Verso le elezioni, Meloni al centrodestra: “Senza accordo su premier alleanza inutile”. Calenda apre a Letta “ma niente forzature sulla …

Carlo Calenda – con Bonino, Della Vedova e Richetti – presenta alla stampa estera il Manifesto del fronte repubblicano, che propone per il voto del 25 settembre. Il leader di Azione apre a Enrico Letta – «gli vogliamo bene, è una persona seria» – e chiude a Luigi Di Maio – «non so chi sia» -, accoglie Maria Stella Gelmini uscita da Forza Italia. La ministra vede nel manifesto – europeismo e atlantismo, infrastrutture e Pnrr, industria 4.0 e revisione del reddito di cittadinanza – i contenuti dell’agenda Draghi e aggiunge: «Io ci sono, vediamoci». E mentre il governatore del Lazio, Nicola Zingaretti, si dice disponibile a candidarsi in Parlamento – «dipende molto dal Pd –, nel centrodestra c’è scontro sulla premiership. Il coordinatore di Forza Italia, Antonio Tajani – che il Ppe vorrebbe a Palazzo Chigi – afferma che «ora l’importante è lavorare per gli italiani». Poi parlando delle fuoriuscite dal partito, dichiara «incomprensibili» le scelte di Gelmini e Brunetta (che ha accusato Berlusconi di bodyshaming). In giornata altri dimissioni da Forza Italia: anche Annalisa Baroni e Giusy Versace lasciano il partito. La Lega alza i toni sui migranti: l’obiettivo di Salvini è tornare al Viminale. Il New York Times e il Guardian mettono sotto la lente l’ascesa di Giorgia Meloni e parlano di «sviluppo allarmante».

L’intervista Prove di accordo tra i progressisti, la mano tesa di Calenda a Letta: “Alleanza possibile”
L’analisi  Tendenza Orban: Salvini, Meloni e Berlusconi hanno sempre corteggiato la linea del leader ungherese
Il retroscena – Letta allarga a sinistra le alleanze del Pd
La polemica  New York Times e Guardian contro Giorgia Meloni: “Il futuro dell’Italia è desolante”

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17.56 – Meloni al centrodestra: “Senza accordo su premier alleanza inutile”
«Se non dovessimo riuscire a metterci d’accordo su questo, non avrebbe senso andare al governo insieme. Confido che si vorranno confermare, anche per ragioni di tempo, regole che nel centrodestra hanno sempre funzionato, che noi abbiamo sempre rispettato e che non si capisce per quale ragione dovrebbero cambiare oggi». Lo dice al Tg5, Giorgia Meloni, rispondendo a una domanda sul nodo della premiership all’interno del centrodestra

16.51 – Casalino: «Su liste M5S e mia candidatura ricostruzioni inventate»
«In queste ore leggo numerose ricostruzioni su liste e presunte candidature del M5S per le prossime elezioni politiche. Anche il mio nome viene tirato in ballo, ma – come spesso accade – senza che vi sia attualmente una qualsiasi attinenza con la realtà – sottolinea in una nota Rocco Casalino –. Nulla è stato ancora deciso sul tema, motivo per cui ogni ricostruzione che circola in queste ore è da intendersi come priva di fondamento e quindi totalmente inventata. Mi duole osservare che solo pochi giorni fa sono stato fatto nuovamente oggetto di ricostruzioni viziate».

16.38 – Salvini: «Con centro destra torneranno nuovi Decreti Sicurezza»
«Sono ormai quotidiane le notizie di violenza che arrivano dalle città: non vediamo l’ora di tornare al governo con il centrodestra per riportare buonsenso e regole con i nuovi Decreti Sicurezza. Le nostre città, a partire dalla splendida Bologna, non possono essere ostaggio di clandestini e delinquenti. Lo meritano gli italiani e i tanti stranieri perbene, perfettamente integrati, che lavorano onestamente e pagano le tasse». Lo dice il leader della Lega Matteo Salvini dopo la rapina in via Mazzini a Bologna.

16.34 – Mastella: «Alleatevi con noi, evitate la iella»
«L’ultima volta che in Italia ha vinto il centrosinistra è stato il 2006, chi c’era nel 2006? Mastella. E vinsero grazie ai voti della Campania. Quindi non fosse altro che per scaramanzia, per un po’ di iella da evitare, consiglio di fare l’alleanza con noi. Chi non la fa, sono cacchi propri». Così il segretario di Noi di centro, Clemente Mastella.

