stretta di Biden agli scambi- Corriere.it

La guerra tecnologica tra Stati Uniti e Cina continua sul terreno, in particolare, dei semiconduttori. Il presidente americano Joe Biden ha annunciato nuove restrizioni sulla vendita di chip e apparecchiature di produzione a Pechino. Il Bureau of Industry and Security (Bis) statunitense , luned 10 ottobre, ha diffuso un documento che illustra l’ampia serie di controlli sulle esportazioni e come dovranno essere regolamentate da ora in avanti: saranno bloccate le spedizioni di un’ampia gamma di semiconduttori da utilizzare nei sistemi di supercalcolo cinesi che molti Stati in tutto il mondo utilizzano per sviluppare armi nucleari e altre tecnologie avanzate militari.

Stretta sulle esportazioni in Cina

Il Dipartimento del Commercio ha aggiunto 31 societ cinesi nella lista di quelle “non verificate”, cio di cui non si conoscono le finalit di impiego di chip o strumenti tecnologici. La mossa dell’amministrazione americana, quindi, punta a compromettere le capacit militari e tecnologiche di queste aziende, in modo particolare se hanno origine cinese. Queste misure potrebbero rappresentare per l’esportazione di innovazione il cambiamento pi significativo. Secondo gli analisti, se dovesse risultare efficace, la mossa potrebbe ostacolare l’industria cinese della produzione di chip e costringere societ statunitensi e non solo a interrompere il loro rapporto con alcune dei principali progettisti e fabbriche della Cina.

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Chiusura di ogni rapporto

Il divieto di esportazione a Pechino non riguarda, quindi, solo semiconduttori prodotti in Usa, ma anche quelli prodotti in altre parti del mondo se nel processo produttivo sono utilizzati macchinari americani. Le restrizioni proibiranno anche a qualunque cittadino o impresa americana di fornire supporto di qualsiasi genere ad aziende cinesi che si occupano della produzione di semiconduttori avanzati. L’unica eccezione ammessa dall’amministrazione Usa riguarda gli impianti in Cina che sono per di propriet di colossi americani o di altri Paesi che esportano ovunque tranne in Cina. il motivo per cui Apple ha deciso di spostare parte della produzione degli iPhone 14 in India, diversificando i rapporti con i propri fornitori allo scopo di allontanarsi da quelli cinesi. La multinazionale taiwanese Foxconn, produttrice di componenti elettrici ed elettronici e storica fornitrice di Apple, ha gi trovato il modo di spostarsi nella sua fabbrica di Chennai, a sud dell’India.

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Autoproduzione di chip

Questa nuova stretta arriva a seguito di una strategia gi ampiamente appoggiata da Biden: ad agosto ha approvato il Chips and Science Act, un pacchetto di incentivi da 280 miliardi di dollari per incoraggiare le aziende che scelgono di fabbricare chip a realizzare gli impianti manifatturieri negli Stati Uniti e per riportare la percentuale di ricerca e sviluppo ai tempi della corsa allo spazio. La stessa strada l’ha, poi, percorso l’Unione europea, che ha approvato il nuovo European Chips Act: un piano da 43 miliardi di euro in denaro pubblico e privato per spingere la sua produzione di semiconduttori, con l’obiettivo di passare dal 10% della quota di mercato mondiale di oggi al 20% entro il 2030.

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