‘Taglio choc’ al cuneo fiscale per arrivare a una mensilità in più per i lavoratori

Presto in busta paga un nuovo aumento di stipendio grazie a un nuovo taglio al cuneo fiscale 2022. Si tratta di una somma ottenuta grazie a nuovi sgravi contributivi allo studio. Questo nell’ambito delle misure per sostenere cittadini e famiglie italiani alle prese con l’ondata di rincaro prezzi di materie, prime, beni alimentari e carburante. Diverse sarebbero le ipotesi allo studio, per aumentare i salari dei lavoratori su 4 mesi di busta paga. Obiettivo: mettere più soldi liquidi nelle tasche dei dipendenti e aumentarne, per un determinato periodo di tempo, il potere di acquisto.

Bonomi: “Mi aspetto che lunedì venga fatta…”

Con quattro leader di partito in due giorni la politica sfila a Rapallo, in “casa” dei Giovani Imprenditori di Confindustria dove il pressing è forte in particolare sulla richiesta di via dell’Astronomia per un taglio del cuneo contributivo da 16 miliardi. E’ il presidente Carlo Bonomi a chiudere i lavori, tira le somme: «Tutti, qui, hanno affermato che sono d’accordo sul taglio del cuneo fiscale, ed io sono contento. Quindi mi aspetto che lunedì questa cosa venga fatta». Dopo l’intervento di Giorgia Meloni e Antonio Tajani alla prima giornata, per la seconda a confrontarsi con la platea del tradizionale convegno di giugno dei Giovani Imprenditori a Rapallo arrivano Enrico Letta, Matteo Salvini, Matteo Renzi. Giuseppe Conte è in videocollegamento. Il segretario del Pd parla per primo, ha il vantaggio di poter indirizzare il dibattito con una proposta: «La legge di bilancio di autunno deve essere finalizzata a combattere l’inflazione e bisogna fare un grande patto all’interno della maggioranza che abbia l’obiettivo di combattere l’inflazione e che venga costruito attorno a una grande riduzione delle tasse sul lavoro, priorità che ha effetti sui consumi e sulle attività delle imprese. Un intervento choc sul cuneo fiscale» Magari per arrivare a una mensilità in più.. E’ in linea con le attese di Confindustria che chiede un forte taglio del cuneo contributivo che serva per due terzi ad aumentare il salario dei lavoratori e per un terzo ad alleggerire il costo del lavoro per le imprese. Matteo Salvini ci sta ma rilancia la palla su un terreno sentito dalla Lega: serve anche, dice, «un concordato fiscale, un patto fiscale tra cittadini, Equitalia e Agenzia delle Entrate, perché ci sono 15 milioni di italiani in ostaggio dell’Agenzia delle Entrate e di Equitalia che dopo due anni di pandemia e con una guerra in corso non ce la fanno».

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Matteo Renzi si candida come interlocutore concreto e attacca gli avversari: «Tutti parlano, quando è toccato a noi lo abbiamo fatto. Quando noi siamo stati al governo sono arrivati gli 80 euro, è arrivata l’abolizione Irap oltre ad altre misure per il taglio del costo del lavoro. Sarebbe interessante chiedere a tutti quelli che fanno promesse cosa hanno fatto prima: Salvini con quota 100 ha distrutto un pezzo di economia, Conte l’ha distrutta tutta con il reddito di cittadinanza». Giuseppe Conte accoglie in pieno la richiesta di Confindustria: “Serve un taglio del cuneo fiscale e deve essere incisivo perché serva a evitare la perdita del potere acquisto del ceto medio: dobbiamo intervenire con un’incisiva riduzione del cuneo fiscale anche per non deprimere i consumi». Non sembra pesare più di tanto nel dibattito il clima pre-elettorale per i ballottaggi ma si percepiscono le dinamiche di consenso: i politici toccano le corde più sensibili per le imprese, i giovani industriali chiedono che da qui alle elezioni del prossimo anno ci sia concretezza, risposte, una «politica vera» e non con sterili «balletti» elettorali. «E’ l’ora della verità, è l’ora della trasparenza, è l’ora della coerenza», dice anche Carlo Bonomi che da padrone di casa ha accolto i leader politici arrivati a Rapallo, occasione per offrire caffè e per ritagliarsi con tutti l’opportunità di un breve confronto in una saletta riservata, dalla proposta di taglio del cuneo all’emergenza inflazione, energia, gas. Sulla serietà dei problemi da affrontare, sull’impatto di inflazione e costi dell’energia sulla crescita, e sulla necessità di «sostenere il potere di acquisto degli italiani» aiutano anche le parole di ieri, da Bruxelles, del premier Mario Draghi. Il presidente dei giovani industriali Riccardo Di Stefano appare soddisfatto dopo due giorni intensi ed ai leader politici dà appuntamento al prossimo anno: «Quando torneremo qui ci saranno state le elezioni politiche. E sarà ancora più interessante ricordare quello che ci siamo detti».

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