TFR e anticipo: aggiornamenti per i dipendenti pubblici, le novità INPS

Potrebbero esservi alcune novità inerenti al TFR per i dipendenti pubblici, relativo all’anticipo? Ecco cosa c’è da sapere in merito

Dunque potrebbero esservi alcune novità rispetto all’anticipo del TFR per coloro che lavorano da dipendenti pubblici, ma cosa c’è da sapere? Ecco le possibili nuove in merito all’argomento.

TFR anticipo
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Tra le novità del prossimo anno vi sarebbe anche quella legata al Trattamento di Fine Rapporto. L’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale potrebbe erogare il denaro con un prestito conveniente.

Il dipendente pubblico con decorrenza a febbraio potrebbe avere subito la liquidazione che gli spetta.

L’Istituto, infatti, ha reso noto il 09.11.2022 nuovi modi per rilasciare subito l’anticipo del Trattamento. L’iter dovrebbe essere più veloce, prativo ed anche conveniente per i dipendenti pubblici. Al momento, però, questa è soltanto un’anteprima rispetto a ciò che potrebbe avvenire durante il prossimo anno.

TFR e anticipo: le possibili modalità dal 2023

Ma conviene versare il TFR in fondo pensione? Ecco cosa c’è da sapere in merito, la tassazione e molto altro ancora.

Ritornando all’argomento cardine di questo articolo, la distribuzione della liquidazione per il dipendente pubblico segue criteri diversi rispetto a quelli in vigore per il lavoratore dipendente.

Nello specifico, l’anticipo sul Trattamento di Fine Rapporto per chi è dipendente pubblico vi è la possibilità di ricezione di una totalità in soldi di cinquantamila euro. La quota restante potrà essere data dopo ventiquattro mesi.

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Di conseguenza, prima di ricevere l’intera somma del Trattamento, il dipendente pubblico dovrà attendere diversi mesi. In talune casistiche, il lasso temporale può durare anche cinque anni.

La problematica reale, per i soggetti interessati che hanno una quiescenza fissata a sessantadue anni con Quota 100 dovranno aspettare il compimento dei sessantasette anni per avere il resto del TFR. Nella medesima situazione si trovano anche i soggetti che hanno scelto Quota 102.

Inoltre, vi sono anche i problemi di origine burocratica. L’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale impiegherebbe diverso tempo per lavorare la pratica inerente al Trattamento.

La stipula bancaria

Dunque, un cambiamento inerente all’anticipo del TFR potrebbe essere davvero molto utile per tutti i dipendenti pubblici. Anche se tale modalità impatterebbe non poco sulla cassa statale.

Ad oggi, però, non vi sono particolari scelte per i soggetti interessati se non quella di utilizzare la stipula bancaria. Questa consente agli istituti di credito di rilasciare un anticipo sul Trattamento per una somma fino a quarantacinque mila euro. A questi, però, va applicato il tasso d’interesse.

È importante ricordare, però, che per quanto concerne il tasso di interesse riguardante l’operazione della liquidazione per i soggetti interessati è legata al prestito ed anche al rendimento dei titoli statali.

I cambiamenti rispetto ai titoli statali porta gli istituti di credito ad aumentare l’interesse ed il costo per i soggetti aumenta.

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Ad esempio, per le scadenze brevi di 1 anno oppure 1 anno e mezzo, l’interesse è di circa il 2.6 per cento. Per quanto concerne, invece, la scadenza media questo è di circa il 4.5 per cento.

Di conseguenza, il Trattamento di Fine Rapporto per i soggetti interessati ha un costo del 3 per cento.

Le possibili novità

Come anticipato, durante il prossimo anno dovrebbero dunque esservi diverse novità per i dipendenti pubblici. L’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale ha promosso una nuova modalità per liquidare il Trattamento.

L’INPS, se non vi sono intoppi lungo la via, dovrebbe erogare gli anticipi inerenti al TFR sui trattamenti economici previdenziali richiesti dai soggetti interessati.

Coloro che vogliono utilizzare il possibile procedimento dovranno presentare una richiesta. L’anticipo sul trattamento avrebbe una tassazione agevolata dell’1 per cento e alla spesa rispetto alla misura sarebbe dello 0.5 per cento.

L’Istituto per la gestione per gestire il procedimento vorrebbe utilizzare il Fondo Welfare che è di 0.35 per cento rispetto ai salari dei soggetti interessati.

Coloro che decidono di fare richiesta della misura con finanziamento dell’Istituto dovrebbero ricevere l’accettazione di questa entro settantacinque dì. I giorni in questione sereno all’Istituto per sbrigare le pratiche.

La domanda inerente al finanziamento potrebbe essere fatta a partire dallo 01.02.2023. La richiesta verrà fatta online e si considera l’ordine dell’arrivo di queste. L’accettazione delle domande è relativa ai fondi a disposizione. I soggetti che non rientrano nella misura sono quelli che hanno debiti di tipo contributivo con l’Agenzia delle Entrate.

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Chiaramente, nel momento in cui sarà possibile fare richiesta, i soggetti interessati dovrebbero chiedere consiglio ad un consulente esperto in materia che saprà sicuramente dare maggiori informazioni.

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