Viaggi con i mezzi pubblici? Come ottenere il rimborso di 60 sul costo dell’abbonamento

Tutti i cittadini possono ottenere un rimborso fino al 100% della spesa sostenuta per la sottoscrizione di abbonamenti ai mezzi pubblici. Come?

Lo ha previsto l’ultimo decreto aiuti del Governo approvato lo scorso 17 maggio 2022: a prescindere dall’età, dall’occupazione lavorativa, dalle condizioni economico-sociali, tutti possono ricevere un rimborso fino a 60 euro all’anno per l’acquisto di abbonamenti al trasporto pubblico.

Una misura che va a contrastare gli aumenti non solo del costo degli abbonamenti, ma anche i rincari sui carburanti, e permette alle famiglie di ottenere un piccolo rimborso sulle spese annuali, solo fino al 31 dicembre 2022.

Chi sono i fortunati cittadini che hanno diritto al rimborso di 60 euro sugli abbonamenti al trasporto pubblico? Scopriamolo in questo articolo.

Rimborso di 60 euro sugli abbonamenti ai mezzi pubblici: quando arriva

Il decreto aiuti del Governo – l’ultimo provvedimento approvato lo scorso maggio 2022 – aveva inserito nuovi aiuti e agevolazioni per tutti i cittadini. In particolare, sarebbe possibile richiedere un rimborso fino a 60 euro all’anno per l’abbonamento ai mezzi pubblici. Ma che fine ha fatto il bonus trasporti?

Non appena approvato, il bonus mezzi pubblici ha destato scalpore ed entusiasmo, anche in virtù di tutti gli aumenti sui carburanti che stanno spingendo gli automobilisti a scegliere mezzi di trasporto alternativi.

Tuttavia, dopo quasi un mese dalla pubblicazione del decreto in Gazzetta Ufficiale – e dunque dalla vera e propria entrata in vigore – non è ancora attivo alcun rimborso. Cosa aspettarsi?

Stando a quanto previsto dal Governo, la piattaforma utile per la richiesta sarebbe dovuta arrivare entro 45 giorni dall’entrata in vigore del decreto: in realtà in termini non sono ancora scaduti. Il Governo ci starà ancora lavorando?

Rimborso di 60 euro sugli abbonamenti ai mezzi pubblici: i requisiti

È caos anche sui requisiti del nuovo bonus trasporti per risparmiare sull’abbonamento ai mezzi pubblici: in attesa del provvedimento attuativo, siamo a conoscenza solo di un requisito essenziale utile per poter richiedere il rimborso di 60 euro.

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Possiamo desume che l’agevolazione si rivolga a coloro che sfruttano i mezzi di trasporto pubblico per qualsiasi tipologia di spostamento: per la scuola, per il lavoro, per il tempo libero, ecc. 

Sono ammessi al rimborso tutti gli abbonamenti ai mezzi pubblici sottoscritti nel corso del 2022, che consentano di utilizzare i mezzi di trasporto locale, regionale, interregionale e nazionale: ciò significa che sono inclusi gli autobus, le metropolitane, i filobus, i tram, i treni regionali e alcune tipologie di autobus che si spostano tra Regioni diverse.

L’unico requisito fissato esattamente dal decreto aiuti del Governo è il limite di reddito che permette di accedere al bonus trasporti: possono ottenere il rimborso tutti i cittadini che hanno conseguito un reddito inferiore a 35 mila euro.

Rimborso 60 euro sugli abbonamenti ai mezzi pubblici: come richiederlo

Mentre per il bonus trasporti nulla si sta muovendo – e ciò che sappiamo è ancora troppo poco per avere chiara la nuova agevolazione – INPS e il Governo hanno definito con maggior chiarezza quello che riguarda il bonus 200 euro.

Destinato anch’esso a coloro che possiedono redditi inferiori a 35 mila euro, verrò erogato direttamente, oppure previa presentazione della domanda, nel mese di luglio.

Possiamo ipotizzare che anche il bonus trasporto per viaggiare sui mezzi pubblici dovrà essere appositamente richiesto tramite una piattaforma, ma non siamo a conoscenza delle modalità e dei tempi per la presentazione delle domande.

I fondi stanziati dal Governo ammontano a 100 milioni di euro, mentre si procederà con l’erogazione dei rimborsi seguendo l’ordine di presentazione della domanda.

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Rimborso sugli abbonamenti ai mezzi pubblici: rischio click day

E mentre ci si interroga sulle modalità di presentazione della domanda e sui tempi utili per l’invio delle richieste, si teme la possibilità di un click day all’apertura della piattaforma. Per quale motivo?

La platea di potenziali beneficiari di questa agevolazione è piuttosto ampia: considerando il limite reddituale a 35 mila euro e la possibilità di ottenere un rimborso fino al 100% del costo dell’abbonamento, nel limite di 60 euro, tutti coloro che utilizzano i mezzi pubblici potrebbero precipitarsi alla richiesta del rimborso.

I fondi a disposizione d’altronde sono limitati, le domande potenzialmente estese: come fare? Meglio tenere sotto controllo i siti istituzionali per conoscere l’imminente apertura delle domande per il bonus trasporto.

Solo in questo modo si avrà l’occasione di richiedere il beneficio senza perdere il rimborso che, seppur di 60 euro è assolutamente accettato in un periodo di particolare difficoltà come quello attuale.

In attesa del rimborso, spunta la detrazione sugli abbonamenti: come averla

Mentre si attendono maggiori delucidazioni in merito al bonus trasporti pubblici che il Governo guidato da Mario Draghi ha introdotto con il decreto aiuti del 17 maggio 2022, i cittadini possono ottenere un altro rimborso sugli abbonamenti ai mezzi pubblici.

Non tutti sanno che, all’interno della dichiarazione dei redditi, esiste una sezione della quale inserire le spese sostenute per l’acquisto di abbonamenti propri, oppure anche dei familiari a carico. 

Per tutti i cittadini spetta una detrazione fiscale al 19%, ma solo fino a un massimo di 250 euro.

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Bonus trasporti, l’esempio delle Germania: abbonamenti a 9 euro

E così come l’Italia ha introdotto delle agevolazioni sugli abbonamenti ai mezzi pubblici – ovvero il rimborso atteso di 60 euro sulle spese sostenute – anche altri Paesi europei si stanno muovendo in tal senso.

Emblematico l’esempio della Germania, dove le autorità nazionali hanno previsto la possibilità di sottoscrivere abbonamenti ai mezzi pubblici a soli 9 euro per i prossimi tre mesi.

Questa misura potrebbe essere resa strutturale nei prossimi mesi, in modo da spingere i cittadini a scegliere la mobilità sostenibile. Un ottimo esempio al quale anche l’Italia dovrebbe ispirarsi.

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