Tredicesima più alta se versata a dicembre, il motivo che molti non conoscono

La maggior parte dei lavoratori con un contratto di lavoro subordinato incassa la tredicesima a dicembre, e lo sgravio applicabile sarà uguale al 2%. L’INPS ha recentemente fornito delucidazioni a riguardo. 

Buone notizie in fatto di tredicesima, la mensilità ulteriore assegnata a fine anno. Infatti secondo quanto emerge da un documento dell’istituto di previdenza, la tredicesima versata a dicembre sarà più consistente. C’è infatti di mezzo uno sgravio valevole in una misura maggiorata.   

Tredicesima
Tredicesima (InformazioneOggi)

Ricordiamo che per i lavoratori dipendenti, pubblici e privati, dicembre è senza dubbio un mese importante. E quest’anno in particolare, a seguito del boom dell’inflazione, dei prezzi dei beni di prima necessità e delle bollette. Proprio in questo periodo il datore di lavoro versa infatti la tredicesima mensilità con lo stipendio, ma il punto è: per quali specifici motivi la tredicesima, se versata a dicembre, sarà più sostanziosa per il lavoratore? Scopriamolo insieme di seguito. 

Tredicesima più corposa a dicembre: il motivo

Come è ben noto, la tredicesima consiste in un contributo aggiuntivo previsto dalle norme di legge italiane, che assicura un supporto economico fondamentale per molte famiglie, alle prese con le difficoltà odierne e a far quadrare ogni mese il bilancio familiare. 

Quanto incluso nella tredicesima, così come vale anche per la quattordicesima, prende il nome di “retribuzione differita“. Infatti l’ammontare è versato in corrispondenza delle feste natalizie ma di fatto è maturato ogni mese dal lavoratore dipendente, per poi essere erogato dal datore di lavoro appunto nel mese di dicembre – come una mensilità addizionale. 

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Dicevamo all’inizio che si tratta di una tredicesima più ricca se il l’azienda la paga per intero il mese prossimo. Infatti i lavoratori subordinati destinatari dello sgravio contributivo di cui alla legge di Bilancio 2021 potranno contare anche su una 13ma mensilità della retribuzione, sgravata a sua volta per il 2%. La giustificazione sta dunque nella legge e questo dettaglio è stato recentemente ricordato dall’istituto di previdenza, nell’ambito del messaggio Inps n. 4009 pubblicato pochi giorni fa. 

Più nel dettaglio l’istituto ha così precisato che: 

  • sui ratei versati nei primi sei mesi del 2022 lo sgravio contributivo vale in misura base dello 0,8%;  
  • sui ratei erogati da luglio a dicembre lo sgravio è maggiorato al 2%. 

Attenzione però: ci si riferisce meramente ai lavoratori con busta paga non superiore a 2.692€ lordi mensili, perché solo nei loro confronti valgono queste regole ‘agevolative’. Si tratta di un particolare da non dimenticare. 

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Il meccanismo dello sgravio contributivo tredicesima e il vantaggio in busta paga

L’agevolazione citata è stata prevista dall’ultima manovra a favore dei lavoratori subordinati sia dell’ambito privato che di quello pubblico, ma ne sono esclusi i lavoratori domestici.  

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Giova ribadire che il limite della retribuzione è 2.692 euro mensili, ovvero la retribuzione imponibile a fini previdenziali non deve superare detta soglia. Se non la oltrepassa, potrà applicarsi il citato sgravio contributivo da gennaio a dicembre dell’anno in corso, per ogni mese.  

Detto sgravio consente di incassare una busta paga un poco più ricca in virtù di una riduzione del carico contributivo gravante sul lavoratore subordinato, in misura uguale allo 0,8% per i periodi di paga da gennaio a giugno di quest’anno e del 2% per i periodi di paga da luglio a dicembre 2022.  

Non dimentichiamo che l’incremento pari ad un +1,2% dell’esonero è frutto del varo di una regola ad hoc, da inquadrarsi nell’ambito delle misure di contrasto al caro energia.  

Conclusioni

Fughiamo il campo da possibili dubbi: lo sgravio contributivo vale anche sulla tredicesima – a patto di restare entro il limite di ammontare pari a 2.692 euro. In considerazione del fatto che la tredicesima è costituita anche dai ratei di competenza del periodo temporale da gennaio a giugno, ovvero il periodo in cui lo sgravio valeva ma in misura ridotta, l’INPS ha chiarito come funziona la misura dello sgravio per la mensilità aggiuntiva di fine anno.  

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L’istituto ha infatti rimarcato che se la tredicesima è versata da luglio 2022 lo sgravio corrisponderà al 2%, sebbene si tratti di ratei di competenze anche del primo semestre 2022. Mentre in caso di pagamento mensile vale la misura pro-tempore operativa, vale a dire lo 0,8% sui ratei di tredicesima versati da gennaio a giugno e del 2% sui ratei riferiti al lasso di tempo luglio-dicembre 2022. 

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