16.15 – Toti: «Ok programma Calenda. Che ne pensa coalizione Pd?»
«Il programma di Carlo Calenda è per molti aspetti condivisibile, ma non so quanti lo condivideranno nella coalizione di Enrico Letta. Penso alla sinistra più estrema, agli ambientalisti, ai signori del ‘no’ e dei ricorsi al Tar». Lo ha detto il presidente della Regione Liguria e di Italia al Centro Giovanni Toti a margine di un incontro pubblico a Genova. «Dall’altra parte – ha concluso Toti – chiedo quanti invece nella coalizione di centrodestra con cui governo la Liguria un simile programma sarebbero pronti a sposarlo..».

16.05 – Patuanelli: «Era questa l’unità nazionale? Che gran casino»
«Patto Repubblicano ma senza Tizio, Caio e Sempronio. Agenda Draghi, ma senza agenda sociale. Scissioni che impongono condizioni. Correnti interne che dettano le linee politiche ai segretari. Raggruppamenti politici per metà al Governo e per metà all’opposizione. Partiti senza posizioni che tentano di posizionarsi. Transfughi in cerca di seggi sicuri. Era questa l’unità nazionale? Che gran casino». Lo scrive su Facebook Stefano Patuanelli.

15.59 – Magi: «Patto repubblicano unica via cambiare esito voto»
«Un Patto repubblicano a partire dalla condivisione degli obiettivi politici contenuti nel manifesto presentato oggi da Più Europa e Azione è l’unica ipotesi davvero ‘espansiva’ e in grado di cambiare il quadro politico attuale cambiando anche l’esito delle elezioni che in molti danno per scontato. Lo diciamo al segretario del Pd Enrico Letta che in queste ore ha parlato di una lista unica Democratici e Progressisti definendola appunto ‘espansiva’». Lo afferma il deputato e presidente di più Europa, Riccardo Magi, intervenendo nel corso della presentazione del Patto repubblicano con Emma Bonino e Carlo Calenda. «Quanto all’autenticità dell’atlantismo e dell’europeismo di Giorgia Meloni – ha concluso -, chi come il sottoscritto è membro della Commissione affari costituzionale ricorda bene la proposta a prima firma Meloni per cambiare la nostra Costituzione e stabilite il primato del diritto nazionale sul diritto internazionale ed europeo».

15.37 – Marcucci: «Bene Calenda, alleanza ampia e competitiva»
«Le parole di Calenda sono un buon viatico per aprire un vero tavolo programmatico. Ci sono le condizioni per fare un’ alleanza ampia e competitiva, con un progetto serio e responsabile per l’Italia». Lo afferma il senatore Pd Andrea Marcucci.

15.15 – Giusy Versace lascia Forza Italia
«Era nostro dovere garantire stabilità al Paese e continuità a questo governo che ben stava lavorando, portando al termine naturale la legislatura, fra qualche mese, con altruismo e coerenza». Così, tramite una nota la deputata ed ex atleta paralimpica Giusy Versace annuncia il suo addio a Forza Italia, partito nel quale militava dal 2018. «Mai avrei immaginato di terminare questa legislatura con tale amarezza e delusione, sentimenti che oggi mi portano a lasciare il gruppo ed a dimettermi dagli incarichi che mi sono stati affidati ringraziando per la fiducia che mi è stata riposta», conclude Versace.

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14.59 – Verso Speranza e Maraio in lista democratici-progressisti
Nella lista aperta dei democratici e progressisti dovrebbero entrare tanto il ministro Roberto Speranza, quanto il segretario del Psi, Enzo Maraio. Tra le ipotesi anche la vicepresidente della Regione Emilia Romagna Elly Schlein. La possibilità che rappresentanti di Articolo 1 siano candidati nel ‘listone’ annunciato dal segretario del Pd Enrico Letta affonda le sue radici anche nella mozione all’insegna dell’apertura oltre i confini del movimento con cui Speranza ha vinto il congresso di Articolo 1. Speranza, inoltre, come rimarcano fonti parlamentari, da circa un anno partecipa alle Agorà democratiche, a dimostrazione di un dialogo già ben avviato. Ma si attendono gli ultimi passaggi negli organismi preposti di partito. Shlein al momento non si è ancora pronunciata su un suo eventuale ingresso nella lista in questione. Mentre in ambienti socialisti la possibilità di una candidatura di Maraio (e non solo) nella stessa viene considerata molto concreta.

