Stufe a pellet e legna: multe in arrivo, alcuni aspetti che bisogna sapere per evitare inconvenienti

Sul tema stufe a pellet e legna, vi sono vari aspetti importanti da conoscere rispetto alla questione sanzioni e multe: i dettagli

Desta sempre grande attenzione il tema inerente stufe a pellet e legna, con tanti e diversi aspetti circa tale questione importanti da conoscere, anche in chiave sanzioni e multe, onde evitare di riceverle e dunque per evitarle.

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Informazione Oggi

Il periodo di crisi che si sta vivendo, l’aumento dei prezzi energetici e i vari fattori centrali in questo periodo storico hanno fatto si che in tanti dirigessero la propria attenzione verso le stufe a pellet oppure legna e relativo acquisto.

L’aumento del prezzo del gas ha portato molti ad optare per l’installazione di tali strumenti, in particolar modo nelle zone rurali. Sono in tanti ad aver spento i termosifoni e ad aver optato per il riscaldamento mediante stufe. E tra queste, alcune delle quali anche magari abbastanza datate.

La scelta di molti è andata in tale direzione in virtù della convenienza che si lega alle stufe a biomassa. Si pensi in tal senso a quelle a pellet, legna oppure cippato. I vantaggi dal punto di vista economico hanno interessato molti soggetti. Tuttavia, dall’altro lato, bisogna fare attenzione alla normativa.

Quest’ultima infatti va a porre vari limiti stingenti a proposito dell’uso di tali strumenti. Questi limiti si legano alla zona in cui si vive, così come rispetto alla qualità dell’aria e del tipo di stufa che si ha.

Normativa stufe a pellet e legna: alcuni aspetti da approfondire

Tema sempre di grande rilevanza, in generale, quello del riscaldamento, con i diversi aspetti ed ambiti che destano attenzione. Si pensi ad esempio al Bonus Pellet e IVA in relazione alla legge di bilancio: qui i dettagli da approfondire.

Tornando però al punto in oggetto, come si legge nell’approfondimento di agronotizie.imagelinenetwork.com, farsi strada tra la normativa inerente la regolazione dell’uso di stufe a pellet oppure legna a livello domestico non è cosa facile.

In tal senso, legiferano le Regioni o le Province autonome, ma in taluni casi può esservi anche l’intervento di Province e Comuni.

Va sottolineato dunque che al fine di non incorrere in sanzioni è opportuno ed importante verificare le pagine internet sul portale ufficiale della propria Regione. Oppure, ancora, ad esempio, domandare in Comune.

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Diego Rossi, il responsabile dei progetti dell’AIEL, ha spiegato ad Agronotizie che anzitutto bisogna pore una distinzione generale rispetto alle stufe già installate e le stufe di nuovo acquisto.

Al fine di conoscere le limitazioni, bisogna sapere la certificazione ambientale dello strumento. Così come il livello di allerta regionale cercale le misure emergenziali.

Alcuni aspetti circa quelle già installate e di nuova installazione

Ciascun sistema di riscaldamento a legna oppure a pellet viene certificato mediante un numero di stelle, che vanno da 1 a 5. Più alto è quest’ultimo, e di meno emissioni si tratta.

Pe quanto concerne le Regioni del Piemonte, della Lombardia, dell’Emilia Romagna e del Veneto, al fine dell’installazione ciascun generato a legna oppure pellet deve avere quella a 4 stelle. Si tratta dei requisiti minimi rispetto a quanto attiene prestazioni di tipo energetico ed ambientale.

Dunque, nelle suddette regioni non vi è modo di procedere all’installazione di stufe a 3 stelle. Al contempo, la convenienza degli incentivi non si lega a modelli performance in modo minore.

Rispetto alle altre Regioni, più o meno si segue la medesima direzione, chiaramente è fondamentale e bene verificare con attenzione per non incorrere in errori. Un aspetto importante riguarda il rilascio da parte dell’installatore del certificato di conformità rispetto all’installazione. Poi quella ambientale. E ancora, il libretto dello strumento.

Si tratta di elementi importanti che vanno custoditi e conservati con attenzione e mostrati al momento di eventuali controlli.

Qualora fosse invece il caso di stufe a legna o pellet già possedute, l’accensione si lega al rispetto delle limitazioni che cambiano in base alla regione.

