Video, performance e pitture narrano «Le Storie della Vera Croce»


«Le Storie della Vera Croce» di Luigi Presicce in mostra al Mattatoio fino al 2 maggio sono dieci. Ciascuna è tassello di un ciclo iniziato nel 2012 che per la prima volta si compone in un’unica opera esposta nel Padiglione 9B dello spazio espositivo di Testaccio, realizzando il secondo momento del programma triennale «Dispositivi Sensibili», a cura di Angel Moya Garcia.

Il progetto di Presicce — artista nato a Porto Cesareo nel 1976 — è ispirato alle omonime vicende del Sacro Legno di cui parlano sia la Bibbia che Jacopo da Varagine, il domenicano duecentesco noto per la Legenda Aurea, vita dei santi scritta in latino. Un tema ripreso più volte nella storia dell’arte, non ultimo da Piero Della Francesca e Agnolo Gaddi, che realizzarono i cicli pittorici tutt’ora conservati a Firenze, nella basilica di Santa Croce (Agnolo), e ad Arezzo, nella chiesa di San Francesco (Piero).

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Luigi Presicce ripercorre episodi della storia del Sacro Legno e li affronta intrecciandoli con avvenimenti e personaggi storici e contemporanei. Seguendo una ricerca legata alla pittura e alla performance le sue Storie della Vera Croce alternano proiezioni video a performance, pittura dal vivo e tableaux vivants. A essere rappresentate, in una trama di citazioni prese da cultura popolare e culti misterici, folklore, storia antica e contemporanea, sono nuove incarnazioni della sacralità o del suo contrario, comprese personalità politiche e personaggi pubblici. In dieci diverse tappe, o volendo, stazioni votive, prendono quindi forma guerre religiose, conflitti politici, scontri culturali e depredazioni economiche che fanno parte della storia della civiltà e fatalmente ritornano in un presente che, secondo Presicce, non si emancipa mai. Sono capitoli formati da un totale di diciotto performance presentate in forma di video di cui fa parte anche una nuova produzione realizzata recentemente nell’ambito del programma di residenze produttive «Prender-si cura» in corso al Mattatoio e sostenuta da Azienda Speciale Palaexpo, che si aggiunge alle performance che hanno preso vita in luoghi e tempi diversi, come La sepoltura di Adamo (Torre Lapillo-Lecce, 2012), Il figlio spezzato della Santa (Venezia, 2017) e altre realizzate in Svezia o in Sicilia. L’artista pugliese è inoltre impegnato in una scuola di formazione itinerante chiamata L’Accademia dell’immobilità, che si basa sullo sviluppo della memoria, dell’armonia e della responsabilità applicate alla performance, e che si trova al centro di un laboratorio del Master in arti performative e spazi comunitari attualmente in corso alla Pelanda del Mattatoio.

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Info: «Le Storie della Vera Croce» di Luigi Presicce, Mattatoio, Padiglione 9B, piazza Orazio Giustiniani 4, dal lunedì al venerdì dalle 11 alle 20. Ingresso libero con prenotazione obbligatoria, www.mattatoioroma.it

© RIPRODUZIONE RISERVATA

14 febbraio 2021 | 09:48

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