VERSO IL VOTO: ITALIA SOVRANA E POPOLARE, I CANDIDATI IN ABRUZZO. ‘FUORI DA NATO, UE, EURO E OMS’

L’AQUILA – È stata Italia Sovrana e popolare, rappresentata da Riconquistare l’Italia, Partito Comunista, Ancora Italia ed altre associazioni, a presentare per prima ieri, domenica 21 agosto, anche in Corte d’Appello all’Aquila, le sue liste per la Camera e il Senato. In meno di dieci giorni, sono state raccolte in Abruzzo 1.225 firme; in tutta Italia, le firme raccolte sono oltre 60mila.

I candidati di Italia Sovrana e Popolare in Abruzzo sono:

CAMERA UNINIMINALE
Collegio n. 01 (Chieti) – Nobile Dell’Orefice; collegio n. 02 (Pescara) – Lorenzo D’Onofrio; Collegio n. 03 (L’Aquila) –
Daniela Franciosi.

CAMERA PLURINOMINALE
Giovanna Coricciati, Lorenzo D’Onofrio, Paola Piccone, Umberto Mariani.

SENATO UNINOMINALE
Collegio n. 01 (Abruzzo) – Gianluca Baldini.

SENATO PLURINOMINALE
Antonio Felice, Stefania De Leonibus, Giuseppe Redondi.

“Le oltre 60mila firme raccolte in pochissimo tempo – si legge in una nota di Italia Sovrana – sono la perfetta fotografia della grande speranza che il popolo nutre verso questo nostro grande progetto di trasformazione della società italiana. È nostro desiderio ringraziare tutti i nostri militanti per il duro lavoro svolto, i nostri simpatizzanti e gli elettori di Italia Sovrana e popolare”.

“Ora ci attende una campagna elettorale entusiasmante – prosegue la nota – che ci vedrà impegnati in ogni angolo d’Abruzzo e d’Italia, per far conoscere il nostro programma”.

IL PROGRAMMA DI ITALIA SOVRANA E POPOLARE

Fuori l’Italia da NATO, UE, EURO, OMS.

1 – Stop all’invio di armi al regime ucraino e basta guerra e sanzioni alla Russia, ricostruzione dei rapporti diplomatici. Una situazione che sta devastando la nostra economia ed il suo tessuto sociale. Archiviare la stagione dell’unipolarismo atlantista per approdare ad un mondo multipolare fondato sulla solidarietà e sovranità di stati affratellati internazionalmente, cioè l’opposto del globalismo mondialista.

2 – Basta dittatura sanitaria e green pass. Nessun obbligo vaccinale. Attivazione di piani di medicina territoriale e di prossimità. Ristrutturazione generale della sanità pubblica e fine di ogni privatizzazione in questo settore.

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3 – Una assoluta attenzione ai temi del lavoro, azzerando tutta la legislazione relativa alla precarizzazione e agli attacchi al lavoro autonomo, piena occupazione, salario minimo a 1.200 euro, piano di manutenzione nazionale del territorio con forza-lavoro dal reddito di cittadinanza, socialità per invalidi con assegno minimo a 1.000 euro, sviluppo del welfare per la famiglia come centro dell’azione sociale. Ripristino Articolo 18, abrogazione della “legge Fornero”. Nuova scala mobile per salvaguardare i salari, stesso trattamento per partite iva e lavoro autonomo con compensazioni contributive.

4 – Una politica economica che riprenda la programmazione industriale e sociale improntata in senso antiliberista e popolare. Piano straordinario per le case popolari. Sanità, scuola, trasporti, assieme ai settori strategici come infrastrutture ed energia, devono essere pubbliche. Un grande investimento sulle nuove generazioni e sulla qualità della formazione ad es. con l’abrogazione del DL 36 che, approvato questa primavera, verrà ora gradualmente applicato aprendo scenari inquietanti per il futuro dei docenti della scuola pubblica con l’innalzamento dell’obbligo scolastico a 18 anni. Occorre cancellare la controriforma renziana della “buona scuola” e restituire dignità e finanziamenti alla scuola pubblica e al ruolo degli insegnanti. Restituire dignità agli anziani, incrementando le pensioni di vecchiaia e abolendo l’istituto dell’amministrazione di sostegno che è uno strumento statale vessatorio nei confronti degli anziani perfettamente capaci di badare a se stessi. Una attualizzazione della lotta di classe nel mondo disumano delle multinazionali che vanno tassate alla stessa stregua delle attività italiane dei settori corrispondenti. Sviluppo delle attività di sport popolare per le nuove generazioni con piano straordinario di investimenti e abrogazione della “tessera del tifoso”.

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5 – Lotta alla mafia, alla corruzione e alle organizzazioni criminali, fine del segreto di stato sulla stagione delle stragi e sulle responsabilità interne ed internazionali nella strategia della tensione. Cancellare la Riforma Cartabia e fare una vera ed efficace riforma della Giustizia e del Csm per accorciare i tempi del processo e slegare la magistratura dai condizionamenti della politica. Una vera riforma della giustizia dalla parte del popolo, con una magistratura non asservita ai poteri forti, a tutela delle ragioni dei più deboli.

6 – Siamo contro il politicamente corretto che cancella cultura e storia, così come siamo avversi alla mercificazione dei corpi usati spesso a discapito dei ceti popolari. Chiederemo un referendum contro il numero chiuso alle facoltà universitarie. Siamo contro il business dei servizi sociali, case famiglia e sui figli che vengono sottratti alle famiglie senza fondati motivi, riscontrabili aldilà di ogni dubbio.

7 – La difesa dell’ambiente non in senso propagandistico ma seguendo realmente la filiera delle responsabilità del mercato globale. Una transizione verso un approvvigionamento energetico rinnovabile con una programmazione a breve, medio e lungo termine che si basi su obiettivi raggiungibili e compatibili con le esigenze dei cittadini, dello sviluppo industriale e con uno sviluppo dell’occupazione duraturo e stabile. L’agricoltura, la difesa delle nostre produzioni in contrasto con la mercificazione senz’anima delle multinazionali della filiera dell’agroalimentare.

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8 – Denuncia della sistematizzazione del terrore come strumento di governo dei popoli respingendo ogni ipotesi di transumanesimo, i cui prodromi sono stati sperimentati durante la gestione del Covid-19. Insediamento commissione d’inchiesta parlamentare sulle scelte dei governi durante l’emergenza.

9 – Siamo contro le migrazioni forzate. L’unica possibilità reale di bloccarle sta nel bloccare le guerre e, punto fondamentale, nel cancellare il rapporto economico diseguale che esiste tra i paesi avanzati e quelli del Terzo Mondo. Siamo altresì contrari al fatto che i lavoratori immigrati siano usati come “esercito industriale di riserva” da parte della grande imprenditoria per abbassare i diritti complessivi di tutti i lavoratori.

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