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14.45 – Ricci: «Di Maio faccia movimento civico»
«Il Pd deve dare una sua idea di paese, poi confrontarsi con ogni singola forza politica per essere competitivi nei collegi». Lo ha detto il sindaco di Pesaro e coordinatore dei sindaci dem, Matteo Ricci. «Penso – ha proseguito – che Di Maio debba fare un movimento civico nazionale, debba dimostrare che il movimento buono, che il movimento responsabile lo rappreseta lui. E credo che al centro ci sia spazio per un soggetto liberal democratico alleato del Pd».

14.35 – Calenda: «Forzare su Letta premier chiude confronto»
«Discutiamo di cose concrete, non di nomi e alchimie. Per Azione e Più Europa il candidato Presidente del Consiglio non può essere Enrico Letta. Cercare di forzare su questo punto chiuderebbe immediatamente la discussione. Il nostro obiettivo è convincere Mario Draghi a rimanere a Palazzo Chigi, portando voti su un’agenda coerente con quella portata avanti dal suo governo». Lo dice Carlo Calenda, leader di Azione, rispondendo a Matteo Ricci che ha sottolineato come, da statuto del Pd, il candidato premier sia il segretario Enrico Letta.

14.32 – Ricci: «No veti, la coalizione la costruisce il Pd»
«Mettere veti e paletti è il modo peggiore per affrontare la campagna elettorale. L’alternativa alla destra sovranista della Meloni è il Pd e chi non si allea con il Pd avvantaggia la destra». Lo dice il sindaco di Pesaro e coordinatore dei sindaci dem, Matteo Ricci, interpellato sulle dichiarazioni di Carlo Calenda che chiude alla possibilità di allearsi con Luigi Di Maio, con Sinistra Italiana o Europa Verde, oltre che con il M5s. «Sta al Pd costruire l’alleanza, che possa essere una alleanza competitiva nei collegi e al tempo stesso coerente e affidabile», aggiunge Ricci. «Questo vale per tutti, e credo che il confine sia in quelle forze che in parlamento hanno votato la fiducia a Draghi».

14.14 – Toti: «Non so neanche se centrodestra esiste»
«Non è scontato nulla, non so neanche se il centrodestra esiste, per ora ho visto una cena e un pranzo a Villa Grande, bellissima location che ha ispirato grandi film ma non grandi documenti politici». Così il presidente della Regione Liguria e di Italia al Centro Giovanni Toti a margine di un incontro pubblico ribadisce che alle prossime elezioni politiche il sostegno di Italia al Centro alla coalizione di centrodestra non è scontato. «Aspetto di conoscere con quale piattaforma il centrodestra intende governare questo Paese, con quali forze, con quali ruoli e con quale dignità alle idee liberali e popolari – sottolinea -. Dall’altra parte vedo una grande coalizione che sta cercando di mettersi insieme più per la paura di perdere che non per il desiderio di governare. Al momento c’è molta confusione, il caldo aiuta ad aumentare l’entropia del sistema, dicono che nei prossimi due giorni rinfrescherà e pioverà, mi auguro che porti anche una schiarita nella politica».

14.12 – Giovannini: «Partiti senza programma»
«Mancano due mesi alle elezioni e tutti i partiti non hanno una piattaforma politica da presentare agli elettori perché si pensava che le elezioni avvenissero più avanti e quindi con il tempo di elaborarla». Lo evidenzia il ministro delle Infrastrutture e delle Mobilità sostenibili, Enrico Giovannini, durante la sua lectio magistralis alla Summer School sulla sostenibilità organizzata dall’Università di Genova. «Una piattaforma di qualsiasi orientamento politico o ce l’hai perché hai lavorato per anni e ne hai verificato i contenuti, oppure è una ‘lista della spesa’ che ogni partito presenta agli elettori dando l’impressione di appiccicaticcio indipendentemente da destra o sinistra. È un po’ come all’esame all’Università quando il professore ti fa l’interrogazione, se hai studiato bene, altrimenti cerchi di ammucchiare quello che sai, che magari è anche giusto ma il professore capisce che hai un po’ appiccicato. Questo è un grande rischio che corriamo».

