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Spari e paura a Reggio Emilia, cinque feriti. Uno grave. Arrestato il colpevole: “Sono stati maleducati”

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BOLOGNA. La Polizia di Stato di Reggio Emilia ha arrestato per tentato omicidio plurimo e detenzione illegale di arma comune da sparo, l’uomo che ieri sera tardi ha esploso nove colpi di pistola  in pieno centro a Reggio Emilia all’indirizzo di un gruppo di giovani, di cui 5 sono rimasti feriti, uno in condizioni serie. “Sono stati maleducati” ha detto lo sparatore, ammettendo il fatto.

Tutto sembra essere nato da un litigio scoppiato in strada per motivi banali, avvenuto poco prima, tra un 43enne e un gruppo di giovani. Poi l’uomo, Gaetano Lombardi, residente a Reggio Emilia, che non conosceva le vittime prima di ieri sera, si sarebbe allontanato per poi ritornare e esplodere contro il gruppo nove colpi con una pistola Beretta calibro 6,35, risultata rubata in provincia di Reggio Calabria.

È stato arrestato per tentato omicidio plurimo e detenzione illegale di arma comune da sparo. Risulta avere precedenti per stalking. La squadra mobile guidata da Guglielmo Battisti, attraverso l’esame del sistema di videosorveglianza e l’ascolto dei testimoni presenti, alcuni dei quali hanno ripreso e fotografato le fasi della sparatoria, lo ha identificato e successivamente rintracciato. In una perquisizione in casa è stata trovata l’arma e sono stati sequestrati gli indumenti utilizzati al momento del fatto.

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Quando i poliziotti hanno trovato la pistola, nascosta in un vano sotto il battiscopa del lavello della cucina, ha detto: “Sono stati maleducati, forse ho un po’ esagerato”.  Lombardi, operaio nato ad Acerra (Napoli) e residente a Reggio Emilia, ha reagito così intorno alle 2 di notte di fronte alla squadra mobile di Reggio Emilia

Interrogato poi dai poliziotti e dal pm Laura Galli, alla presenza di un legale, ha ammesso i fatti. La lite con i giovani è avvenuta intorno alle 22.20 in strada, piazza dei Martiri, forse perché si sono toccati mentre camminavano e discutevano su chi avesse la precedenza per passare.

La pistola usata per sparare, quando li ha raggiunti in piazza del Monte, è una calibro 6,36, “una piccola pistola da killer”, l’ha definita il capo della squadra mobile Guglielmo Battisti, che dovrebbe essere utilizzata a brevi distanze. Il bersaglio principale era il 20enne, finito in prognosi riservata, ma non in pericolo di vita. Tra i feriti anche due minorenni.

Si tratta di tre italiani di origine magrebina e due marocchini.

Diverse persone hanno assistito alla sparatoria e sui social girano anche foto e video di quanto successo intorno alle 23.30 di ieri sera, un episodio che ha spaventato i presenti. Si vede una persona che si avvicina agli altri, che fuggono improvvisamente. Uno di questi cade mentre scappa.

L’aggressore è fuggito tra la folla spaventata, che ha cominciato a scappare in ogni direzione, facendo perdere le proprie tracce. Sul posto è arrivato anche il sindaco Luca Vecchi.

“Inammissibile un episodio del genere e che un giovane esca armato. Questa non è una città violenta”. Lo ha detto ai cronisti il sindaco di Reggio Emilia, Luca Vecchi, arrivato sul luogo della sparatoria nel centro storico, dove tre giovani sono rimasti feriti.

“Il comandante della Polizia Locale, Stefano Poma – ha raccontato Vecchi su Facebook – mi ha allertato perché sono stati esplosi alcuni colpi di arma da fuoco in Piazza del Monte. Sono accorso subito sul luogo insieme alle forze dell’ordine e ai soccorritori. Le indagini sono in corso e sapremo nelle prossime ore più dettagli, rispetto ai quali in questa fase è d’obbligo l’assoluta cautela. È comunque un fatto molto grave che non può accadere nella nostra città. Mi auguro che i responsabili vengano individuati quanto prima e puniti con severità, perché fatti come questo non devono accadere e vanno necessariamente stroncati”.



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