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Supercharger: le ricariche veloci di Tesla e la loro integrazione nell’ecosistema

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E’ la gestione delle modalità e dei tempi di ricarica che fa guardare con diffidenza, da parte degli automobilisti, i veicoli ad alimentazione completamente elettrica. La disponibilità di colonnine, i vari fornitori di servizio presenti nel nostro territorio nazionale e da ultimo i diversi sistemi di cui sono dotati i veicoli genera, soprattutto nei meno esperti, una certa confusione che allontana la valutazione della convenienza, o meno, al passare ad un veicolo elettrico.
[HWUVIDEO=”2983″]Supercharger: le ricariche veloci di Tesla[/HWUVIDEO]
In linea di massima possiamo identificare le colonnine di ricarica come appartenenti a due famiglie, in funzione del tipo di corrente fornita al veicolo. La prima, più diffusa, è quella delle colonnine in corrente alternata che operano di fatto in modo speculare a quello che avremmo in casa collegando una power wall in garage oppure servendoci di una presa Shuko, offrendo però una potenza di ricarica maggiore che può raggiungere i 22Kw ma che tipicamente si ferma a 11Kw in trifase per via dei convertitori montati sui veicoli elettrici.
La seconda, ben più prestante, è quella con alimentazione in corrente continua: in questo caso possiamo superare i 100Kw forniti all’automobile, con però la maggior parte delle stazioni presenti sul territorio che sono da 50Kw per quanto il trend dei vari fornitori sia quello di incrementare numero e potenza di queste stazioni di ricarica. Un esempio è la colonnina Enel-X qui raffigurata che mette a disposizione uno stallo di ricarica in corrente alternata (AC) con connettore tipo 2 o Mennekes affiancato da due in corrente continua (DC), dotati di connettore CSS Combo 2 e CHAdeMO a seconda del tipo di veicolo che viene ricaricato.


connettore CSS Combo 2

La maggior parte dei veicoli elettrici venduti in Italia è dotata di connettore Tipo 2; i due connettori inferiori sono quelli utilizzati dalle stazioni a corrente continua, in grado di ricaricare ben più velocemente il nostro veicolo rispetto a quanto non accada con i caricatori a corrente alternata. La parte superiore di forma quasi circolare è invece il tradizionale connettore tipo 2, che viene utliizzato per le ricariche in corrente alternata.
Parlando di veicoli Tesla, e venendo al tema di questo articolo, dobbiamo introdurre il concetto di Supercharger: si tratta di una stazione di ricarica sviluppata da Tesla per i propri veicoli elettrici, capace di assicurare una ricarica molto più veloce di quella a corrente alternata e salvo alcune limitate eccezioni di distanziare nettamente anche le stazioni di ricarica a corrente continua presenti sul territorio. I Supercharger, infatti, sono capaci di fornire sino a 150Kw di picco ai veicoli Tesla assicurando tempi di ricarica che sono contenuti e soprattutto compatibili con lunghe percorrenze.


stallo Supercharger V2 – Forte dei Marmi

Nel mese di luglio 2020 Tesla ha annunciato di aver superato quota 2000 stazioni Supercharger a livello mondiale, installate in 41 paesi. In Europa sono oltre 500 le stazioni Supercharger, con circa 5.000 stalli a disposizione; in Italia le stazioni sono 33, capaci di mettere a disposizione oltre 300 stalli di ricarica. La diffusione nella penisola italiana è buona al centro nord, meno spostandosi al sud: la situazione è destinata a migliorare nei prossimi mesi, vista la volontà di Tesla di procedere a breve con nuovi impianti Supercharger che coprano al meglio il territorio. La loro dislocazione è tipicamente in prossimità delle principali direttrici di traffico utilizzate per muoversi lungo il territorio italiano.
Le stazioni Supercharger permettono di caricare un veicolo Tesla velocemente e hanno il vantaggio di beneficiare di una forte integrazione con l’ecosistema dell’azienda americana. Il veicolo, infatti, una volta ricevuta l’informazione sulla destinazione che si vuole raggiungere elabora automaticamente il tragitto migliore tenendo conto dell’autonomia residua, andando ad evidenziare nella rete di Supercharger quali siano le stazioni alle quali fermarsi per fare ricarica.

ritornando da Firenze verso la sede della redazione di Hardware Upgrade a Luino (VA), il navigatore della Tesla Model 3 ha calcolato la necessità di una sosta al Supercharger di Melegnano al quale saremmo arrivati con l’11% di batteria residua. Tempo 15 minuti per la ricarica addizionale, che avrebbe permesso di arrivare sino alla destinazione finale con ancora il 22% di autonomia residua. Queste le informazioni fornire dal sistema di navigazione Tesla.

Viene stimata la percentuale di batteria a disposizione quando ci si arriverà sia al Supercharger per la sosta, sia quella residua una volta giunti a destinazione: il tempo di sosta suggerito al Supercharger è quello che permetterà di arrivare al termine del nostro percorso con mediamente ancora il 20% di batteria a disposizione, margine più che adeguato per ricercare una stazione di ricarica per le batterie. E’ ovviamente possibile aumentare il tempo di sosta rispetto a quello suggerito, soprattutto se quanto richiesto non è l’intera capacità della batteria, così da avere ulteriore capacità di batteria residua all’arrivo.

