Variante Delta: quanto è diffusa in Italia, report ISS

Coronavirus, variante Delta: quanto è diffusa in Italia- L’inchiesta lampo dell’Istituto Superiore di Sanità. Cosa bisogna sapere.

Variante Delta: quanto è diffusa in Italia (Antonio Masiello/Getty Images)

Sono stati comunicato ieri i dati della flash survey, l’indagine lampo dell’Istituto Superiore di Sanità sulla diffusione della variante Delta in Italia. Si tratta della ex variante indiana del Coronavirus, il cui nome scientifico è B.1.617.2.

La variante Delta suscita apprensione perché si sta diffondendo in tutta Europa ed è già diventata prevalente nel Regno Unito. È destinata a diventarlo ovunque, anche in Italia, dove già si sono registrati alcuni focolai, nonostante il costante calo dei contagi, con numeri molto buoni negli ultimi giorni.

Contagi che, tuttavia, potrebbero risalire nelle prossime settimane a causa della variante Delta, molto più contagiosa delle precedenti e per la quale una sola dose di vaccino non basta. E sono ancora troppe le persone scoperte, circa 7 milioni di over 60 che hanno solo una dose di vaccino o nessuna (di questi sono 2,4 milioni). Mentre la campagna vaccinale rischia di rallentare a luglio in Italia, a causa di una minore fornitura di dosi di vaccino.

Nel frattempo, probabilmente proprio a causa della variante Delta sono tornati a risalire i contagi in Europa, del 10% in una settimana, dopo due mesi di calo. L’allarme è stato lanciato dall’OMS che ha sollecitato gli Stati europei a tenere sotto controllo l’epidemia e accelerare con la campagna vaccinale.

Sulla variante Delta, l’Istituto Superiore di Sanità ha pubblicato i dati della sua indagine lampo. Ecco cosa bisogna sapere.

Variante Delta: quanto è diffusa in Italia

Sebbene i contagi da Coronavirus siano in calo in Italia, la variante Delta (B.1.167.2) si sta diffondendo velocemente anche da noi. Nell’indagine lampo, flash survey, riferita allo scorso 22 giugno e condotta dall’Istituto Superiore di Sanità e dal Ministero della Salute insieme ai laboratori regionali e alla Fondazione Bruno Kessler, segnala che la variante ha raggiunto una prevalenza del 22,7% ed è stata scoperta in 16 Regioni e Province autonome, con un range tra lo 0 e il 70,6%.

Riguardo alle altre varianti, invece, sempre al 22 giugno la cosiddetta variante Alfa (B.1.1.7), ex inglese, era al 57,8%, in calo dall’88,1% del 18 maggio scorso. Nelle Regioni i il tange va dal 16,7% al 100%. La variante Gamma (P.1), ex brasiliana, era al 11,8% (con un range tra 0 e 37,5%), mentre lo scorso 18 maggio era al 7,3%.

L’indagine integra le attività di monitoraggio di routine, e non contiene quindi tutti i casi di varianti rilevate ma solo quelle relative alla giornata presa in considerazione, il 22 gougno appunto. La cosiddetta variante Kappa, ad esempio, uno dei sottotipi di B.1.617 (B.1.617.1), non è stata trovata nell’indagine lampo, ma diversi casi sono stati segnalati sulla piattaforma integrata che invece raccoglie le analisi giorno per giorno.

Per l’indagine è stato chiesto ai laboratori delle Regioni e Province Autonome di selezionare dei sottocampioni di casi positivi e di sequenziare il genoma del virus. Il campione richiesto è stato scelto dalle Regioni e Province autonome in maniera casuale fra i campioni positivi, garantendo una certa rappresentatività geografica e per fasce di età diverse. In totale, hanno partecipato all’indagine le 21 Regioni e Province autonome e complessivamente 113 laboratori. Sono stati sequenziati 772 campioni, la quasi totalità di quelli eleggibili per la survey nella giornata scelta.

“La crescita della prevalenza della variante Delta è un dato atteso, che deve essere monitorato con grande attenziona”, ha commentato il presidente dell’ISS Silvio Brusaferro. “È fondamentale continuare il tracciamento sistematico dei casi per individuare i focolai, che in questo momento è reso possibile dalla bassa incidenza, e completare il più velocemente possibile il ciclo vaccinale, dal momento che, come confermato anche ieri dall’Ema, questo garantisce la migliore protezione”.

Ulteriori informazioni sul sito dell’Istituto Superiore di Sanità: www.iss.it/web/guest/primo-piano/-/asset_publisher/3f4alMwzN1Z7/content/id/5785883

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Covid in Italia (Vaccinazioni al museo a Messina. Foto di Fabrizio Villa/Getty Images)

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