Superbonus, luglio non ferma la corsa: investimenti a quota 40 miliardi

Accelerano i lavori nelle villette

Su questa nuova accelerazione pesano molto edifici unifamiliari e immobili indipendenti. Evidentemente, l’avvicinarsi della scadenza del 30 settembre (entro la quale andrà attestato per questi immobili il 30% dei lavori per accedere al 110% per tutto il 2022) sta fungendo da catalizzatore. Gli immobili unifamiliari portano nuovi lavori per 1,7 miliardi di euro (sopra i livelli già altissimi di giugno); le unità indipendenti per 696 milioni (anche qui, sopra i livelli di giugno). In totale siamo intorno ai 2,4 miliardi di euro.

I condomini, per la loro parte, totalizzano 2,1 miliardi di nuovi investimenti. Se guardiamo agli ultimi mesi, è la prima volta che gli immobili più piccoli muovono così tanti più lavori dei condomìni. In genere, il mercato si divideva abbastanza esattamente a metà.

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I condomìni, comunque, continuano a mobilitare investimenti medi più elevati. L’ultimo dato parla di 581mila euro. Gli edifici unifamiliari sono a quota 112mila euro, mentre le unità indipendenti sono poco sotto i 100mila euro. Tra le regioni, infine, si conferma il primato della Lombardia con 6,7 miliardi di euro ammessi a detrazione. Seguono Lazio e Veneto a quota 3,8 miliardi.

Il nodo cessione dei crediti

Tutti numeri che danno argomenti a chi, in questi giorni, sta chiedendo interventi per risolvere il problema della responsabilità solidale nell’ambito della cessione dei crediti. Il nuovo decreto Aiuti, sul punto, non ha previsto nulla. Anche se l’Ance, attraverso la sua presidente, Federica Brancaccio, aveva sottolineato che «non c’è ragione ora per mantenere l’estensione del principio della responsabilità solidale anche ai successivi acquirenti bloccando di fatto il meccanismo della cessione del credito». Servirebbero, insomma, altre correzioni che, peraltro, vengono sollecitate da tutti i partiti.

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Anche perché, con l’avanzata degli interventi e l’accumulo di lavori che possono essere portati in detrazione, cresce anche il numero di crediti che rischiano di restare fermi nei cassetti fiscali delle imprese, perché il sistema di istituti di credito e intermediari finanziari non riesce a gestirli. Per dare una dimensione del fenomeno, al 31 dicembre 2021 gli investimenti ammessi a detrazione erano 16,2 miliardi di euro. In sette mesi del 2022 sono cresciuti al ritmo di oltre 3,3 miliardi al mese di media, aumentando di 23,5 miliardi.

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