Alcuni esempi e dettagli: Lombardia e Veneto

Pe quanto riguarda ad esempio la Lombardia, spiega Agronotizie, qualora non vi sia allerta, con gli inquinanti nell’aia che si trovano al di sotto della soglia dell’amo, si possono accedere quelle quantomeno in possesso di 3 stelle.

Se le stelle sono minori, resta spenta. Nel caso dell’allerta livello 1, si possono accendere solamente strumenti a 4 stelle, ed in caso contrario questa può aver luogo soltanto qualora la studia sia il solo mezzo per riscaldare l’abitazione.

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Con l’allerta 2, si possono accendere soltanto quelle a 5 stelle, col medesimo punto in merito alle alternative disponibili.

Passando ad esempio al Veneto, vi sono delle somiglianze in termini di normativa, ma queste limitazioni non riguardano l’area prealpina ed alpina.

Si leggono le parole di Rossi in merito, il quale chiarisce che le restrizioni in merito all’accensione nell’area della Pianura Padana sono maggiormente severe. In virtù della conformazione territoriale, vi è uno scarso ricambio d’aria. Dunque, vi è l’accumulazione degli inquinanti.

È bene ribadire e sottolineare che questi sono comunque taluni aspetti generali, e non esaustivi. È fondamentale che ciascuno approfondisca la normativa e i diversi aspetti da conoscere.

In modo altrettanto non esaustivo, qui di seguito un elenco delle principali Regioni del Nord del Paese, con relativo indirizzo alla normativa circa l’impiego di tali strumenti.

Pellet, attenzione alle limitazioni

Anche per quel che concerne il pellet vi sono delle limitazioni. Circa tale combustibili, ve ne sono di varie qualità, le quali dipendono, pure, dall’umidità di quest’ultimo.

Per quanto riguarda le Regioni del Piemonte, Lombardia e Veneto. Così come nel caso di Emilia Romagna, Campania e Marche, è possibile l’impiego soltanto di quello Classe A1. Ovvero dalla maggior qualità.

Rispetto alla legna, le limitazioni in tal senso si legano agli incentivi. Altresì va ricordato e fatto attenzione che il camino aperto è sempre vietato. Tranne qualora, spiega Agronotizie, non la si accende per scopi di tipo ricreativo.

Non è possibile riscaldare l’abitazione mediante il camino aperto. In alcune Regioni potrebbe esser possibile, si legge, accenderlo di tanto in tanto in modo sporadico, esclusivamente per creare atmosfera.

Tuttavia, è fondamentale approfondire anche tale aspetto, oltre che a prestare attenzione alle misure di tipo emergenziale. Il consiglio in tal senso riguarda la sostituzione dello strumento in questione con un generatore maggiormente performante che permetta la creazione dell’atmosfera, andando a ridurre gli impatti rispetto alla qualità dell’aria.

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Alcuni dettagli sulle sanzioni

Per quanto riguarda le Regioni dove vi sono normative regionali che disciplinano l’installazione delle stufe, le sanzioni oscillano tra cinquecento e cinque mila euro. Saranno gli utilizzatori a ricevere la multa, coloro che sono anche responsabili dell’impianto. Dunque, dovranno far fronte agli interventi tesi a risolvere le inadempienze eventualmente riscontrate.

Al contempo, anche gli installatori sono sanzionabili nel momento in cui si operasse non in base alla regola dell’arte.

Deve esser rilasciata da parte degli installatori una dichiarazione di conformità. Depositata poi in Comune.Al contempo, il medesimo tecnico deve occuparsi della registrazione dell’impianto al Catasto Informatico regionale.

Dal momento che i generatori a pellet e legna sono del tutto impianti termici, la relativa gestione dovrà essere quella che vale per tali elementi. Occorre la registrazione delle operazioni inerenti l’installazione, l’accatastamento e la manutenzione.

Questi, alcuni dettagli generali e, lo si ribadisce, non esaustivi. È bene e di fondamentale importanza che ciascuno approfondisca presso esperti del campo e professionisti del settore gli elementi in questione e tutti gli altri aspetti importanti. Così da poter agire nel rispetto di quanto previsto, in sicurezza e nel rispetto del norme.

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