Sono sempre di più i giovani trapanesi che non hanno un lavoro e nemmeno lo cercano

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In provincia di Trapani sono sempre di più i giovani inattivi, cioè coloro che non fanno parte della forza lavoro poiché non solo non sono occupati ma un lavoro non lo cercano proprio.

Secondo i numeri Istat, nel 2021 gli inattivi nella fascia di età tra i 18 e i 29 anni sono il 62,6 per cento (52,3 maschi; 74,6 femmine), nell’anno precedente 56,8 per cento (44,2 maschi, 69,2 femmine).

“Costruire la cultura del lavoro legale, sicuro e di qualità a partire dalla scuola in modo che i giovani possano ambire a un lavoro dignitoso, dove non la faccia da padrona l’incertezza per il futuro”. A lanciare la proposta alle scuole trapanesi è il segretario generale della Uil Trapani Tommaso Macaddino.

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“Qualsiasi lavoro, per definirsi tale, deve essere dignitoso. Il problema, contrariamente a quanto una fetta dell’opinione pubblica – e non solo – sostiene, non risiede solo nel reddito di cittadinanza, ma dall’incertezza del futuro, dal continuo somministrare contratti pirata, dalla precarietà sempre crescente. L’impatto che situazioni lavorative irrispettose e improponibili hanno su disoccupati e inoccupati porta a un allontanamento progressivo dal mondo del lavoro stesso”.

“Se confrontiamo tali numeri con quelli degli occupati nella stessa fascia d’età in provincia il dato diventa preoccupante. Nel 2020 gli occupati erano il 25,7 per cento, con un leggero aumento nel 2021 al 27,1 per cento. Ciò ci deve indurre a riflettere sul perché sia necessario costruire sin da subito nelle nuove generazioni una cultura del lavoro profonda, che domani possa essere strumento concreto nelle loro mani per combattere il precariato e lo sfruttamento, per permettere ai giovani e alle lavoratrici e ai lavoratori di non avere timori e di poter gettare basi solide su cui fondare le prospettive future. In questo contesto ritengo che vada valorizzato anche il polo universitario trapanese, la cui offerta didattica può essere ampliata con corsi di laurea legati alla specificità economiche e produttive del territorio”.

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E continua: “La Uil a livello nazionale, con il segretario Pier Paolo Bombardieri, ha lanciato diverse proposte nella direzione del contrasto al lavoro precario, come ad esempio la possibilità di limitare l’utilizzo dei contratti a tempo determinato per incentivare i contratti a tempo indeterminato, sul modello spagnolo. E poi ancora: rinnovare gli oltre 7 milioni di contratti di lavoro scaduti ed intervenire sul cuneo fiscale per abbassare il lordo in busta paga”.

“In considerazione di tutto ciò – conclude Macaddino – ritengo indispensabile che anche sul territorio trapanese si dia un contributo nella formazione dei lavoratori di domani. La Uil Trapani è disponibile sin da subito a fare la propria parte”.

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