Spunta l’assegno 350 dai Comuni e non tutti lo sanno! A chi

Si tratta a tutti gli effetti di un contributo erogato direttamente da parte dell’Inps. in realtà però è il proprio comune di appartenenza a gestire le erogazioni.

In cosa consiste questo assegno 350€ messo a disposizione dall’amministrazione locale? In sostanza, si tratta di un sussidio che viene concesso alle neo mamme, ovviamente nel rispetto di alcuni requisiti specifici. Tra i principali richiesti, troviamo il reddito basso Isee e il fatto di aver appena dato alla luce un bambino.

Accendiamo i riflettori su questo assegno di maternità, dal momento che spesso si tratta di un contributo di cui le neo mamme non sono al corrente e che scoprono solo più in là nel tempo, quando il bambino è già cresciuto e quindi scadono i termini per poter richiedere il bonus.

Ecco qui di seguito tutte le informazioni principali al riguardo, con la specifica dei requisiti e le modalità secondo le quali inviare la propria richiesta. 

Assegno 350€ di maternità per il 2022: a chi spetta

Prevista anche per l’anno in corso dalla Legge di Bilancio, l’assegno è a oggi attivo per tutte le ragazze madri ma non solo. Infatti, per quanto si rivolga a donne sole e disoccupate, si può concedere anche alle neo mamme che, pur essendo in coppia con il loro partner, sono però rimaste senza occupazione e hanno messo al mondo un figlio, in ristrettezze economiche. 

Gli esempi sono tanti. Si va dalla ragazza madre che ha perso il lavoro alle studentesse rimaste incinte lungo il percorso di studi ma che non hanno mai lavorato. In tanti altri casi, si tratta di neo mamme disoccupate ma che non hanno alle spalle i contributi necessari per poter accedere ad altri sussidi statali.

In linea di massima dunque, la logica del provvedimento mira a sostenere chi è rimasta da sola con un bambino appena nato ma è possibile inviare la richiesta anche per chi ha un partner, ma è senza lavoro e con un Isee basso.  

Ecco nello specifico come ottenere l’assegno 350€ comunale per il 2022.

Assegno 350€ di maternità dal Comune: i requisiti

In realtà, per quanto si tratti di un bonus concepito per le mamme single, abbiamo visto che, in alcuni casi, anche chi è in coppia può ottenerlo, seppur nel rispetto di determinati requisiti. Ma non solo. Può beneficiare del sostegno economico anche chi lavora in maniera precaria. 

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La condizione di base, a questo punto, è che

Il trattamento economico di cui si beneficia risulti essere di importo inferiore rispetto a quello dell’assegno di maternità.

Considerando che il sussidio ammonta a circa 350€ al mese, questo deve essere il punto di riferimento da tenere in considerazione, per ciò che riguarda la retribuzione.

Altro requisito da rispettare è che, nel momento in cui si richiede tale

trattamento economico per la maternità, la donna in questione non deve beneficiare né di ulteriori indennità (come ad esempio Naspi e Dis-coll) né altri trattamenti economici a carico dei datori di lavoro privati o pubblici.

Per quanto riguarda invece la condizione reddituale, entro la quale rientrare, al fine di presentare la propria domanda, il limite ISEE da rispettare è pari a 17.747,58 euro.

Assegno di maternità 350€: quando richiederlo

È importante prestare attenzione alle tempistiche da rispettare, per poter avanzare la propria richiesta. Infatti, lo Stato prevede che l’assegno di maternità da 350€ mensili si possa richiedere al massimo entro i sei mesi successivi alla nascita del piccolo.

Il beneficio è valido non solo per i figli naturali. Infatti, anche chi ha deciso di adottare un bambino oppure lo prende in pre-affidamento, può richiedere il contributo. In questi casi però, è possibile richiedere l’assegno fino ai sei anni di età dei figli.

L’aggiornamento importante da sottolineare è che questo assegno 350€ è compatibile anche con l’assegno unico e universale per figli minori, introdotto a partire dal mese di marzo 2022.

