agricoltura. Tanta la preoccupazione espressa, gi nelle ore antecedenti alle parole di Priolo, dal sindaco di Ferrara, Alan Fabbri. La situazione per la nostra agricoltura drammatica- dice il primo cittadino- La siccit record e l’impatto economico della guerra stanno creando un mix di effetti negativi non pi sostenibili, dice Fabbri, unitosi anch’egli alla richiesta dello stato di calamit naturale per la siccit del Po. Occorre essere uniti per dare risposte immediate, sollecitando al governo azioni urgenti, soprattutto nell’area del bacino padano, dove concentrata vasta parte della produzione nazionale. La tendenza registrata soprattutto negli ultimi anni, e i cambiamenti climatici, ci impongono di trovare al pi presto una soluzione strutturale. La sfida – conclude – adesso, anche e soprattutto attingendo alle opportunit generate dal Pnrr. E nei giorni scorsi, alcuni scatti divulgati dal Consorzio di bonifica pianura di Ferrara, relativi alle zone di Pontelagoscuro e Francolini, nel Ferrarese, avevano testimoniato la criticit della situazione. Sempre meno acqua, sempre pi sabbia, istantanee che aprono a pi temi di riflessione.

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Spirito di sussidariet

Siamo appena all’inizio della stagione, con il livello del Po al minimo storico (quindi senza scorte), con il 25% di precipitazioni in meno rispetto alla media dell’ultimo ventennio, ha affermato Marco Piccinini, presidente dei frutticoltori di Confagricoltura Emilia. Basti pensare, come ha precisato Meuccio Berselli, segretario generale dell’Autorit distrettuale del Fiume Po, che in alcuni territori non piove da 110 giorni. Nemmeno le sporadiche precipitazioni della prima settimana di giugno hanno dunque portato a un momento di respiro. Essendo state per lo pi a carattere temporalesco, non hanno portato benefici e non sono state sufficienti a colmare il gap precipitativo – spiega Berselli- a breve potrebbero esserci notti tropicali, col rischio che tutti questi fattori possano incrementano il fabbisogno idrico delle colture nei campi e il fenomeno dell’evapotraspirazione che sta asciugando i suoli. E’ necessario quindi innescare uno spirito di sussidiariet tra i territori, per cui i prelievi idrici vanno controllati e verificati.

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18 giugno 2022 (modifica il 18 giugno 2022 | 18:13)

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