Sicilia: primarie, confronto candidati progressisti su antimafia

Redazione ANSA
PALERMO

(ANSA) – PALERMO, 10 LUG – I temi dell’antimafia,
anticorruzione e trasparenza nella pubblica amministrazione sono
stati al centro del confronto a villa Trabia, a Palermo, fra i
tre candidati alle primarie del fronte progressista per la
presidenza della Regione siciliana: Barbara Floridia (M5s),
Caterina Chinnici (Pd) e Claudio Fava (Centopassi).
   
“Sono temi che rientrato nel concetto più ampio di legalità – ha
detto l’europarlamentare Chinnici – Mi piace ricordare che
nell’ambito del mio precedente impegno come assessore regionale,
sono stata l’autrice di una norma importante proprio
sull’anticorruzione e la trasparenza, approvata all’unanimità,
ma finora rimasta inattuata”.
   
Finora, sono circa 14 mila le registrazioni alla piattaforma
informatica per partecipare alle primarie online (ci saranno
anche oltre 30 gazebo per votare fisicamente). Le iscrizioni si
chiuderanno il 21 luglio, mentre il 23 si voterà.
   
L’arrivo dei fondi del Pnrr spinge a creare presidi
sull’anticorruzione e sulla trasparenze, con il ruolo di
sentinelle per fronteggiare le possibili infiltrazione della
criminalità organizzata. “La lotta alla corruzione sia
fondamentale – ha detto Claudio Fava – perché sottrae 4
miliardi all’economia reale. Uno degli strumenti importante è il
tracciamento trasparente in forma telematica delle pratiche
sugli appalti. Questo evita il contatto fisico tra imprenditori
e pubblica amministrazione. Oltre a considerare la corruzione
come un tema da cui guardarsi – ha concluso Fava – occorre
mettere in campo una capacità di intervento per contrastarla,
che finora non c’è stato”.
   
Per la deputata Floridia “dagli approfondimenti fatti da
commissioni antimafia vengono sempre evidenziate le stesse
criticità. Se delle leggi sono state fatte e non riusciamo ad
applicarle, o mancano, cosa possiamo fare? Trovare leggi che
vanno a risolvere problemi – continua – La mia esperienza
riguarda il reddito di cittadinanza, che toglie manovalanza alla
mafia. Ecco, servono misure economico sociali che vanno a
proteggere e liberare i cittadini e riprendere la legge sulla
trasparenza, inoltre i giornalisti devono assistere alla sedute
d’aula del Parlamento siciliano. La stampa deve avere postazioni
fisse dentro sala d’Ercole”. (ANSA).
   

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