Tutti sono ALLEGRI (tranne gli juventini)

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Ma è pure giusto, dopo 9 anni il fatto che da 2 stagioni la Juve prenda schiaffoni da tutte le parti fa stare bene, diciamo pure “allegri” tutti gli altri. Ci può stare, non si può sempre e solo vincere, o alle brutte pareggiare, bisogna anche saper perdere, che non è divertente, ma ci può stare. Perché il problema vero non è il perdere in sé, il problema vero è il come. E come sta perdendo la Juve non ci può stare. Si possono perdere i campionati, le finali, le partite, ma non la faccia. Quella no. Io la mia faccia da juventino voglio sventolarla anche, anzi, soprattutto, quando perdo.
Il fatto che ormai perdere cominci ad essere normale è il segnale peggiore, e per uno juventino da sempre, mai come in queste settimane, mi sono sentito non solo deluso e disilluso, ma lontano. Nemmeno quando siamo andati in B, nemmeno quando i Ferrara, gli Zaccheroni e i Del Neri pasticciavano formazioni confondendo lo spirito Juve con qualcosa di diverso, nemmeno quando vincevano sempre e solo gli altri. Ogni volta che iniziava una partita ero convinto che ce l’avremmo fatta, che avremmo vinto, magari senza il tocco di classe, sputando sangue, mozzicando caviglie e spargendo sudore a litri, ma ce l’avremmo fatta. E se adesso sto imparando a non soffrire quando perdiamo è un segnale bruttissimo.

E passiamo al problema dei problemi: Allegri secondo me è un errore macroscopico che purtroppo ci porteremo appresso per non so quanto tempo. Comunque troppo visto il contratto che ha. E non lo dico adesso che le cose vanno come vanno, lo pensai appena cominciò a girare la voce del possibile ritorno lo pensavo e lo scrivevo quando vincevamo, con il buon Max al timone, 5 scudetti coppe e coppette e giocavamo 2 finali di Champions. Perse.
Sono sempre più convinto che con quelle squadre ricche di giocatori non solo bravi, ma “con le palle”, vincere fosse doveroso. Anche convincere.
Così, tanto per curiosità, ma quante partite vi ricordate del meraviglioso quinquennio allegriano? Non parlo del ciclo, delle rincorse, dei record, parlo di quelle partite a cui uno dedica uno spazio nella memoria e che va a rivedersi, in senso metaforico o reale, ogni tanto? Quante? Diciamo una con il Barcellona, una e mezza con il Real, tre quarti con il Bayern… Un paio in campionato, specie quella con la Roma, e poi? Quali sono le altre da stropicciarsi gli occhi? Quante invece quelle in cui galleggiava la sensazione che si poteva fare di più e meglio? Che avevamo vinto perché eravamo talmente più forti che non poteva andare in nessun altro modo?
Continuo a pensare che se Allegri avesse dato alla Juve anche un gioco – sì lo so, il 4-2-3-1 che è durato quello che è durato – un gioco qualsiasi, bello o brutto è lo stesso, avremmo vinto di più e meglio. Anche le finali, perché la squadra c’era. E continuo a pensare che cambiare allenatore fosse comunque una buona idea, anche se poi scelte sbagliate e reiterate, hanno prodotto la catastrofe attuale…
E non serve stare qui a parlare delle lacune della rosa. Che senso ha quando perdi contro Verona, Sassuolo o Empoli, mostrando un “non-gioco” così evidente da risultare fastidioso. Se arrivi sempre in ritardo, se non sei in grado di far vedere nemmeno uno straccio di mezza idea di gioco offensivo, se la squadra boccheggia dopo un’’ora (a volte prima), se gli altri corrono il doppio e a doppia intensità… di che parliamo?
La filosofia allegriana, il mito dell’1-0 e il calcio semplice pane e salame stanno creando solo alibi e disimpegno. Sembra la visione ottimistica di uno che non riesce proprio a vedere quello che sta succedendo. Altro che ricerca del dna Juve!
Dalle sconfitte con Verona, l’Empoli e Sassuolo, mettendoci in mezzo la partita recuperata con l’Inter solo con l’episodio del rigore, e dalle vittorie e pareggi risicati con squadre e squadrette, cosa vogliamo ricavare? Ma davvero la Juve con la rosa che ha, sbagliata, sopravvalutata, quanto vi pare, non è in grado di affrontare Udinese, Spezia, Empoli, Verona, Torino e Sassuolo senza soffrire come se fosse la Pergolettese? (con tutto il rispetto…) Una squadra che non solo non è squadra, ma non ha neppure il carattere e la personalità che non possono mancare se ti chiami Juve.
E’ vero, i giocatori sono quello che sono, alcuni ottimi, altri buoni, altri ancora non da Juve, un solo potenziale campione, ma proprio per questo l’allenatore ha ancora maggiori responsabilità: se non hai una squadra di fenomeni da gestire, devi dargli un gioco. E’ l’unico modo. E’ quello che fanno gli allenatori bravi. E anche quelli meno bravi. Quelli mediocri, sperano e dicono che “a novembre faremo i conti”. A novembre ci siamo e i conti sono da paura.
Un allenatore da 9 (nove) milioni l’anno e 4 (quattro) anni di contratto, deve sapere come impiegare al meglio i giocatori che ha per le loro caratteristiche, deve avere e infondere un’idea di calcio dal primo giorno di ritiro, deve lavorare su un progetto tattico ben preciso. Altrimenti non è nemmeno un gestore di risorse.
E’ scoraggiante, invece, vedere la Juve al pronti via di qualsiasi partita, non sapere cosa fare, senza personalità, con la difesa fragile, e l’attacco inesistente… Che comunque Morata, Dybala, Chiesa, Kean, proprio da serie B non sono eh… non scherziamo! Se non ci sono più i campionissimi e i tanti giocatori di grande personalità che c’erano, ci sarebbe stato bisogno di un gioco e di un modello tattico sul quale lavorare.