13.50 – Di Maio: «Grillo-Di Battista? Li vedo nervosi, hanno sfasciato tutto»
«Li vedo un po’ nervosi, hanno capito come sempre di aver sfasciato tutto». Così Luigi Di Maio, ministro degli Esteri e leader di Ipf, ospite de L’aria che tira, su La7, dopo aver visto i recenti video in cui è stato criticato dal garante M5S Beppe Grillo e dall’ex deputato del Movimento Alessandro Di Battista. «Il nostro sogno era andare al governo, fare le riforme e cambiare l’Italia, poi sono diventati il partito di Conte, che ha buttato giù Mario Draghi, non un premier qualsiasi – ha spiegato Di Maio – A Grillo vorrò sempre bene, di Conte ha detto cose peggiori». Di Battista può diventare leader del Movimento? «Decideranno loro, ma ora è un partito padronale – ha risposto il ministro – li porta a litigare con tutti, forse il problema è proprio Conte».

13:40 – Zingaretti: «Nel Lazio maggioranza con M5S va avanti»
Il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti ha aggiunto: «Nel Lazio nessun trauma e nessuna scossa. C’è una alleanza larga che prevede la presenza del M5S sostenuta in maggioranza anche da altre forze politiche, che si basa su un programma che stiamo attuando con spirito di forte solidarietà. Tutte le forze politiche hanno confermato la volontà di rispettare i patti della realizzazione del programma. Andremo avanti fino al termine di questa fase».

Elezioni, Zingaretti: “Se candidato, dimissioni dopo elezione. Intanto nel Lazio avanti con il M5s”

13:35 – Zingaretti: «Se sarò candidato dopo le elezioni affronteremo il tema di come portare la Regione al voto»
«Nel Lazio c’è un’alleanza larga che prevede la presenza dei 5 stelle che si basa su un programma che stiamo attuando. Andremo avanti, se sarò candidato dopo le elezioni affronteremo il tema di come portare la Regione al voto. Poi si aprirà un’altra fase dove le forze politiche troveranno il modo e le forme per rilanciare questo progetto unitario. Questo non dipenderà da me ma dalle scelte che si faranno. La Regione Lazio continua ad essere governata da una maggioranza che vuole continuare a rispettare gli accordi con i cittadini. Non ci sono traumi o scosse. Andiamo avanti rispettando i patti». Lo ha detto il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti poco prima della firma del Protocollo d’Intesa tra Regione Lazio e Roma Capitale in merito a La promozione e attuazione degli accordi di insediamento e sviluppo delle imprese nel territorio di Roma Capitale in Campidoglio.

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13.32 – Di Maio: «Per Conte e Salvini un’estate di instabilità»
«Conte e Salvini ci regalano estate di instabilità». Così Luigi Di Maio, ministro degli Esteri e leader di Italia per il futuro su La7. «Che abbiano strizzato l’occhio a Putin sin dall’inizio lo sappiamo, il partito di Conte ha ricevuto l’endorsement dall’ambasciatore russo a Roma sulla sua risoluzione, e Salvini si stava per far pagare in rubli in viaggio in Russia», ha affermato Di Maio, rigettando le ricostruzioni secondo cui il «peccato originale» in questa crisi di governo sia rappresentato dalla sua scissione dal M5S. «Conte aveva intenzione di far cadere il governo da tanto tempo – ha detto il leader di Ipf –. Ho fatto la scissione per salvare la politica estera dell’Italia. Il partito di Conte stava decidendo di non votare la risoluzione, disallineandola dalla Nato e dall’Ue. Disallinearci dalle nostre alleanze per me era inaccettabile. Ho fatto la scissione nel giorno in cui stavano per non votarla, poi la scissione li ha riportati a votarla. Se fosse caduto il governo sulla politica estera avremmo dato immagine devastante».

