Sindrome da tunnel carpale: assegno mensile e punti di invalidità Inail per malattia professionale

La sindrome del tunnel carpale è una malattia professionale: per questo motivo un lavoratore che ne è affetto può avere diritto all’indennizzo INAIL.

Si tratta di un disturbo da compressione nervosa che causa dolore, intorpidimento, formicolio a polso, dita e mano. 

sindrome tunnel carpale
Foto Canva

I sintomi peggiorano con il tempo e i dolori possono diventare acuti soprattutto durante la notte. Nei casi più gravi, si può arrivare anche a un deficit motorio. A soffrirne sono soprattutto le persone che svolgono un lavoro manuale ripetitivo, come usare il computer per molte ore al giorno, oppure apparecchi vibranti (ad esempio un martello pneumatico).

Per questi motivi la sindrome del tunnel carpale è stata inclusa nell’elenco delle patologie professionali approvate con il decreto ministeriale del 9 aprile 2008. 

Sindrome del tunnel carpale come malattia professionale: i quesiti

Due nostri lettori hanno inviato dei quesiti relativi alla sindrome del tunnel carpale e alla possibilità di richiedere un indennizzo.

“Buonasera, mi è stata appena diagnosticata la malattia del tunnel carpale. Ho lavorato come contabile per 10 anni in una azienda e ad oggi non presto più servizio presso di loro. Posso chiedere un risarcimento/indennizzo tramite loro? Poi credo di avere anche i requisiti per richiedere la 104, è corretto? A chi rivolgermi? Grazie mille.”

“Buonasera, mi chiamo Riccardo e volevo sapere se essendo collaboratore familiare ho anch’io diritto ad un indennizzo per tunnel carpale. Ho già fatto il destro ma a breve dovrò fare anche il sinistro, grazie in anticipo. Cordiali saluti.”

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La descrizione dell’INAIL

Secondo la tabella INAIL, la sindrome del tunnel carpale è da imputare a “lavorazioni svolte, in modo non occasionale, che comportano movimenti ripetuti o prolungati del polso o di prensione della mano, mantenimento di posture incongrue, compressione prolungata o impatti ripetuti sulla regione del carpo.” Il periodo massimo di indennizzabilità dalla cessazione della lavorazione è pari a due anni

Il lavoratore affetto da questa sindrome, diagnosticata dal medico curante o da uno specialista, deve inoltrare denuncia di malattia entro 15 giorni al proprio datore di lavoro, pena la decadenza del diritto a richiedere un indennizzo per il periodo antecedente la denuncia. Una volta ricevuta la notifica, il datore di lavoro ha cinque giorni di tempo per inoltrarla all’INAIL, che procederà con tutte le verifiche del caso. Se la malattia professionale riconosciuta ha causato astensione dalla propria occupazione, verrà indennizzata a decorrere dal giorno di denuncia all’INAIL. Nel caso in cui il lavoratore non dovesse più prestare attività lavorativa, può presentare la denuncia direttamente all’istituto.

Punti di invalidità e indennizzo

Sarà l’INAIL a pronunciarsi sul riconoscimento della malattia professionale, assegnando punti di invalidità e indennizzo. In particolare, quest’ultimo viene liquidato dall’ente una tantum per gradi di invalidità permanente compresi tra 6 e 15%. Al di sotto del 6% non è invece previsto.

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Per la sindrome del tunnel carpale, la tabella INAIL indica un punteggio da danno biologico fino a 7 punti percentuali. Nel caso in cui al lavoratore non spetti alcun indennizzo, può comunque chiedere al proprio datore di lavoro, in sede civile, la differenza tra il danno che ha subito e quello riconosciuto dall’Istituto. Ossia il risarcimento del danno differenziale.

Sindrome tunnel carpale: cosa fare?

In merito al primo quesito arrivato in redazione, il lavoratore può rivolgersi direttamente all’INAIL per il riconoscimento della malattia professionale. Per ottenere la 104, è necessario che la disabilità venga riconosciuta dall’apposita commissione medica. La “minorazione fisica, psichica o sensoriale, stabilizzata o progressiva” deve essere tale da causare “difficoltà di apprendimento, di relazione o di integrazione lavorativa e tale da determinare un processo di svantaggio sociale o di emarginazione.” Oppure abbia dato origine a ‘una situazione di gravità’ se si necessita di assistenza continua. Consigliamo quindi di rivolgersi a un patronato o a un esperto del settore per una valutazione complessiva della situazione.

Per quanto riguarda il quesito del signor Riccardo, suggeriamo di avviare la procedura presso il proprio datore di lavoro per richiedere all’INAIL di riconoscere la malattia professionale e di conseguenza l’eventuale indennizzo.

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