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Ma così, tanto per saperlo, quali sono i titolari della Juve? Szczesny, quando non fa troppe cappellate, 2 a caso tra De Ligt, Bonucci e Chiellini, quindi nessuna certezza, Locatelli, ma non si capisce bene in quale ruolo, attaccanti un po’ a casaccio, Chiesa a destra, a sinistra, seconda punta, prima punta, panchina, dipende, e Dybala a volte attaccante, altre non si capisce bene del tutto. E poi il frullato dei Rabiot, Berna, Kulu, Mckennie, Arthur, che cambiano ruolo ogni partita a volte ogni tempo,ma anche ogni quarto d’ora. Ah, sì, e Cuadrado, che da fenomeno a destra sta diventando trottola inutile, mentre Danilo fa una volta il terzino, la partita dopo il terzo di difesa e nel secondo tempo il secondo di centrocampo… Vabbè, sembra di sparare sulla croce rossa… 9 Milioni l’anno per 4 anni…!
Giocatori come Locatelli e Chiesa, determinanti in nazionale, faticano a trovare una stabilità, e sapete perché? Perché sono abituati a un calcio, organizzato, a un gioco moderno, a un’idea di attacco e difesa coerente e costante. Nella Juve si limitano ad essere dei tentativi.
Ma si può giocare ancora con il 4-4-1-1, 11 dietro la linea della palla anche con Sassuolo e Verona, mettendo uno come Rabiot (inutile) sull’esterno per avere maggiore equilibrio e protezione quando hai esterni di ruolo in teoria più forti? Ma protezione da chi? Da Messi Mbappé e Ronaldo? O protezione di fronte a una squadra organizzata? Perché sta tutto lì, le altre squadre, tutte, sanno cosa fare, la Juve no.
Se ci fossero una mentalità diversa, coraggio, personalità e voglia di imporre il gioco al centro del progetto e non una esasperata ricerca dell’equilibrio e del primo non prenderle, con la difesa bassa e i rischi ridotti al minimo, magari perderemmo lo stesso qualche partita, è un anno di transizione, ma con decoro.
Per cercare di vincere ci vuole una squadra preparata atleticamente, organizzata, con personalità, che ama rischiare e sa cosa fare in tutte le zone del campo, Se non hai più i campioni che ti risolvono le partite, il gioco deve essere un supporto. Poi puoi anche perderle le partite, ma con dignità.
Oggi tutte le squadre, anche le più piccole, hanno programmi, varianti, schemi e mentalità, vanno in campo per imporre il gioco, sono intense per novanta minuti, e non sperano di guadagnare i 3 punti speculando sull’ 1 a 0 e sperando che tutto giri per il meglio. Facile: se non hai i fenomeni, devi creare un gioco, altrimenti perdi e pure male.
Detto ciò, vorrei vedere nella Juve giocatori da Juve, che non vuol dire che debbano essere tutti campioni, ma devono avere della Juve il DNA! Basta con i giocatori “umorali”, un giorno sì e tre no, povere creature, che dipendono dall’oroscopo, dalla prima colazione, dal traffico, governo ladro, Pippo Baudo è un professionista, oggi è una giornataccia, fuori piove e fa freddo. A Tevez, Furino, Mandžukić, Vidal, Marchisio, Lichtsteiner, Bonini, di che tempo facesse, non gliene fregava niente, entravano in campo sempre con la stessa determinazione. Giocatori da Juve e non pecorelle che se piove e fa freddo, poverini, non riescono a rendere al massimo.

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Responsabilità? Di tutti: Paratici con le ultime agghiaccianti campagne acquisti; Allegri che non è in grado di allenare ma solo di gestire campioni e se non li ha, annega; Nedved che sembra quello dell’ultima stagione da calciatore, quando non riusciva più ad essere il Nedved di sempre, solo che allora ebbe il coraggio e la dignità di ammetterlo e chiudere lì la carriera; Cherubini che, pur essendo il meno colpevole, ha comunque la presunzione di occupare un ruolo che non regge e si è presentato con una campagna acquisti come se fosse il discepolo dell’ultimo Paratici; in conclusione, Agnelli, caro presidente, che quest’ultima fesseria che hai fatto temo che la pagheremo per anni. Non ci vuole poi molto a capire che questa squadra, così com’è, non va bene per uno come Allegri, una squadra senza campioni ha bisogno di un allenatore creatore di gioco, che valorizzi i giocatori che ha, adesso sì un Sarri (bestemmia), un De Zerbi (altra bestemmia), un Italiano (ma ci vuole coraggio). Quando si ritorna al passato è perché non si hanno idee sul futuro. Ci vorrebbe il dirigente che eri, quello di campo che si sporcava le mani, e non il politico in cerca di conferme e alleanze sempre più lontano dalla squadra.
Ogni storia che si rispetti ha un inizio e pure una fine. Voltiamo pagina e ricominciamo pure a soffrire sì, ma con dignità.

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