Smart working semplificato, le novità da settembre: cosa cambia con il Decreto Aiuti bis

Smart working semplificato avrà sicuramente una proroga che andrà oltre il 31 agosto ma ci saranno anche delle novità che saranno annunciate con decreto ministeriale. Attese notizie più approfondite ed ufficiali nelle prossime settimane.

Smart working semplificato, le novità da settembre: cosa cambia con il Decreto Aiuti bis

Smart working semplificato, le novità da settembre

Fino al 31 agosto, le aziende possono utilizzare lo smart working in modalità semplificata, inviando una semplice comunicazione al Ministero e senza che sia stato preventivamente siglato un accordo individuale. Da settembre le nuove disposizioni non vedranno più  l’obbligo di trasmettere l’accordo individuale al Ministero, sostituendo l’intera procedura con la sopra citata comunicazione.

La modifica introdotta con il DL Semplificazioni prevede sostanzialmente che vada a regime questa procedura snella, come spiegato dallo stesso Ministro Andrea Orlando: “più semplici gli obblighi di comunicazione relativi al lavoro agile anche alla luce dell’esperienza maturata durante la pandemia”.  In pratica, diventa: “strutturale una procedura già ampiamente sperimentata nel periodo emergenziale, in considerazione di un sempre maggiore utilizzo di questa modalità di svolgimento del lavoro”.

Cosa cambia con il Decreto Aiuti bis

Ci sono cambiamenti con il decreto Aiuti bis che prevede la proroga del diritto al lavoro agile per determinate categorie di lavoratori, come i fragili o i genitori di figli fino a 14 anni, scaduta lo scorso 31 luglio. Infatti, è prevista un proroga retroattiva oppure di una sorta di rinnovo dell’agevolazione, valida per i dipendenti del settore privato con figli fino a 14 anni purché l’altro genitore non sia in cassa integrazione o senza lavoro.

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Su 8 milioni di potenziali smart worker italiani (tra 6,4 milioni di smart worker “estensivi”, in grado di compiere a distanza tutte le attività, e 1,6 milioni “ibridi”), solo un terzo oggi lavora da remoto per almeno un giorno a settimana. È quanto emerge dall’indagine di Randstad Research, realizzata elaborando i dati Istat ed Eurostat sul lavoro da casa negli anni di pandemia.

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