13.30 – Di Maio: «L’Italia ha ancora bisogno di Draghi»
«Io credo che l’Italia abbia ancora bisogno di Mario Draghi». Lo ha detto il leader di Italia per il futuro Luigi Di Maio a L’Aria che tira. «Ci sono una serie di cose da fare dell’agenda Draghi, come il cuneo fiscale e il salario minimo», dunque bisogna «costruire un consenso sul solco dell’agenda Draghi. Se poi Draghi vorrà essere ancora presidente del Consiglio…».

13.24 – Calenda a Gelmini: «Vediamoci con grande piacere»
«Con grande piacere». Così il leader di Azione, Carlo Calenda, risponde su Twitter alla ministra Mariastella Gelmini che, dopo aver letto il manifesto di Azione, gli ha proposto di vedersi.

13.16 – Di Maio: «Partito di Conte è di estrema sinistra, serve alleanza moderati»
«Il partito di Conte è diventato un partito di estrema sinistra. Quello che si chiama centrodestra è un’alleanza di estrema destra. In mezzo c’è l’alleanza dei moderati che dobbiamo costruire per dare al paese, anche nel solco dell’agenda Draghi, un’alternativa». Lo dice il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, leader di Ipf, ospite a ‘L’aria che tira’ su La7.

13.11 – Gelmini a Calenda: «Bene manifesto Azione, io ci sono»
«Ho letto il manifesto di Azione. Europeismo e atlantismo, infrastrutture, PNrr, industria 4.0, revisione del reddito di cittadinanza. E’ l’agenda Draghi ed è quello che serve all’Italia. Carlo Calenda io ci sono, vediamoci». Lo scrive su Twitter il ministro per gli Affari Regionali, Mariastella Gelmini. 

13.00 – Boschi (Italia Viva): «Pronti alla sfida contro gli irresponsabili di destra»
«La delusione per la fine del governo Draghi è forte ma non molliamo. Contro gli irresponsabili di destra, pronti alla sfida e ad offrire proposte concrete. Partecipa anche tu, diventa volontario e costruiamo insieme il futuro dell’Italia!». Lo scrive sui social Maria Elena Boschi, presidente dei deputati di Italia Viva, postando il form di partecipazione per i volontari.

12.55 – Domani la presentazione del simbolo SI-Europa Verde
Domani pomeriggio sarà presentato il simbolo comune Europa Verde-Sinistra Italiana per le elezioni politiche del 25 settembre. L’appuntamento è alle ore 15.30 presso il caffè della Casa del Cinema a Villa Borghese. Saranno presenti Angelo Bonelli, Eleonora Evi e Nicola Fratoianni.

12.40 – Calenda: «Letta serio, noi pronti a discutere con tutti. Di Maio chi?»
«Letta è una persona seria e siamo disponibili a discutere con tutti sulle cose da fare». Lo ha detto Carlo Calenda a margine della presentazione del Patto repubblicano. «Non so di chi si stia parlando, non so di chi si parla, non mi risulta» risponde invece parlando di Luigi Di Maio come possibile partner alle elezioni.

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12.30 – Mastella (Noi al centro): «Calenda fuori dalla coalizione non prende un senatore»
«Per Renzi i mediocri si alleano per abbattere i più bravi? A volte vedo che è così, poi bisogna anche evitare alcune cose, alcune considerazioni di se stessi abbastanza luciferine». Così Clemente Mastella, segretario di Noi di centro. «Calenda si è laureato a Roma e va bene, io sono laureato a Napoli. Tanto rispetto per l’università di Roma, ma anche l’università di Napoli… – dice a Napoli – noi siamo un piccolo territorio politico, quello che lo facciamo lo facciamo a mani nude, senza l’incoraggiamento di industriali alti che ci sostengono, quello che abbiamo lo abbiamo con grande fatica». «Il centrosinistra vince a due condizioni, se ci crede davvero e mette dentro tutti, con Pd perno di coalizione, senza accettare veti – dice Mastella – io me la gioco nei miei collegi, voglio vedere gli altri come Calenda, non prende un senatore se va fuori dalla coalizione».

