Superbonus 110%, la partita è riaperta! Torna l’ipotesi proroga per le villette nel 2023

Dopo l’addio al governo Draghi sono molte le questioni che saranno rimesse in discussione, tra queste le sorti del Superbonus 110%.

Se il futuro esecutivo dovrà occuparsi senza dubbio in via prioritaria del problema della cessione del credito in relazione ai bonus edilizi, a volere però la cancellazione dell’agevolazione maggiore è stato nei fatti principalmente l’ex governo.

Attualmente il Superbonus 110% per le unifamiliari è terminato il 30 giugno 2022 con la sola possibilità di fruizione per i condomini e le cooperative fino a fine 2023.

Alla vigilia delle elezioni, che si terranno il 25 settembre, la questione “proroga” al Superbonus 110% viene riaperta, con centrodestra e M5S che nei loro programmi elettorali hanno espressamente annunciato di voler “stabilizzare” e tenere in vita l’agevolazione. 

Sono molte le parti politiche a guardare di buon occhio il maxi incentivo ristrutturazione e questo anche perché, se diamo uno sguardo al PNRR, l’obiettivo originale, condiviso in linea ideologica anche da Draghi, era quello di tenere in vita il Superbonus 110% fino al 2025. L’Italia del resto si è espressamente impegnata con l’Unione Europea a riqualificare energeticamente entro il 2030 l’80% degli edifici, siano essi pubblici o privati.

La futura maggioranza quindi sarà chiamata anche ad un accordo ed una mediazione tra le parti che la compongo in cui sarà nuovamente tirata in ballo la questione proroga del Superbonus 110% per villette e condomini.

Vediamo quali sono gli scenari possibili e che speranza c’è di vedere tornare nel 2023 anche per le unifamiliari l’agevolazione più amata dagli italiani.

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Superbonus 110%, la partita è riaperta! Torna l’ipotesi proroga per le villette nel 2023

La cancellazione del Superbonus 110% per le unifamiliari già a partire da quest’anno, approvata in sede di Legge di Bilancio 2022 (234/2021), ha destato non poco stupore giungendo in parte inaspettata.

Questo perché il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) annunciava tutte altre volontà, in linea con il progetto di portare entro il 2030 l’80% degli edifici italiani alla riqualifica ficazione energetica, avrebbe dovuto tenere anche in vita il bonus fino a fine 2025.

L’ex premier Draghi giustificò allora la cancellazione dell’agevolazione non con volontà politiche, ma con l’impossibilità di reperire i fondi utili al suo rinnovo. Una decisione che già a quei tempi non fu facile, perché molti in parlamento volevano un prosieguo.

Di base la situazione che si delinea è una volontà condivisa di tenere in qualche modo a galla il Superbonus 110%, a cui va il pregio di aver dato una spinta propulsiva al mondo dell’edilizia, insieme ad una difficoltà concreta nel varare un rinnovo a causa dell’ingente quantità di fondi che esso richiede.

In questo scenario però, con le elezioni alle porte, si ridiscute, in sede di programma politico dei vari partiti, la possibilità di far ripartire nel 2023 il principale dei bonus ristrutturazione.

Ecco come potrebbe cambiare il Superbonus 110% dopo le elezioni

Se diamo uno sguardo al frastagliato panorama politico prima che siano messi a punto i giochi delle alleanze, il Movimento 5 Stelle vorrebbe da programma non solo un rinnovo per il Superbonus 110% così come lo conosciamo, ma anche un nuovo incentivo simile dedicato alle imprese.

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A schierarsi a favore del Superbonus 110% è anche la Lega che propone prima di tutto la rimozione del requisito del Sal al 30% a settembre, rendendo così la proroga per le unifamiliari aperta a tutti fino alla fine del 2022. Ancora, il Carroccio vorrebbe una proroga per l’agevolazione fino al termine del 2023 che riguardi tutti i tipi di edifici purché “prima casa”.

Anche Forza Italia ha parlato di una spinta verso la semplificazione dell’agevolazione nel tentativo però di farla diventare strutturale.

Quello che si evince sono le volontà del centrodestra e dei pentastellati di trovare un modo per rinnovare il Superbonus 110% rendendolo accessibile a tutti anche nel 2023.

Superbonus 110%: facciamo il punto delle scadenze in vigore

Dopo aver analizzato quelli che sono gli scenari possibili post-elezioni occorre fare il punto della situazione in merito alle scadenze vigenti per il Superbonus 110%, che hanno subito più volte modifiche e slittamenti vari.

Per quanto riguarda le villette, la scadenza ultima per fare richiesta era il 30 giugno 2022, mentre coloro che hanno già avviato i lavori hanno tempo per terminarli entro la fine dell’anno, ma solo a patto che in data 30 settembre lo Stato Avanzamento Lavori (SAL) sia minimo al 30% (DL 50/2022, articolo 14). 

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Gli edifici condominiali hanno accesso libero all’incentivo fino al 31 dicembre 2023 e per ora non sono fissati requisiti relativi al SAL.

I condomini saranno gli unici poi ad avere accesso al Superbonus anche nel biennio successivo, ma con importanti cambiamenti: la detrazione si abbassa al 70% nel 2024 e al 65% nel 2025.

In ultimo gli Istituti Case Popolari e le cooperative per cui vale la stessa scadenza dei condomini, ma con l’obbligo di un SAL al 60% entro il 30 giugno 2023, in caso contrario vige quest’ultimo come termine ultimo.

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