Vincite al gioco: la verità sulla tassazione che non ti dicono

Oggi gli italiani che provano a vincere nei giochi a premi non mancano di certo, anche perché talvolta il montepremi fa davvero gola. Tuttavia in caso di vincita, ci si potrebbe chiedere se ci sono regole di tassazione da applicare. Ecco come stanno le cose.

Le vincite al gioco ed alle lotterie non di rado sono molto sostanziose e consentono di cambiare radicalmente la propria vita, potendo contare su risorse economiche molto maggiori.

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Tuttavia se si ha la fortuna di vincere una grossa somma, la domanda che segue è sempre doverosa: vi sono obblighi di natura fiscale per i vincitori dei concorsi? E se sì, come funziona la tassazione in questi casi? Ebbene, si tratta di quesiti nient’affatto inopportuni, specialmente nel caso in cui il giocatore d’azzardo sia così fortunato da vincere una somma di denaro assai consistente.

Rispondiamo subito che è proprio così, la legge vigente prevede che lo Stato abbia diritto di incamerare una percentuale di quei guadagni derivanti dalle vincite al gioco. Ecco perché di seguito intendiamo parlare di quella che è anche chiamata la ‘tassa sulla fortuna’ e, se è vero che in tempi difficili non sono pochi coloro che cercano la giocata vincente, è altrettanto vero che proprio da questi incassi l’Erario ottiene significativi introiti.

Ciò in una situazione economica incerta come quella odierna, è certamente positivo per lo Stato, ma certamente un po’ meno per chi è tenuto a versare la ‘tassa sulla fortuna’. Vediamo allora qualche ulteriore dettaglio in proposito.

Tassazione vincite al gioco: alcuni cenni generali

Tutti coloro che intendono vederci chiaro sui rapporti tra vincite al gioco e tassazione, non debbono dimenticare che si tratta di attività regolamentate nel dettaglio da norme di legge, ed eseguite e gestite tramite strutture quali l’Amministrazione Dogane e Monopoli. Ma si tratta anche del ruolo attribuito a società quali la nota Lottomatica.

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Chiaro allora che chi, per esempio, acquista un biglietto della lotteria o del Gratta e Vinci, o gioca al SuperEnalotto, vorrà certamente saperne di più in merito alla tassazione delle somme vinte e vorrà anche sapere se quanto ottenuto deve essere dichiarato nel modello 730 o nel modello Redditi persone fisiche. Lo vedremo tra poco.

Intanto ricordiamo che ciascun tipo di gioco presenta le seguenti caratteristiche generali in fatto di tassazione:

  • quest’ultima si applica secondo un’aliquota che si rapporta all’entità della somma vinta;
  • quanto viene effettivamente prelevato a titolo di tassa è stato frequentemente modificato dalle leggi finanziarie.

Anzi riguardo al secondo punto, vero è che nel corso del tempo la tassazione è cresciuta notevolmente – a riprova del fatto che l’Erario dà oggi un alto rilievo agli introiti della tassa sulla fortuna.

Come funziona la tassazione in caso di vincita al SuperEnalotto e al Lotto

Per quanto riguarda il notissimo gioco del SuperEnalotto, che talvolta mette in palio premi davvero ingentissimi, abbiamo una tassazione uguale al 20% e dunque aumentata rispetto a qualche anno fa (fino al 2019% era del 12%). Ma si applica soltanto alle vincite maggiori di 500 euro e per la parte eccedente detto limite. Se perciò ad esempi una persona vince 10mila euro, vedrà applicarsi il 20% sulla cifra pari a 9.500 euro e il netto sarà pari a 8.100 euro.

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Simile meccanismo per il gioco del Lotto, il quale subisce un prelievo fiscale, fatto valere da Lottomatica, corrispondente all’8% dell’ammontare della vincita. Attenzione però, perché anche qui c’è il limite minimo di 500 euro: sotto questa somma, la tassazione non si applica mentre per le vincite maggiori l’aliquota dell’8% scatta solo sulla parte eccedente.

Ancora differente è l’imposta sulle vincite realizzate al gioco 10eLotto, essendo pari all’11%.

Come funziona la tassazione in caso di vincita al ‘Gratta e Vinci’

Pensiamo poi al notissimo gioco a premi denominato ‘Gratta e Vinci’, che diventò molto popolare in Italia nella seconda metà degli anni ’90 del secolo scorso. Ebbene, anche i premi vinti con i biglietti vincenti del gioco “Gratta e Vinci”:

  • sono tassati al 20%,
  • ma esclusivamente per le somme che oltrepassano i 500 euro.

Perciò chi ha la fortuna di vincere un premio ma inferiore a questa soglia, potrà intascare la cifra così come indicata nel premio, senza alcuna tassa da pagare. Invece colui che oltrepassa il limite si vedrà anche qui tagliare il premio del 20% come tassazione, ma soltanto per l’eccedenza.

E’ lo stesso meccanismo già visto per il SuperEnalotto. Ad esempio, se una persona vince mille euro a questo gioco, vedrà applicarsi la citata percentuale alla cifra che eccede i 500 euro, ovvero sempre 500 euro. Le tasse ammonteranno dunque a cento euro, e come cifra netta il fortunato vincitore potrà intascare 900 euro.

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Modello 730 e modello unico: ci sono obblighi di dichiarazione in caso di vincite al gioco?

Veniamo ora alla domanda cui abbiamo accennato sopra: delle vincite deve essere fatta menzione in dichiarazione dei redditi? Ebbene la risposta da darsi è negativa, in quanto le vincite conseguite nei giochi di cui sopra, autorizzati in Italia, sono tassate alla fonte.

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Si tratta dell’utilizzo del meccanismo della ritenuta d’imposta a titolo definitivo, conseguentemente le somme intascate non devono essere oggetto di indicazione ad hoc in dichiarazione dei redditi.

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