12.20 – Calenda: «La sfiducia a Draghi è stata una scena miserabile»
«+Europa e Azione hanno una cosa in comune: sono gli unici due partiti a non aver mai fatto alleanze con politiche a non aver fatto alleanze con sovranisti e populisti, in questa legislatura. Abbiamo sostenuto per molto tempo che i 5 Stelle erano un partito populista, anti-atlantico e anti-europeo. Tutto questo è stato verificato con la sfiducia a Mario Draghi, una scena miserabile». Lo ha detto il leader di Azione Carlo Calenda presentando alla stampa estera il patto repubblicano con +Europa.

12.10 – Calenda: «Bisognerebbe abolire la Bossi-Fini»
«Noi pensiamo che bisognerebbe abolire la Bossi-Fini. Abbiamo bisogno di immigrati, di integrarli. Questo non vuol dire immigrazione incontrollata, è il contrario. Se c’è una Agenzia che gestisce i flussi, aumenta la sicurezza del Paese». Lo ha detto Carlo Calenda presentando il Patto repubblicano con Emma Bonino.

11.50 – Caio Mussolini: «Attacchi a Meloni? Polemiche da una sinistra senza idee»
«Questi attacchi preventivi tirando in ballo il fascismo, quando in Italia non c’è alcun pericolo di fascismo, sono polemiche strumentali di chi non ha idee, proposte, programmi. L’unica arma che ha la sinistra ha, e che continua a usare ossessivamente, è questa presunta minaccia fascista. Si è arrivati addirittura a ridicolizzare la M: si pensi che io stesso, ormai ci rido su, da oggi chiedo se preferiscano che io mi firmi “Ussolini”». Caio Mussolini, nipote di Benito, commenta così all’Adnkronos le prese di posizione di chi, riferendosi a Giorgia Meloni, paventa un ritorno del fascismo. «I fascisti, se ancora esistono, hanno 95 anni. Da sinistra si butta fango contro il candidato che fa paura, per la sua rara coerenza, attaccandola anche per una camicia troppo blu e troppo scura, quasi nera».

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11.48 – Bonino: «Auspichiamo con forza un’interlocuzione con il Pd»
«È iniziata da 24 ore la prima interlocuzione con il Pd, che in tutti questi anni ha preferito altri, i 5 stelle fino all’inverosimile o l’estrema sinistra. Con il Pd per parlare bisogna essere in due, se no è monologo. Starà anche al Pd aprire se vuole una interlocuzione che noi auspichiamo con forza, ma non mi posso presentare nella sede del Pd con un bazooka». Lo ha detto Emma Bonino presentando, con Carlo Calenda, il Patto repubblicano.

11.40 – Serritella (Ipf): «M5S ha messo in difficoltà il Paese»
«Purtroppo ciò che resta del Movimento 5 Stelle ha fatto cadere un governo in piena estate mettendo in grande difficoltà il Paese. Grazie a loro e a calcoli prettamente egoistici (e sbagliati) sui sondaggi, la nostra economia, la tranquillità di famiglie e imprese è stata messa a dura prova. In tanti aspettavano il Decreto Aiuti, e invece ora saranno costretti ad andare avanti in estrema difficoltà e a subire i toni di una campagna elettorale che ha rispolverato tra l’altro slogan, Madonne e odio contro gli immigrati. I cittadini non se lo meritavano». Lo scrive in un post su Facebook il deputato di Ipf Davide Serritella.

11.30 – Calenda a Ronzulli: «Da 3 mesi trattavo con Gelmini? Una beata idiozia»
«Cara Licia Ronzulli, questa è una beata idiozia. Per il resto buona vita come ruota di scorta di Salvini che fa la ruota di scorta della Meloni. Mandate Tajani a spiegarlo in Europa, dove tuona regolarmente contro i Sovranisti». Così Carlo Calenda replica alla senatrice azzurra, fedelissima di Silvio Berlusconi, Licia Ronzulli, che in un’intervista ha dichiarato che Maria Stella Gelmini «trattava da 3 mesi con Calenda» per uscire da Forza Italia.

11.15 – Coco (Gaynet): «Campo largo discuta di diritti»
«Ci sono milioni di persone scese in piazza per i Pride che si aspettano adesso un fronte progressista compatto sui diritti delle persone lgbtiq+ che riporti l’Italia in Europa: matrimonio egualitario, riconoscimento di figli e figlie alla nascita, adozioni per tutte le coppie e single, completamento della legge sui crimini d’odio, superamento della 164/82, educazione sessuale e affettiva nelle scuole, superamento delle restrizioni nell’accesso alla PMA, condanna delle cosiddette “terapie riparative”. Cosa propongono le forze dell’ipotetico campo largo su questi provvedimenti ormai irrinunciabili per un Paese che voglia dirsi europeo?». Così Rosario Coco, presidente dell’associazione Gaynet. 