Considerando il contributo mensile dellassegno Inps al di sotto dei 15 mila euro, pari a 175€, sommandolo all’assegno di maternità, si ottiene un importo di 530€ circa mensili.

Tutte coloro che ne hanno diritto dunque, possono presentare la propria domanda, entro il 31 dicembre 2022, data entro la quale l’agevolazione risulta ancora valida, ma sempre e comunque senza oltrepassare il limite massimo dei sei mesi di vita del bambino. 

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Quanti sono i soldi della maternità?

Veniamo alla parte pratica dell’articolo, illustrando quali sono gli importi previsti dall’assegno di maternità per mamme single o a basso reddito.

Innanzitutto, è importante specificare che l’importo non è sempre uguale a se stesso, nel tempo. Infatti, ogni anno è l’Istat che si occupa di rivalutare le somme erogate, in base all’inflazione.

Per ciò che concerne l’anno 2022, la variazione dell’indice ISTAT dei prezzi al consumo è pari all’1,9%.

Dunque, in riferimento all’anno in corso, e alla misura attiva fino al 31 dicembre, la somma mensile che spetta alle neo mamme rispondenti ai requisiti richiesti è, per la precisione, di 354,73 euro.

Calcolando che il Comune, tramite l’Inps, eroga il sussidio per un arco temporale di cinque mensilità, allora l’importo totale a cui si ha diritto ammonta a 1.7773,65 euro.

Come già sottolineato, a questa somma si deve aggiungere anche l’importo dell’assegno unico e universale per i figli minori, pari a 175€ al mese, con Isee inferiore a 15.000€ e a circa 150€, se invece si tiene conto dell’Isee massimo previsto per l’assegno di maternità comunale, che ammonta a 17.747,58 euro.

Assegno 350€ di maternità 2022: come fare richiesta

Nel corso dell’articolo, abbiamo dunque presentato un contributo di cui l’importanza è rilevante, come è evidente, ma che purtroppo non tutte le donne conoscono.

Spesso infatti, se ne viene a conoscenza quando il bambino è ormai cresciuto e non ci sono più gli estremi per poter presentare la propria domanda.

E invece, è bene presentarsi direttamente allo sportello dell’ufficio di competenza, del proprio Comune, per richiedere informazioni nonché il modulo da compilare, per ottenere l’agevolazione.

Come già sottolineato, l’ente che si occupa dell’erogazione della somma di denaro è l’Inps ma la gestione avviene a livello municipale.

È bene  munirsi di attestazione Isee da allegare alla pratica, in corso di validità e aggiornato al 2022, quindi relativo ai redditi prodotti o percepiti nel 2020. Nel caso in cui però, il reddito del 2021 risulti inferiore di almeno il 30%, rispetto a quello dell’anno precedente, è bene sapere che si può richiedere l’Isee corrente, che risulterà quindi inevitabilmente più basso di quello ordinario.

È importante anche tenere in conto il fatto che, per lavorare la pratica, in media c’è bisogno di almeno una trentina di giorni. Solo al termine di tale tempistica allora l’Inps provvederà a iniziare con i bonifici diretti sul conto. 

Sapere dell’esistenza di questo bonus è di grande aiuto per tutte le mamme disoccupate o single con Isee basso, che difficilmente riuscirebbero a trovare nell’immediato un’entrata per il sostentamento del loro bambino.

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In realtà, si tratta di un sussidio che esiste già da un po’ e, prima dell’entrata in vigore dell’assegno unico e universale, spettava a chi non aveva diritto agli assegni familiari, quindi né lavoratori dipendenti pubblici né privati.

Con tutte le carte in regola per presentare la domanda, per verificare che sia stata accolta, è sufficiente verificare il corso dell’istruttoria anche in autonomia, direttamente sul portale dell’Inps e accedendo con le credenziali relative allo Spid o alla carta di identità elettronica CIE.

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