Le stime di consumo sono spesso imprevedibili e molto variabili, a seconda dello stile di guida. In un viaggio di 2 giorni durante i quali ho percorso 1.300 Km con una Tesla Model 3 Long Range ho potuto però riscontrare una notevole attendibilità delle stime di consumo: i valore indicato come quello di autonomia residua arrivati al Supercharger per la ricarica è stato sempre confermato, con un margine di variazione per difetto o eccesso del 2% al massimo e sempre per via di condizioni di guida non tipiche (più lento o più veloce che fossi rispetto al comportamento tipico).
La diffusione della rete Supercharger nel territorio italiano permette di muoversi da nord a sud con relativa facilità: le soste al Supercharger sono sempre chiaramente indicate con i rispettivi tempi di stop, permettendo di pianificare al meglio quello che si potrà fare. Le stazioni Supercharger, come detto, sono in genere installate in prossimità della rete autostradale, all’interno di strutture quali hotel o centri commerciali: questo permette di avere una sorta di base d’appoggio, come potrebbe essere una stazione Autogrill in autostrada, mentre si attende che la procedura di ricarica delle batterie venga completata.


stalli Supercharger V3 a Forlì

Tesla ha recentemente installato una nuova stazione Supercharger di tipo V3 a Forlì, evoluzione di quelle V2 presenti nel territorio nazionale. La tecnologia Supercharger V3 permette di ricaricare sino a 250Kw quale picco, valore accessibile al momento con le auto Model 3 e che viene raggiunto solo con batterie particolarmente scariche (meno del 25% di autonomia residua). I sistemi di ricarica ad alta potenza in corrente continua, infatti, riescono a ricaricare le batterie al massimo delle loro potenzialità quando queste sono particolarmente scariche: più vengono riempite più diminuisce la velocità di ricarica. E’ anche per questo motivo che è consigliabile non caricare le batterie più di quanto non serva per arrivare al Supercharger successivo, in quanto si riduce il tempo di ricarica del momento e si andrà a beneficiare di una ricarica più veloce una volta arrivati al Supercharger successivo.


connettore Supercharger V3

A differenza degli stalli V2, dotati di doppio connettore, quelli V3 sono provvisti del solo connettore CSS Combo 2: sono quindi compatibili solo con i veicoli Tesla Model 3, richiedendo un adattatore accessorio (e un aggiornamento software) per poter essere utilizzati anche con i veicoli Tesla S e Tesla X.
Una peculiarità dei Supercharger è di non richiedere l’utilizzo di tessere, o l’interazione con una App, per essere utilizzati: lo stallo di ricarica, una volta collegato, riconosce automaticamente il veicolo e manda sull’account del suo proprietario i dati, pagamento compreso, riferiti alla ricarica che si sta effettuando. Questo riduce sensibilmente i tempi dell’operazione in quanto è sufficiente collegare il veicolo per far iniziare la carica, tolti alcuni secondi necessari per la fase di inizializzazione tra veicolo e controller.

Tesla ha da tempo implementato un sistema di referral per i proprietari di veicoli: utilizzando il codice referral di un cliente Tesla per l’acquisto di un veicolo si ottiene un bonus di 1.500 Km di ricariche Supercharger gratuite, tanto per l’aquirente come per chi ha fornito il codice di referral. Questo credito viene abilitato direttamente all’interno del proprio account Tesla.
[HWUVIDEO=”2983″]Supercharger: le ricariche veloci di Tesla[/HWUVIDEO]
Uno dei punti di forza dei veicoli Tesla nel confronto con altre soluzioni completamente elettriche è quindi legato alla rete dei Supercharger, che a dispetto della velocità di ricarica che offrono non è dispendiosa: al momento attuale il prezzo è di 0,30€ per Kw caricato, contro una tariffa domestica che possiamo stimare essere compresa tra 0,22€ e 0,25€ a seconda del tipo di contratto sottoscritto. La ricarica con altri circuiti è al momento attuale più cara: questi sono compatibili con tutti i veicoli elettrici e la loro presenza è più capillare, quantomeno con le colonnine a corrente alternata, ma in termini economici i Supercharger sono al momento preferibili oltre che molto più veloci. Alcuni veicoli Tesla acquistati in specifici periodi di tempo possono essere ricaricati illimitatamente ai Supercharger senza costo; per altri esistono politiche commerciali che prevedono un utilizzo gratuito a tempo limitato dei Supercharger.
L’opzione di ricarica di un veicolo Tesla presso i Supercharger è quindi un elemento che differenzia i veicoli del costruttore americano dagli altri elettrici, con una rete di stazioni che vanta al momento una buona diffusione sul territorio italiano ma che in prospettiva continuerà a venir estesa. Per chi sceglie un veicolo elettrico le ricariche a corrente continua, via Supercharger o altri sistemi, permettono di ripristinare l’autonomia in tempi rapidi ma il suggerimento è quello di non abusarne: un approccio che punti alla longevità delle batterie deve prediligere cicli di ricarica a bassa potenza in corrente alternata, meglio ancora se a casa per via del vantaggio economico e della potenza inferiore rispetto alle colonnine pubbliche, lasciando Supercharger e ricarica a corrente continua a quelle situazioni nelle quali il tempo è prezioso.

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