Spostamenti tra Regioni – Cos’è e come ottenere il ‘certificato verde’

Tutti, è inutile negarlo, attendono con ansia il 26 aprile, quando sarà possibile circolare anche tra le Regioni.

Libera circolazione per coloro che si spostano all’interno delle Regioni colorate in ‘giallo’. Per coloro che, invece, vorranno transitare in una provincia collocata in zona rossa o arancione o provengono da una di queste zone sarà necessario avere a disposizione il ‘certificato verde’.

L’approvazione definitiva del testo che lo prevede dovrebbe avvenire nella giornata di mercoledi 21 aprile. 

Si tratta di un pass per gli spostamenti che può certificare tre diverse situazioni:

– avvenuta vaccinazione anti Covid-19 alla fine del prescritto ciclo;

– avvenuta guarigione da Covid-19, con cessazione del periodo di isolamento secondo le disposizioni del Ministero della Salute;

– effettuazione di un test antigenico rapido o di un test molecolare con esito negativo

Il certificato verde potrà essere rilasciato in formato cartaceo o digitale dopo la somministrazione della prima dose di vaccino e verrà compilato dalla struttura dove è stato effettuato il vaccino (che indicherà quante dosi sono state fatte).

Per le persone guarite da Covid-19 il certificato verrà rilasciato dalla struttura presso la quale il paziente era ricoverato, dai medici di base o dai pediatri. 

Per coloro che effettuano il test molecolare o rapido il certificato viene rilasciato dalla struttura sanitaria pubblica o privata che fa il test o anche dalla farmacia presso la quale è stato acquistato il tampone (ma anche dai medici di base e dai pediatri).

In tutti i casi il certificato ha una validità di 6 mesi.

Chiaramente saranno previste delle sanzioni nei confronti di coloro che manometteranno o effettueranno delle alterazioni a questo certificato, sanzioni che potrebbero arrivare a prevedere pure la carcerazione.

Quindi, salvo che non costituisca un diverso reato, si verrà puniti ai sensi dell’art. 650 del codice penale, che prevede “Chiunque non osserva un provvedimento legalmente dato dall’Autorità per ragione di giustizia o di sicurezza pubblica, o d’ordine pubblico o d’igiene, è punito, se il fatto non costituisce un più grave reato [337, 338, 389, 509], con l’arresto fino a tre mesi o con l’ammenda fino a euro 206,00“.

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