Ue: salvo il “Buon Natale”, ritirate le linee guida sull’inclusività

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Helena Dalli è un nome poco noto tra le figure dell’Unione Europea. Nelle ultime ore, tuttavia, hanno fatto non poco rumore le 32 pagine di “linee guida” uscite a fine ottobre e chiamate “Union of equality”. Benché finalizzate ad aumentare l’inclusività, sono state momentaneamente ritirate.

La politica maltese fa parte della Commissione, l’organo dell’UE demandato soprattutto all’iniziativa legislativa. Per la precisione, Dalli è commissario dell’EMPL, cioè la Direzione generale interna che si occupa, tra l’altro, di Inclusività ed uguaglianza.

I fatti

Le polemiche delle ultime ore trovano origine in uno Statement del Commissario Helena Dalli.  Vere e proprie “Linee guida” per una comunicazione inclusiva. Ben lungi dai paventati bavagli, censure o negazioni delle “radici cristiane d’Europa” l’atto era un innocuo documento interno per la comunicazione da parte del personale della Commissione ed aveva lo scopo di illustrare la diversità della cultura europea e mostrare l’intento inclusivo della Commissione. La stessa, infatti, ha dovuto ritirare il documento dopo l’infuriare delle polemiche sull’uso di alcune espressioni. Alcuni commentatori hanno rilevato, infatti, un possibile eccesso di zelo nel documento, che comunque non equivaleva a una direttiva né era vincolante per gli stati membri. Molti tuttavia hanno interpretato pretestuosamente l’atto per attaccarne presupposti e presunti obiettivi.

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Gli esempi che hanno generato preoccupazione

Nel documento il nobile obiettivo era: «Ogni persona in Ue ha il diritto di essere trattata in maniera eguale senza riferimenti di genere, etnia, razza, religione, disabilità e orientamento sessuale». A tal fine la comunicazione deve risultare il più possibile corretta. Stop quindi a “Miss o Mrs” (signorine e signore), sostituite dal generico ‘Ms’. Non solo, occorrerebbe: “non usare nomi o pronomi legati al genere del soggetto e mantenere equilibrio tra generi nell’organizzazione di ogni panel”. Basta con ‘ladies’ o ‘gentleman’, meglio un generico “dear colleagues”. Per persone transessuali dipende dalla loro indicazione. Per persone con disabilità il riferimento prioritario va alla persona (es. non ‘Mario Rossi è disabile” ma ‘Mario Rossi ha una disabilità’). Tuttavia, la raccomandazione che più ha fatto scalpore è quella relativa alle festività. Tali ricorrenze, infatti, non avrebbero più dovuto avere connotazioni religiose come “il Natale”. Secondo Bruxelles meglio un più generico “le festività”.

Le polemiche della destra italiana

Secondo personalità di destra conteneva divieti al Natale e negazione delle radici cristiane dell’Europa. In realtà era un documento interno su cui per altro, come si vedrà oltre, la Commissione continua tuttora a lavorare. Immancabili ma, a questo punto, perlomeno premature risultano le parole di soddisfazione dal centrodestra italiano. A parlare è infatti Giorgia Meloni, che commenta: «La Commissione europea batte in ritirata e stralcia il documento interno che prevedeva l’eliminazione della parola “Natale” perché considerata poco inclusiva. Abbiamo fermato la vulgata del politicamente corretto». Ancora, Antonio Tajani che sbandiera il risultato: «Grazie anche all’azione di Forza Italia, la Commissione europea ritira le linee guida sul linguaggio inclusivo che chiedevano di togliere riferimenti a feste e a nomi cristiani. Viva il Natale! Viva l’Europa del buonsenso!”.

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La replica di Dalli

Dopo le polemiche, quindi, Helena Dalli ci ha ripensato e ha scritto dal suo account Twitter: «È stata espressa preoccupazione in merito ad alcuni esempi forniti nelle Linee guida sulla comunicazione inclusiva che, come di consueto, sono in via di elaborazione. Stiamo esaminando queste preoccupazioni al fine di affrontarle in una versione aggiornata». Benché lo scopo fosse quello di mostrare inclusività «la versione – ammette la Dalli – non serve adeguatamente questo scopo. Non è un documento maturo e non soddisfa tutti gli standard di qualità della Commissione. Le linee guida richiedono chiaramente più lavoro, le ritiro e lavorerò ulteriormente su questo documento».

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