Stmicro investe 700 milioni a Catania per un nuovo impianto di semiconduttori- Corriere.it

Pi grande, pi potente. Stmicroelectronics allarga il sito di Catania con un nuovo impianto per la produzione di fette di carburo di silicio che servir a sostenere la domanda delle grandi aziende al lavoro sulla transizione elettrica con applicazioni industriali e automotive. E a ridurre la dipendenza dell’Europa dai fornitori asiatici come vuole l’European Chips Act (nel 2021 l’industria globale ha consegnato la cifra record di 1,15 trilioni di unit di semiconduttori, la Cina a far la parte del leone tra i consumatori, fonte: Semiconductor Industry Association). L’investimento ammonta a 730 milioni di euro su un arco di cinque anni, lo Stato italiano lo supporter con 292 milioni di euro attinti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e autorizzati oggi, mercoled 5 ottobre, dalla Commissione Europea. La produzione della nuova fabbrica comincer l’anno prossimo e andr a regime nel 2026 dando lavoro a 700 persone che si aggiungeranno alle 4.700 gi presenti nel sito siciliano. Intanto si aspetta la mossa di Intel sull’Italia che sta decidendo dove allocare il nuovo sito, in vantaggio per ora il Veneto .

Aumentare i volumi

ST sta trasformando le sue attivit produttive globali, con una capacit addizionale nella produzione a 300 mm e una forte focalizzazione sui semiconduttori a larga banda interdetta, a sostegno della sua ambizione di raggiungere i 20 e oltre miliardi di dollari di ricavi. Stiamo ampliando le nostre attivit operative a Catania, il centro delle nostre competenze nei semiconduttori di potenza e dove abbiamo gi integrato attivit di ricerca, sviluppo e produzione per il SiC in stretta collaborazione con istituti di ricerca italiani, universit e fornitori, ha spiegato Jean-Marc Chery, president & chief executive officer di STMicroelectronics. Questo nuovo impianto sar fondamentale per la nostra integrazione verticale nel SiC, ampliando la nostra fornitura di substrati in SiC in una fase in cui aumenteremo ulteriormente i volumi per sostenere la transizione da parte dei nostri clienti dei settori automotive e industriale verso l’elettrificazione e maggiore efficienza.

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Meno dipendenza dai fornitori

Nel futuro stabilimento verranno costruite le fette di carburo di silicio, un nuovo materiale allo studio di StMicroelectronics dal 1996, che attualmente il big italo-francese compra da fornitori giapponesi e americani. A Catania verr implementato il know how su questo specifico prodotto portato in azienda con l’acquisizione della svedese Norstel e da cui si parte per realizzare nel prossimo futuro una fetta da 200 millimetri: con queste dimensioni si potranno produrre pi chip e a un costo minore. Entro il 2024 l’approvvigionamento esterno di substrati in SiC sar bilanciato dal 40% interno. Si tratta di un composto che consente al chip di limitare del 20% il consumo di energia quando viene usato ad esempio nell’installazione di batterie e di colonnine di ricarica per auto elettriche e di pannelli fotovoltaici. Il mercato globale dei semiconduttori vale attualmente pi di 500 miliardi di euro e si prevede che raddoppier entro il 2030. L’Europa rappresenta circa il 10% della capacit produttiva mondiale, in forte calo rispetto ai decenni precedenti (24% nel 2000 e 44% nel 1990): operazioni come quella di Catania vanno nella direzione di invertire questa tendenza e di fronteggiare la crisi degli approvvigionamenti. Il potenziamento siciliano l’ulteriore prova che il dualismo italo-francese, ma a guida transalpina, in Stmicroelectronics funziona, come dimostra anche l’allargamento della fabbrica di Agrate dove lavorano oltre 5.000 persone.

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Il plauso di Giorgetti

Per altro il gruppo (7,38 miliardi di dollari di ricavi nel primo semestre, utile netto a 1,61 miliardi di dollari) aveva ottenuto l’apertura di una linea di credito da 600 milioni di euro dalla Bei, ancora non utilizzati. Il via libera europeo al potenziamento della Stm di Catania una bellissima notizia, afferma il ministro dello Sviluppo Economico Giancarlo Giorgetti. Come Mise – prosegue Giorgetti – abbiamo seguito con attenzione e massima discrezione il processo che va nella direzione auspicata dell’indipendenza italiana ed europea nel settore della microelettronica, obiettivo a cui il Mise ha lavorato con altre iniziative, dall’IPCEI microelettronica 2, ai contratti di sviluppo e agli accordi di innovazione per il settore. Oggi vediamo i primi frutti di questo lavoro e sono contento che accada prima di lasciare questo appassionante ministero. un primo fondamentale passo verso un progetto, auspico, ancora pi grande e importante che ha la finalit di dare sovranit tecnologica all’Italia.

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