Superbonus 110%: verso un nuovo blocco delle cessioni? Una circolare dell’AdE crea il caos

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Il Superbonus 110% è di nuovo sotto attacco, sempre per colpa della cessione del credito d’imposta. Questa volta sono le banche a lanciare l’allarme e chiarire che non acquisteranno crediti se l’AdE non risolverà i problemi legati alla “responsabilità solidale di chi acquista i crediti d’imposta”, cioè a quanto formulato nella circolare 23/E dello scorso giugno. Quali possibili scenari all’orizzonte?

Superbonus 110% di nuovo “bloccato” e sempre per colpa della cessione del credito, ma questa volta sono le banche a lanciare l’allarme e chiedere chiarimenti al Fisco.

La questione Superbonus 110% è infatti più spinosa di quanto si pensi poiché da risolvere ci sono varie questioni in sospeso, a cui né la conversione in legge del Decreto Aiuti né quella del Decreto Semplificazioni sono riuscite a dare una soluzione.

Lo sblocco delle cessioni è stato solo parziale e restano ancora da chiarire alcuni punti cruciali, il primo riguarda i finanziamenti che a quanto si apprende sono esauriti da tempo anche per i lavori già avviati.

Altra questione importante riguarda invece un aspetto spesso considerato di second’ordine, ma che invece non lo è, e cioè “la responsabilità in solido del fornitore e dei cessionari”.

Questo perché di fatto l’Agenzia delle Entrate attraverso la lunga circolare n. 23/E, emanata lo scorso giugno, chiarisce le modifiche applicate nel corso degli anni all’intera normativa del Superbonus 110% e specifica anche che gli istituti bancari che acquistano il credito sono tenuti ad una serie di controlli preventivi o saranno chiamati a rispondere delle violazione insieme al beneficiario dell’agevolazione e l’impresa che esegue i lavori.

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Superbonus 110%: a che punto siamo con la “quarta” cessione del credito

Partendo con ordine, il primo dei punti da affrontare riguarda il problema del sistema delle cessioni dei crediti che si è incagliato completamente, mettendo a rischio migliaia di imprese che hanno già avviato i lavori.

A nulla sono valsi gli interventi attraverso la Legge 164 del 15 luglio 2022, dove si converte con modificazioni il Decreto Aiuti (50/2022), e la conversione in legge, sempre con modificazioni, del Decreto Semplificazioni Fiscali (73/2022).

Il cambio di scenario politico ha infatti causato una serie di problematiche, perché l’attuale esecutivo è in carica con poteri ridotti e solo fino a quando non si terranno le elezioni, il prossimo 25 settembre, il che rende difficile un intervento sul Superbonus 110% in sede di testo di legge, quale può essere un decreto.

La strada alternativa per sbloccare davvero l’agevolazione è così stata identificata nella possibilità di sistemare le cessioni del credito attraverso una circolare apposita dell’Agenzia delle Entrate, da emanarsi nelle prossime settimane.

Ricordiamo, che dopo la conversione in legge del Decreto Aiuti è stato stabilito che le banche abbiano facoltà di attuare la quarta cessione del credito, ma non verso i consumatori, bensì solo alle partite iva conto correntiste. Tale norma per effetto di un emendamento al testo del Decreto semplificazioni inserito in sede di conversione in legge dello stesso si applica a tutti i crediti già comunicati all’AdE anche se antecedenti al 1 maggio 2022.

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Superbonus 110% a rischio per colpa della “responsabilità solidale di chi acquista i crediti d’imposta”

Una questione aperta riguarda alcuni nodi da sciogliere e di fatto contenuti nella circolare 23/E dell’Agenzia delle Entrate: il primo è la cosiddetta “responsabilità solidale di chi acquista i crediti d’imposta”.

A spiegare quale sia il problema legato alla cessione del credito indiretta con il Superbonus 110%, cioè maturato o grazie all’applicazione dello sconto in fattura, è stata l’ANCE (Associazione Nazionale Costruttori Edili). Secondo l’associazione sono molti i cantieri avviati con il e che difficilmente potranno terminare i lavori, poiché nessuno vuole più acquistare i crediti indiretti.

Una situazione che mette migliaia di imprese e posti di lavoro a rischio. Ma a spaventare gli istituti bancari è soprattutto la responsabilità solidale in caso di violazioni, dove le banche sarebbero responsabili di un’eventuale frode legata al credito acquistato.

Tanto che anche l’Associazione Bancaria Italiana (ABI) ha chiesto chiarimenti sulla circolare dell’Agenzia delle Entrate, lasciando intendere che se non arriveranno chiarimenti non ripartirà l’acquisto dei crediti.

Superbonus 110% e cessione del credito: in arrivo una nuova circolare dell’AdE per sbloccare il meccanismo

In pratica con la situazione attuale chi acquista il credito, siano banche o altri istituti, è tenuto ad una serie di controlli preventivi verso chi ha ceduto il credito, altrimenti sarà anche lui chiamato a rispondere di eventuali frodi e truffe realizzate con il Superbonus 110%.

Secondo le banche però la circolare 23/E dell’AdE ha in realtà elencato una serie di parametri a cui attenersi nei controlli preventivi, ma che di fatto sono di difficile applicazione pratica.

Uno dei principali problemi è rappresentato da alcune situazioni tipo, come quando il valore dell’immobile per cui si sta utilizzando il Superbonus 110% presenta una netta sproporzione rispetto all’ammontare del credito d’imposta.

Sempre secondo le banche, la circolare descrive la situazione tipo come sospetta, ma non specifica a quanto debba essere pari questa sproporzione per indicare che vi sia un concreto campanello di allarme. Anche perché il Superbonus 110% è nato al fine di riqualificare energeticamente anche gli immobili di scarso valore.

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Nelle prossime settimane si aspetta quindi una nuova circolare che risolva i dubbi permettendo di oliare il meccanismo della cessione del credito con i bonus ristrutturazione.

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