11.05 – Lollobrigida (FdI): Lega e Fi dichiarino qual è il candidato premier prima del voto
«Forza Italia e Lega dichiarino qual è il candidato premier prima del voto. Per noi la chiarezza è essenziale. Ci sono punti che non si possono più eludere. Il primo è il patto anti-inciucio, un pilastro di trasparenza». Così Francesco Lollobrigida, capogruppo di FdI alla Camera un’intervista a Il Messaggero. «Serve un metodo chiaro – ribadisce –. Il cittadino quando si presenta alle urne deve sapere come viene utilizzato il suo voto». Secondo Lollobrigida «Tajani ha fatto bene ad esporsi in maniera trasparente. E così Salvini. Sia il coordinatore di FI che il leader della Lega hanno delle ottime qualità per la premiership ma io penso che Giorgia Meloni abbia qualcosa in più». 

10.55 – Paita (Italia Viva): da Frascina toni gravi contro Brunetta
«I toni utilizzati dalla Fascina nei riguardi di Brunetta sono gravi. Vorrei chiederle: mentre Renato Brunetta era a fare il ministro e il parlamentare in questi anni, lei dov’era? Noi non l’abbiamo vista molto poco in Parlamento salve eccezioni #cercasiFascinadisperatamente». Lo scrive su Twitter Raffaella Paita, deputata di Italia Viva.

10.40 – Tajani: Berlusconi presidente del Senato? Non c’è alcun patto
«Berlusconi presidente del Senato? Ma per carità. Berlusconi può fare tutto. Tutti gli riconoscono il ruolo che ha avuto. Starà a lui decidere. Ma non c’è alcun accordo alcun patto. Ma lui che ha fatto il presidente del Consiglio per 10 anni, l’imprenditore, sport, si mette a trattare per fare il presidente del Senato? Mi sembra riduttivo. Evidentemente certa stampa di sinistra lo vede come collante del centrodestra e il fatto che non siano riusciti ad eliminarlo dalla vita politica dà fastidio. Mi sembra davvero una bassezza». Lo ha detto il coordinatore nazionale di Forza Italia, Antonio Tajani ad Agorà estate su Rai 3.

10.30 – Baroni (Forza Italia): lascio il partito, non c’è spazio per i moderati
«La posizione politica assunta dal partito in piena crisi di governo è stata sconcertante. Mai mi sarei aspettata che Forza Italia scippasse a Conte e ai 5s la responsabilità di far cadere l’esecutivo, condannando il Paese all’instabilità e mettendo a rischio importanti provvedimenti a favore di famiglie e ceti produttivi. Non mi riconosco più in questa Forza Italia, che ormai da tempo insegue Salvini e il suo populismo. Ha ragione Mariastella Gelmini quando dice che in Forza Italia non c’è più spazio per i moderati. Da oggi non faccio più parte di Forza Italia e lascio ogni carica all’interno del partito». Così la deputata Annalisa Baroni.

09.55 – Zingaretti: io candidato? A disposizione del Pd
«Io candidato in un ruolo di primo piano nella politica nazionale? Dipende molto dal mio partito, io sono amministratore grazie ai cittadini della mia comunità ormai da 14 anni perché insieme abbiamo vinto sempre le elezioni. Io sono a disposizione di un progetto politico, poi dipenderà da Enrico (Letta, ndr), dal gruppo dirigente del Pd. La mia consiliatura è finita perché dopo due mandati nel Lazio non ci si può ricandidare e personalmente penso che due mandati per un presidente di Regione siano davvero sufficienti e quindi occorre cambiare». Lo ha detto il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti a Radio Anch’io. «Sicuramente combatterò strada per strada e nei posti di vacanza per ridare speranza a questo Paese, che è la mia gente e la mia comunità. Ora c’è bisogno di non uccidere la speranza di potercela fare», ha concluso Zingaretti.

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